Transiberiana 2004

Di Claudio Giacchetti Questo scritto non vuole essere un diario di viaggio, perchè avrei dovuto approntarlo giorno per giorno per non dimenticare nulla e non l'ho fatto, né ha la pretesa di essere una guida pur contenendo anche delle informazioni ...

Diario letto 5547 volte

  • di Claudio Jack
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

Di Claudio Giacchetti Questo scritto non vuole essere un diario di viaggio, perchè avrei dovuto approntarlo giorno per giorno per non dimenticare nulla e non l'ho fatto, né ha la pretesa di essere una guida pur contenendo anche delle informazioni pratiche, perchè ce ne sono di migliori in circolazione e poi io non sono del mestiere. Vorrei solo comunicare a chi avrà la pazienza di leggere queste pagine, le impressioni ricevute nell'affrontare un viaggio come questo, senza spiagge, senza ritrovi per vip e senza l'affanno di arrivare per forza da qualche parte, ma anzi cercando di perdersi nella vastità degli spazi e rimanere un po' a guardare... E a guardarsi dentro.

La Transiberiana rappresenta, per ogni viaggiatore, uno dei grandi viaggi verso la fine del mondo, come la Patagonia o Capo Nord, luoghi non-luoghi, dove la meta non è così importante come lo è invece l'idea stessa del viaggio.

A questo pensavo, quando in una piovosa giornata all'inizio di quest'anno sono entrato in libreria e nel dare un'occhiata nel reparto viaggi, ho scoperto la prima edizione della Lonely Planet dedicata a questa grande avventura. Come a volte capita nella buona tradizione letteraria, ne sono rimasto letteralmente folgorato, così l'ho acquistata immediatamente, senza neanche sfogliarla un po'.

Si può dire quindi, parafrasando indegnamente il sommo Poeta, "galeotto fu il libro e chi lo scrisse", perché proprio leggendolo, io e mia moglie ci siamo accorti che anche questo viaggio si sarebbe potuto fare alla nostra maniera, cioè in modo per quanto più possibile autonomo e non programmato anticipatamente. Ormai da anni siamo abituati a viaggiare, anche con figli e amici, prenotando solamente il biglietto aereo, cercando una volta sul posto le sistemazioni e prendendo al momento le decisioni riguardanti destinazioni successive ed itinerari da seguire. Questa grande libertà, a prezzo di poche momentanee difficoltà, ci ha dato sempre molte soddisfazioni e ci ha permesso di fare i nostri viaggi più belli... Siamo così partiti con Tommaso, un piccolo giramondo di otto anni, mentre l'altro figlio, Mattia, ormai quasi maggiorenne, sarebbe andato nello stesso periodo a Malta per una vacanza studio in un college internazionale.

La nostra idea era di effettuare il tragitto in treno da Pechino a Mosca via Ulaan Baatar, viaggiando quindi su uno dei due "rami" della Transiberiana, quello conosciuto come Transmongolica (l'altro tratto va fino alle coste del Pacifico a Vladivostock ed è il percorso classico, tutto in Russia).

Il senso del tragitto, da est verso ovest, è consigliato perché meno frequentato dai turisti ed è quindi più facile trovare posti e biglietti senza prenotazione, come nelle nostre intenzioni.

Stando alle notizie raccolte in giro tra i frequentatori di forum, siti di viaggiatori e anche sul sito "ufficiale" www.Transiberiana.Com, molte sembravano le difficoltà da superare, a cominciare dall'ottenimento dei visti in paesi non ancora del tutto aperti al turismo libero o come le difficoltà di acquisto dei biglietti ferroviari che bisogna fare volta per volta, spesso in sportelli dove è molto difficile non soltanto farsi capire, ma anche solamente "leggere" indicazioni scritte in cirillico o, peggio, in ideogrammi.

Un altro problema che abbiamo dovuto risolvere riguardava il biglietto aereo. Avevamo bisogno di un volo di andata su Pechino e uno di ritorno da Mosca, perciò chiedevamo due tratte singole invece del solito a/r. Non so per quale oscura ragione commerciale, un biglietto di sola andata spesso non è previsto e quando lo è, ha un costo maggiore di uno andata e ritorno! Solo grazie ad approfondite ricerche e alla infinita pazienza dell'impiegata della nostra agenzia di viaggi, siamo riusciti ad arrivare ad una soluzione accettabile. Abbiamo acquistato un volo Finnair da Roma a Pechino (che prevedeva anche il ritorno che non abbiamo utilizzato) per 540 euro a testa, mentre per il rientro in Italia ci siamo rivolti alla società www.Evolavia.Com che ci ha fornito i biglietti da Mosca ad Ancona ad un prezzo molto invitante, solo 100 euro l'uno! Per quanto riguarda i visti, ci siamo regolati in questo modo: per la Cina, un modulo da compilare e da mandare all'ambasciata di Roma con foto tessera; per la Mongolia, un modulo in tre copie e tre foto tessera da inviare al nuovo Consolato di Trieste (fino a qualche tempo fa bisognava mandare la documentazione in Svizzera); per la Russia, la complicazione era data dal fatto che bisognerebbe avere una prenotazione alberghiera, cosa per noi impossibile in quanto non eravamo in grado, a priori, di sapere in quale giorno (e dove) saremmo arrivati in territorio russo. Abbiamo sopperito a ciò pagando una sovrattassa di 70 euro per ogni visto... il prezzo della libertà! A questo punto avevamo svolto tutte le incombenze burocratiche ed eravamo così pronti per la partenza che sarebbe finalmente avvenuta il 23 giugno

  • 5547 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social