Argentina... nord, sud, ovest, est

Dalle Ande alle cascate di Iguazù, passando per Buenos Aires fino ai ghiacciai del Perito Moreno. Un viaggio imperdibile, ventidue giorni in una terra selvaggia e meravigliosa

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  • di jackvis
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro

Dopo il nostro primo viaggio insieme on the road in California, si presenta davanti a noi una sfida lunga e stretta: l’Argentina. L’occasione ci è data dal matrimonio del fratello di Jack a Buenos Aires per capodanno 2011. Cogliamo subito la palla al balzo e ancora una volta Jack si mette all’opera per fare quello che gli riesce meglio: pianificare minuziosamente il viaggio. Un aiuto prezioso, come sempre, lo troviamo nei diari di turisti per caso, ma questa volta possiamo approfittare anche dei consigli di Simone e Illiari, una coppia di amici appena tornati da quei luoghi ricchi di fascino. Senza di loro il trekking sul Perito Moreno non l’avremmo mai fatto. Grazie Simo!

Come al nostro solito ecco le note generali sulla preparazione del viaggio:

Volo: E’ il costo che maggiormente incide sul budget. In alta stagione argentina, ovvero da dicembre a febbraio, trovare la tratta Buenos Aires - Roma a meno di 1000 euro a persona è pressoché impossibile. Noi a giugno (quindi sei mesi prima del viaggio) abbiamo optato per un pacchetto con Aerolineas pagando 1787 euro volo diretto Roma Buenos Aires + 4 tratte interne (Buenos Aires - Jujuy; Salta - Iguazù; Buenos Aires - El calafate; El Calafate - Buenos Aires). A questi, il 23 dicembre da Salta, per risparmiare 18 ore (!) di viaggio in autobus, abbiamo deciso di aggiungere un altro volo interno last minute sempre con Aerolineas, da Iguazù a Buenos Aires. Costo 166 euro a persona. In totale per i voli, quindi, abbiamo speso 1950 euro a testa. Importante: Se viaggiate con Aerolineas, quando comprate il biglietto intercontinentale comprate anche le tratte interne. La compagnia offre tariffe scontate se prendete tutto il pacchetto.

Assicurazione sanitaria: Stipulata sul sito di viaggi sicuri (ww.viaggisicuri.it) a 128 euro per due persone.

Auto: Affittata come sempre dall’Italia con, addirittura, sei mesi di anticipo! (sì, a Jack piace fare le cose con calma). In Argentina le strade non sono un granché, gli incidenti e soprattutto i cappottamenti su quelle sterrate non sono rari (soprattutto sulla temibile Ruta40) e i prezzi sono piuttosto alti, senza contare che è caro anche il drop fee (ovvero la riconsegna dell’auto in un posto diverso dalla partenza). Non molliamo la già felicemente sperimentata enoleggiauto.it (oggi www.rentalcars.com) quindi paghiamo 317 euro per una Opel Corsa bianca che usiamo per 8 giorni, dal 18 dicembre (ritiro a Jujuy) al 25 dicembre (riconsegna a Salta). Il prezzo include 48 euro di assicurazione supplementare che ci tutela da eventuali danni al veicolo (vetri rotti o ammaccature varie…) che si rivelerà una scelta lungimirante.

Percorso: Anche in questo viaggio non abbiamo voluto perderci niente pur di assecondare tutta la nostra curiosità. Abbiamo speso i nostri 22 giorni passando per la regione del Nord Ovest di Salta, le cascate di Iguaçu, Buenos Aires, i parchi Talampaya e Ichigualasco nella regione di Mendoza, con tanto di ciliegina sulla torta in Patagonia.

Ecco quindi le nostre tappe: 17 dicembre, partenza da Roma Roma a Buenos Aires 18 dicembre, Tilcara 19 dicembre, Tilcara 20 dicembre, Iruya 21 dicembre, Purmamarca 22 dicembre, Cachi 23 dicembre, San Carlos (Cafayate) 24 dicembre, Salta 25 dicembre, Puerto Iguazù 26 dicembre, Puerto Iguazù 27 dicembre, Buenos Aires 28 dicembre, Buenos Aires 29 dicembre, in autobus verso San Juan 30 dicembre, Valle Fertil 31 dicembre, Valle Fertil 1 gennaio, in autobus verso Buenos Aires 2 gennaio, Buenos Aires 3 gennaio, Buenos Aires 4 gennaio, El Calafate 5 gennio, El Calafate 6 gennaio, in volo verso Roma 7 gennaio, arrivo a Roma

Dormire: Ancora una volta abbiamo preferito prenotare tutte le nostre notti dall’Italia. La fortuna ci ha assistito sempre eccetto il 23 dicembre quando un fiume straripando ci ha impedito di raggiungere la nostra destinazione (l’Hotel El Portal de Las Vinas a Cafayate), costringendoci a trovare una soluzione alternativa nel paesino di San Carlos. Nonostante il disagio fosse dovuto a cause di forza maggiore, non c’è stato verso di farci annullare la prenotazione.

Spesa finale: Come preventivato, l’argentina non è economica. In totale abbiamo speso circa 3500 euro a persona per 22 giorni di viaggio (considerando che siamo stati ospiti per 4 notti a Buenos Aires). Grosso modo quasi 2000 euro per i voli e 1500 per le spese.

Le cose da non perdere

- Trekking sul ghiacciao, Perito Moreno. Se la sola vista del Perito Moreno è indescrivibile, immaginate camminarci sopra! Prima di partire, se vi interessa, meglio comprare su internet il tour “Big Ice” dell’agenzia Hielo y Aventura di El Calafate (www.hieloyaventura.com). Costa 135 euro a testa, pranzo escluso, dalle 7:00 del mattino alle 19:00. E non vi spaventate della difficoltà del tour, se lo abbiamo fatto noi (soprattutto io che non amo i trekking!) possono farlo davvero tutti.

- Il Nord Ovest. La regione di Salta ci ha letteralmente stregato. Il turismo (argentino e straniero) sta iniziando in questi anni. Su tutte, la cittadina di Purmamarca con il suo Cierro de Los Colorados, poi Salinas Grandes e il bellissimo percorso per arrivarci. Imperdibile il giro ad anello da fare in macchina Salta - Cachi - Molinos - Cafayate - Salta. E Tilcara nella sua ruralità. Andateci presto, perché tra qualche anno non sarà più la stessa.

- Buenos Aires. Forse la città che più assomiglia a New York in assoluto, con la sua energia, i suoi grattacieli e i suoi quartieri così diversi uno dall’altro. Palermo Viejo ha un grande fascino, non perdetelo.

- I parchi Ischigualsco e Talampaya. Due parchi dichiarati siti dell’Unesco, poco conosciuti eppure bellissimi, soprattutto il secondo. Niente turisti e paesaggi da Jurassic Park.

Le (mezze) delusioni

- Cascate di Iguaçu. Sarà stato l’enorme afflusso di gente, il caldo e la calca continua, a noi non ci hanno fatto sobbalzare il cuore. Un luogo sicuramente magico dal punto di vista naturalistico, ma niente… non ci è rimasto molto. Il lato argentino è sicuramente più bello e intenso (stai letteralmente sotto le cascate, dall’altra parte le vedi a tutto tondo). Il pezzo forte è senza dubbio la Garganta del diablo.

- Iruya. La cittadina inerpicata nelle Ande, descritta nelle guide come l’ultimo avamposto della civiltà, in realtà non è quel villaggetto che ti aspetti, ma un paesino neanche troppo piccolo. Divertenti le tre ore di autobus da Huamahuaca per arrivarci, ma poi resti un po’ con l’amaro in bocca. Noi ci abbiamo pernottato, ma non è così essenziale.

È il momento di alzare il sipario, sta per iniziare il Viaggio, con la “V” maiuscola. Lascio a Rosa la penna..

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