Alla corte degli Zar!

San Pietroburgo: Puskin (Palazzo di Caterina), Pavlosk, Peterhof, Hermitage, Chiesa del Sangue Versato, Cattedrale di Sant'Isacco

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  • di danidisa
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Abbiamo prenotato il viaggio tramite un’agenzia viaggi della zona, scegliendo una soluzione Franco Rosso. Purtroppo, considerata la meta e le pratiche burocratiche, non abbiamo potuto optare per un viaggio Fai da Te, come facciamo abitualmente ma abbiamo deciso di appoggiarci a FrancoRosso per facilitarci un po’ le cose. Tuttavia, la fase di prenotazione è stata ugualmente problematica. I prezzi riportati sul catalogo non vengono minimamente rispettati in quanto i prezzi del volo di linea, cambiano continuamente, ad ogni contatto con la centrale di prenotazione Franco Rosso. Inutile dire che cambiano in peggio, crescendo sempre e di continuo, man mano si ritarda con la conferma di prenotazione Esempio: l’agenzia di Viaggio ci stilava un preventivo. Noi ci pensavamo un giorno. L’agenzia di viaggio richiamava Franco Rosso per confermare e.. Sorpresa sorpresa: i prezzi erano lievitati ed i voli cambiati (con orari e scali inevitabilmente peggiori). Insomma… dopo 1000 peripezie e 1000 incazzature, riusciamo a prenotare un pacchetto Franco Rosso così composto: Volo di linea Swiss Air con scalo a Zurigo in andata e ritorno + 3 Notti in un hotel centrale a S. Pietroburgo + trasferimento da e per l’aeroporto con auto privata, e 2 escursioni (Puskin e Peterhof). Prezzo del pacchetto, compreso pratiche per il visto: € 900,00 a testa (non ci sembra poco per 3 sole notti). 2 Giugno 2010 Partiamo che è ancora notte fonda. Arriviamo al PARKINGO dove abbiamo prenotato il posto auto ed, efficientissimi, ci accompagnano a Malpensa. Il volo SWISS AIR prevede scalo a Zurigo. Il primo volo è preciso e puntuale. Arriviamo a Zurigo addirittura in anticipo. Purtroppo il volo per S. Pietroburgo parte con 1 ora di ritardo. Oltretutto, l’aeroporto di Zurigo, concentra tutto il suo splendore nella zona negozi ma, in quanto a servizi essenziali, tipo posti a sedere e Toilette è alquanto carente. Sull’aereo ci forniscono il modulo da compilare da presentare con il passaporto. Arriviamo a S. Pietroburgo con 40 min. Di ritardo ed inoltre, ci attende una lunga coda al controllo passaporti. Agli arrivi troviamo il nostro autista, incaricato da Franco Rosso, con un cartello con i nostri nomi. Veramente, fatichiamo leggermente ad individuarlo, considerato l’alto numero di persone con cartello presenti. Comunque lo troviamo e ci accompagna in hotel fornendoci delle prime informazioni turistiche in un inglese semplice semplice. Comprendiamo subito che il nostro hotel, Nevsky Grand, pur trovandosi in splendida posizione centrale (traversa della Nevskij Grand, tra l’Ermitage e la Chiesa del Sangue Versato) non è un gran che. E’ classificato come un 3 stelle ma non ne merita più di 2. Forse la terza è stata attribuita solo per la posizione centrale.

La nostra camera, fortunatamente, si trova proprio davanti alla Reception (così non abbiamo avuto problemi quando, inevitabilmente, si è rotto l’ascensore); tuttavia siamo subito disturbati da una tremenda puzza di vernice o altro solvente in quanto hanno appena fatto dei lavori nella camera accanto e siamo così costretti a tenere sempre la finestra aperta (notte compresa, anche se faceva freddo). Quel giorno, il tempo a S. Pietroburgo è coperto e quindi, S. Pietroburgo, perde molto con queste condizioni meteo. Inoltre, sono già le 17 e qui, tutti i musei chiudono alle 17 (al massimo alle 18). Quel primo giorno, quindi, non possiamo visitare niente e ci accontentiamo di fare un primo giro di perlustrazione del centro ed entriamo in qualche negozio di souvenir. Ci rendiamo subito conto che i prezzi, contrariamente alle nostre aspettative, sono più alti che in Italia. Persino le classiche Matrioske hanno prezzi proibitivi. Per non parlare del cibo. Per la cena, ci salva un Subway (catena di panini, presenti in tutto il mondo, dove fanno lunghi panini proprio davanti ai Vs. Occhi con ingredienti indicati da Voi). Dopo cena, siamo ovviamente stanchi essendoci svegliati alle 4 di mattina. Ci accorgiamo però che qui, nel mese di Giugno, c’è luce fino a tarda notte (le famose notti bianche russe); ma noi tiriamo le tende e dormiamo.

Verso le 8.30 di mattina ci avviamo a far colazione. Ci troviamo subito a far la fila perchè, quello schifo di hotel ha una saletta colazione piccola, sottodimensionata rispetto al numero di camere. Inoltre, il numeroso gruppo di anziani francesi presenti, alquanto maleducati, si trattengono ai tavoli a chiacchierare anche quando hanno terminato di mangiare. Per fortuna la cameriera ci arriva in soccorso e li scaccia: vecchi rinco....! Il buffet, non è niente di eccezionale e poi termina tutto: termina il latte, termina la marmellata, terminano persino le tazze... E qui non rimpiazzano niente

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