Namibia on the road

Viaggio on the road alla scoperta della Namibia

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  • di Conoscere
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Abbiamo deciso di andare in Namibia nell’aprile di quest’anno. Di solito organizziamo i nostri viaggi autonomamente ma in questo caso, trattandosi di un paese vasto e poco abitato, abbiamo cercato un tour operator locale.

Informandoci sul web la nostra scelta è caduta su Namibia Travel, operatore turistico namibiano composto da ragazzi italiani. Dopo i primi contatti via e-mail per concordare il tour, sono iniziate le pratiche necessarie per dare inizio alle prenotazioni. Il nostro referente è stato Emanuele e si è sempre dimostrato molto disponibile nel rispondere ai nostri dubbi e prodigo di preziosi consigli.

Siamo arrivati all’aeroporto di Windhoek, capitale della Namibia, il mattino del 7 agosto dopo 20 ore di viaggio. Ad accoglierci c’era Emanuele che ci ha consegnato la borsa da viaggio, contenente diverse cose utili oltre alla cartina della Namibia, mappe dettagliate dei luoghi che intendevamo visitare e due schede telefoniche namibiane, quindi davanti a un cappuccino ci ha illustrato tutto il tour nei minimi dettagli consigliandoci anche gli orari migliori per le visite da effettuare. Ci ha poi accompagnato al noleggio dell’auto, una 4x4 con doppia ruota di scorta e, dopo le verifiche e la consegna del navigatore in lingua italiana, ci ha salutato. E’ cominciata così la nostra avventura africana. Il nostro primo albergo, il Casa Blanca Hotel, pur essendo lontano dal centro, ci ha offerto attraverso il suo splendido personale, una accoglienza straordinaria. Ricordiamo ancora Tuno.

All’alba del giorno successivo ci dirigiamo verso sud-est. Dopo aver superato il Tropico del Capricorno, ben segnalato sulla strada, arriviamo all’Anib Lodge nel Kalahari, la grande sete. La savana con la terra rossa è il primo assaggio dei paesaggi africani. Durante il percorso in jeep con la guida abbiamo avvistato molti animali: kudu, struzzi, orici, springbock e al tramonto, prima di rientrare al lodge per la cena, ci è stato offerto un aperitivo con vista sulla savana. Al ritorno il freddo si è fatto sentire anche se la guida ci ha fornito di coperte.

Il giorno seguente partenza all’alba per raggiungere il Fish River Canon. Durante il percorso, tra paesaggi spettacolari, ci fermiamo alla foresta degli alberi faretra e al Giant’s Playground. Gli alberi faretra sono straordinari e il paesaggio di rocce marroni e nere poste una sopra l’altra lo è altrettanto. Finalmente in serata, dopo chilometri di strade sterrate, arriviamo al Canon Lodge. Questo lodge si trova in una posizione splendida circondato com’è da imponenti rocce rosse.

Al mattino dopo visitiamo il Canyon che, per grandezza, è il secondo al mondo dopo quello degli Stati Uniti.

In realtà la visita senza fare il trekking sul fondo del canyon è stata un po’ deludente ma, per farlo, ci vogliono quattro giorni oltre a un permesso speciale.

Abbiamo proseguito poi verso ovest per raggiungere il Klein Aus Vista.

Il giorno successivo ci dirigiamo verso Luderitz e la tappa più interessante si rivela la visita della città fantasma di Kolmanskop. La città fu costruita nel deserto agli inizi del novecento dopo la scoperta di un filone diamantifero ma, esaurito quel filone, fu abbandonata e oggi le sue costruzioni sono state letteralmente invase dalla sabbia creando uno scenario irreale e fantastico. È affascinante aggirarsi nelle case, nelle scuole, negli ospedali invasi dalla sabbia, tra porte che sbattono agitate dal vento e decorazioni decò.

Proseguendo lungo la strada costeggiamo la Diamond Area e ci dirigiamo sulla costa dove percorriamo un tratto fino al Diaz Point incontrando nelle lagune vari animali, fenicotteri, antilopi e potendo avvistare con il binocolo i pinguini che vivono in un isolotto. La cittadina di Luderitz è carina ed è divertente vedere una città coloratissima in stile architettonico nord europeo in piena Africa. Noi ci siamo andati di domenica e la città era purtroppo completamente deserta

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