Tornare in Russia

Maratona di San Pietroburgo, una buona scusa per fare il tifo al nostro amico maratoneta

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  • di MARISOL
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 18
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Tornare in Russia? Perchè no? Quando i nostri amici ci hanno proposto un viaggio in Russia, non ce lo siamo fatto ripetere due volte. Per loro era la prima volta, per noi si trattava di tornare a visitare Mosca e San Pietroburgo, due città rimaste scolpite nei nostri cuori. E dunque siamo partiti. Il nostro amico, è un maratoneta piuttosto bravo, che partecipa agli eventi organizzati nelle varie città, per cui non si è fatto sfuggire l'occasione di correre la maratona di San Pietroburgo. Oltre che un valido maratoneta, è anche bravo nell'organizzare viaggi e quindi, un pomeriggio ci siamo riuniti ed abbiamo programmato la nostra avventura in Russia. Questa volta c'è stato anche il nostro contributo, in quanto si trattava di tornare in luoghi a noi già noti. Dunque eccoci alla partenza il 24 giugno. L'aereo ha fatto scalo a Stoccolma dovei abbiamo avuto il tempo di una rifocillata prima di imbarcarci nuovamente per atterrare questa volta all'aeroporto Pulkovo a San Pietroburgo. Qui ci siamo riuniti al resto del gruppo, ad altri amici arrivati con altri voli, alcuni dei quali maratoneti, per un totale di 18 persone. Era ad attenderci un pulmino con un ragazzo italiano che ci ha accompagnato attraverso la città ai nostri appartamenti. Ogni famiglia ha a disposizione un appartamentino, tutti nel giro di poche centinaia di metri. La nostra guida ci ha accompagnato lungo un cortile spaventosamente brutto, inondato di odori strani, fino a giungere ad un portoncino di ferro con una tettoietta che per tutta la nostra permanenza ho temuto ci potesse cadere in testa da un momento all'altro. Anche le scale ci hanno lasciato senza parole, nel senso che peggio di così non potevano essere: i classici palazzi del tempo del comunismo, anonimi, estremamente spartani e decadenti. Il primo impatto non è stato dei migliori. Per fortuna l'appartamentino è stato di nostro gusto, tutto rimodernizzato e molto carino, pieno di comodità, compreso un'attrezzata cucina. Alcuni nostri amici hanno messo in valigia pacchi di pasta, pomodori, tonno in scatola e soprattutto la moca ed il caffe'. Per altre cose siamo andati alla ricerca del supermercato. Qui abbiamo avuto un'altra sorpresa: certo non è pensabile fare il confronto con i nostri negozi super forniti; siamo scesi con delle scalette alquanto precarie in un piccolissimo negozietto stipato di merce varia dalle scritte incomprensibili, ma anche dall'aspetto indecifrabile. Tuttavia siamo riusciti ad acquistare del formaggio ed alcuni salumi abbastanza somiglianti ai nostri, nonché del latte, birra ed acqua. Con il nostro bottino ci siamo riunti tutti in uno degli appartamenti per organizzare la cena. Divertentissimo! Dopo cena siamo usciti per una prima ricognizione che ci ha permesso di orientarci: gli appartamenti sono vicini al Palazzo d'Inverno, che quindi abbiamo raggiunto in breve tempo, percorrendo la via lungo il canale della Mojka. In questo periodo si può assistere a quello splendido fenomeno delle “notti bianche”, in cui praticamente c'è quasi sempre la luce, e la notte si riduce a poche ore. E' un fenomeno a cui noi avevamo già assistito durante il primo viaggio in Russia e che quindi ricordavamo e ne avevamo parlato ai nostri amici con entusiasmo. Naturalmente loro sono rimasti senza fiato! Dunque abbiamo approfittato per un bel giro, nonostante la stanchezza del viaggio. L'indomani abbiamo guidato i nostri amici lungo la Prospettiva Nevskij.

Prima tappa: la cattedrale di Nostra Signora di Kazan che, con il suo tipico colonnato, ricorda San Pietro a Roma. E' la seconda chiesa della città per grandezza, veramente bella e maestosa. La Prospettiva è sempre affollata di pedoni e macchine che sfrecciano piuttosto velocemente... e guai ad attraversare con il semaforo rosso per i pedoni! Si rischia di finire sotto le macchine! Portiamoi nostri amici a Ulica Rossi, cioè la cosiddetta “via ideale”, molto famosa perchè è incantevole ed ha delle misure particolari. Perfetta nelle sue proporzioni, è larga 22 metri ed è fiancheggiata da due imponenti edifici alti 22 metri e lunghi ciascuno 220 metri. In uno di questi palazzi nella celebre scuola di ballo, hanno studiato stelle come Nureev e Barysnikov. Ci spostiamo a Ploskad Iskussty, cioè una piazza dedicata a quegli architetti italiani che tanto hanno contribuito allo splendore della Russia, in quanto ritenuti i migliori architetti al mondo. Ed ecco quindi i busti di Trezzini e Rossi, ad esempio. Bellissimo è sicuramente il ponte dei domatori di cavalli, cioè nil Ponte Anichov, che i nostri amici ricorderanno sempre con stupore. Ma la loro meraviglia cresce quando li portiamo a vedere la chiesa del Sangue Versato, con le sue incredibili cupole a cipolla. La chiesa è piuttosto recente ed ha una storia piuttosto travagliata: negli anni '30, a seguito alla decisione di Stalin di chiudere tutte le chiese, divenne un magazzino di vari articoli, come patate o addirittura scenografie teatrali. Solo negli anni '70 si riavviò un processo di restauro per ridare il giusto splendore e la giusta collocazione ai 7000 mq. di mosaici che ornano il suo interno, e che noi abbiamo la fortuna di ammirare dopo una discreta fila. Siamo tutti col naso in su e meravigliati da tanta bellezza. E l'esterno non è da meno, con l'alternarsi di colori rutilanti tra le cupole e le mille sfaccettature dei portali. Alla guida del nostro bel gruppo, continuiamo a girare per la città, ancora a piedi. Ecco il Castello degli Ingegneri, ancora un'opera italiana, che è una vera e propria fortezza, con fossati e ponti levatoi, che doveva proteggere lo zar Paolo I°, ma che invece trovò qui la morte. Oggi è una scuola di ingegneria del genio militare. Ritornando sui nostri passi, troviamo un mercatino ed anche se piove, le bancarelle colorate attirano subito la nostra attenzione. Tutti insieme è poi ancora più divertente, soprattutto quando ci misuriamo un colbacco rosso con tanto di foto ricordo! Nel frattempo è giunta l'ora di cena e dopo la solita spesa fortuita nel piccolo negozio, ci avviamo a casa per cucinare e divertirsi ancora. Questa volta abbiamo toccato con mano la vita quotidiana dei russi, e non quella del turismo organizzato che avevamo provato la prima volta. Il volto vero dei luoghi rimane nascosto dietro il velo dell'organizzazione e del meglio che viene offerto ai turisti paganti. Non mi sarei mai aspettata quelle case così malridotte, quell'odore acre ed ammuffito degli androni delle scale sberciate ed i muri scrostati. Neanche andando indietro nei ricordi, mi viene in mente nulla di simile: le vecchie case dei nostri nonni che ho vagamente nei miei ricordi, mi appaiono decisamente diverse e più lussuose. Ma è comunque una bellissima esperienza, perchè noi abbiamo visitato la Russia apparente e bellissima e quella vera, della quotidianeità del popolo

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