Sabbioneta, la città ideale

Un weekend con i Gonzaga

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  • di phabyo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Mantova e Sabbioneta distano tra loro una trentina di chilometri, collegate da un efficiente ed economico servizio di “navetta” (appena otto euro andata e ritorno). Sabbioneta, conosciuta come “la citta’ ideale”, fondata da Vespasiano Gonzaga verso la metà del secolo XVI, è adagiata tra il Po e l’Oglio e circondata ancora dalla sua secolare cinta muraria.Una cittadina di 4 mila abitanti,dove l’impronta dei Gonzaga è visibile a ogni passo e che l’Unesco ,nel 2008 ha dichiarato patrimonio dell’umanità riconoscendo il suo assetto urbanistico il più vicino al progetto di città ideale del Rinascimento. Alla scoperta di Sabbioneta,sotto un cielo carico di pioggia,ci accompagnano due giovani guide dell’ufficio turistico locale. Cominciamo la visita alla Galleria degli antichi o Corridor grande come lo chiamano qui.Lunga un centinaio di metri,interamente rivestita di affreschi,ci sorprende per una particolarità:a differenza delle gallerie dell’epoca non aveva alcuna funzione di collegamento,ma solo di mero contenitore delle collezioni archeologiche di Vespasiano.

La pioggia battente non ci impedisce di dirigerci verso il Teatro all’antica,quasi specchio di quello di Vicenza (infatti è opera del Camozzi). Con una tribuna a colonnato,statue mitologiche, affreschi (forse) della scuola del Veronese e dipinti di metà ottocento che ritraggono paesaggi della Roma imperiale. Sul palco una scena fissa.Non piove più.Adesso siamo all’interno del Palazzo Ducale ,dai soffitti a cassettoni e in legno intagliato.Oltre alla “Galleria degli antichi” con i ritratti dei Gonzaga,veniamo attratti dalle 4 statue equestri lignee di Vespasiano e dei suoi ascendenti,semidistrutte da un’incendio a metà ottocento.I loro visi,forse per via dei lunghi anni passati alla corte di Madrid,presentano il tipico piglio degli aristocratici spagnoli.

Ricomincia a piovere. All’angolo con la chiesa di san Rocco, in un’ala di un altro palazzo rinascimentale entriamo nella Sinagoga (evidente testimonianza di una presenza ebraica nella cittadina),costruita nel secolo XIX in stile neoclassico. Ma il palazzo che la ospita deve chiudere così abbiamo appena il tempo di ammirarne le belle decorazioni in stucchi e finti marmi colorati.Congedate le gentili ragazze ci ritroviamo a Piazza Ducale, vicini all’unica tabaccheria dove è possibile acquistare il biglietto del bus (dieci euro) per Parma e,forse, all’unico bar della città. Quasi per sbaglio o fors’anche per ripararci dalla pioggia,entriamo in un negozio di rigattiere.Rigattiere o antiquario? Non sapremo dirlo, di certo le atmosfere sono d’altri tempi e rovistando tra le tante cianfrusaglie ammucchiate qua e là riusciamo a scovare e fare nostri,per pochi euro,alcuni oggetti davvero singolari.

Considerate le condizioni del tempo il pranzo al ristorante “Ducale” diviene d’obbligo.Le specialità locali raccomandate dalla casa (gnocchi fritti,tortelli alla zucca, spalla cotta, oltre al lambrusco) non ci tradiscono,come del resto non ci tradisce il conto,al di sotto dei venti euro a persona.

Una proposta eccellente per chi vuole "spendere" al meglio il proprio weekend.

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