La via degli Zar

Finalmente sta per avverarsi un nostro grande sogno: quello di visitare la Russia e lo facciamo con una bella crociera che da Mosca ci porterà a San Pietroburgo. All’aeroporto di Mosca troviamo ad attenderci un simpatico ragazzo russo, Yuriy, che ...

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  • di MARISOL
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Finalmente sta per avverarsi un nostro grande sogno: quello di visitare la Russia e lo facciamo con una bella crociera che da Mosca ci porterà a San Pietroburgo. All’aeroporto di Mosca troviamo ad attenderci un simpatico ragazzo russo, Yuriy, che parla benissimo italiano, e che sarà la nostra guida per tutta la durata del viaggio. Il nostro albergo è la motonave Yuriy Andropov, che già ci attende alla stazione fluviale Severnij. La mattina dopo siamo subito pronti per iniziare la visita di Mosca. Dopo esserci districati da un caotico traffico, la nostra prima tappa è ovviamente la Piazza Rossa. E’ immensa, meravigliosa; Yuriy ci dice che in russo il suo nome vuol dire ‘’bella’’, ma il nome non le rende giustizia. San Basilio sembra uscita da una favola delle “ mille e una notte”, mentre il Cremlino è qualcosa di straordinario (lo visiteremo il giorno dopo). La prossima tappa è la Collina dei Passeri, dove ha sede l’università e da dove si gode uno splendido panorama sulla città. Nel pomeriggio ci attende la città di Sergiev Posad, a circa 70 km. Da Mosca. Qui sorge un complesso di chiese la cui bellezza lascia senza fiato! Ma il vero divertimento ci attende per la sera, quando sempre accompagnati dal simpatico Yuriy, facciamo il giro della metropolitana di Mosca. Ogni stazione è un capolavoro d’arte: dipinti, statue e lampadari fanno da cornice al correre frenetico dei moscoviti, che ormai non si accorgono più delle bellezze che sono state assorbite dalla loro mente come la normalità. Ma ecco la spettacolarità della Piazza Rossa di notte... I magazzini “GUM” e San Basilio sono illuminati mentre il Cremlino vive di luce riflessa. Nel nostro giro notturno, un cenno merita il complesso commemorativo a ricordo dei caduti di tutte le guerre. Qui le fontane gettano zampilli rossi come il sangue dei caduti. Il giorno dopo eccoci pronti per la visita del Cremlino, la città fortificata dalle mura rosse,in cui una volta risiedevano gli zar. E’ una zona bellissima e molto tranquilla, poiché si tratta di zona militare, in cui entrano le auto di stato e i turisti che vengono sottoposti a severi controlli. L’interno è pieno di polizia ed è vietato scendere dai marciapiedi o uscire dai percorsi pedonali, pena un severo richiamo. L’attenzione è subito catturata dalle cattedrali che qui si susseguono , ma la curiosità è per lo Zar Cannone, uno splendido cannone del peso di ben 40 tonnellate, come ci dice Yuriy , ed è il più grande del mondo. E subito dopo la Zarina Campana, la più grande campana mai fusa, talmente grande che si è incrinata ed un pezzo si è rotto, rimanendo adagiato vicino. Pesa ben 198 tonnellate, ha un diametro di circa 7 metri ed un’altezza di 7 metri e mezzo. E per finire una tappa al museo dell’Armeria, dove si possono ammirare armi di epoche diverse, gioielli, troni degli zar, abiti e carrozze; e ancora porcellane e le curiose scarpe di Pietro il Grande che, benché fosse alto 2 metri, calzava solo il 38! Il pomeriggio salpiamo lungo la Via degli Zar, navigando sul Volga verso la prima meta: Ouglitch, che in russo vuol dire “gomito”. Infatti il paesino sorge su un’ansa del fiume e vi giungiamo il giorno dopo. E’ un importante centro turistico e per questo attrezzato anche con simpatiche bancarelle in cui si può acquistare un po’ di tutto. Prossima tappa: Jaroslavl, con lo splendido monastero della Trasfigurazione, dove abbiamo assistito ad un concerto di campane! Il pomeriggio abbiamo ripreso la navigazione passando attraverso un’altra delle numerose chiuse che caratterizzano questa navigazione. Si tratta di un sistema davvero ingegnoso per superare i dislivelli del fiume e renderlo quindi navigabile: si giunge davanti una enorme porta che si apre lasciando passare la nave che si trova davanti un’altra porta chiusa. Quella alle spalle della nave si chiude e la nave resta come intrappolata. Quindi l’acqua viene fatta salire o scendere a seconda del livello del fiume che si ha davanti: quando i livelli si eguagliano, la porta davanti si apre lasciando passare la nave che così continua la navigazione. Ma a trovarcisi lo spettacolo è bellissimo! Navigando verso Goritzy, e quindi salendo verso nord, abbiamo assistito alle notti bianche: alle dieci di sera l’orizzonte era ancora chiaro! A Goritzy abbiamo visitato il Monastero di San Cirillo sul Lago Bianco. Questo monastero risale alla fine del 1300 ed era luogo di esilio per i nobili moscoviti di cui lo zar voleva liberarsi. In questo complesso Pietro il Grande fece rinchiudere due sue mogli. Il pomeriggio abbiamo ripreso la navigazione verso la Carelia, e precisamente verso Kiji. A mezzanotte l’orizzonte era ancora chiaro! Il giorno dopo siamo sbarcati a Kiji, un villaggio del XIX° secolo Ed ecco alcune informazioni tecniche di Yuriy: questa è la visita più a nord del viaggio, siamo a 62° di latitudine nord tanto che gli abitanti qui hanno tratti finnici. D’ inverno qui la temperatura può scendere fino a -40. Siamo sul lago Onega, che è ghiacciato da ottobre ad aprile. Kiji è un’isola larga appena 1,5 km. E lunga 8 km. Il villaggio è interamente costruito in legno come la chiesa della Trasfigurazione, costruita nel 1714 senza chiodi né colla, ma con legno a incastro. Ha 22 cupole e cipolla che sono un vero capolavoro. Qui c’è inoltre un mulino che si può girare per orientare le pale dove spira il vento. Gli abitanti dicono che per girarlo ci vuole la forza di 2 cavalli, oppure di 4 uomini o... di una donna russa! Qui abbiamo potuto visitare una bellissima dacia, che è una tipica costruzione in legno, con il suo caratteristico arredamento, come i letti disposti sopra una grande stufa in muratura. Ma è tempo di ripartire e quindi salutiamo a malincuore questo posto incredibile. Navigando verso San Pietroburgo, scattiamo foto all’una di notte con l’orizzonte ancora chiaro! Altra tappa Svirstroy, un grazioso villaggio rurale. Molti russi di San Pietroburgo hanno qui la loro dacia, cioè la seconda casa. Passeggiando, molto spesso siamo stati amabilmente attorniati da gruppi di bimbi che ci offrivano i loro disegnini in cambio di pochi spiccioli. Abbiamo perciò “acquistato” un disegno coloratissimo da un piccolo bimbo biondo con marcati tratti finnici. Qui hanno bisogno di tutto; anzi consiglio a chi si appresta a partire per questo viaggio, di mettere in valigia pastelli, pennarelli, penne, matite ed ogni piccola cosa per la gioia di questi bimbi meravigliosi! Dopo il solito acquisto di souvenir, eccoci nuovamente a bordo della nostra motonave che, dopo aver superato l’ultima chiusa, ci porterà all’ultima tappa di questo indimenticabile viaggio: San Pietroburgo. Dopo un buon sonno ristoratore, la mattina dopo siamo pronti per visitare le bellezze di questa città russa: la prima tappa è la Cattedrale della Resurrezione nel convento Smol’nyj. Si tratta di un complesso architettonico famoso in Russia per l’esagerazione dei toni del barocco, ma soprattutto perché in questo luogo la fazione bolscevica organizzò la presa del potere ai tempi di Lenin. Un’altra tappa importante è alla Chiesa della Resurrezione,un po’ insolita con il suo stile rispetto al neoclassico ed al barocco tipici di questa città. Ma è decisamente bella con le sue 5 cupole a cipolla ed il campanile con cupola dorata. Altra tappa importante: la Cattedrale dei Santissimi Pietro e Paolo:nel suo interno si trovano ben 32 tombe dei Romanov, tra le quali spicca quella di Pietro il Grande, sempre ornata di fiori. Qui, dal 1998, riposano le spoglie degli ultimi Romanov e dopo una lunga fila siamo riusciti anche noi a vedere le loro lapidi. Anche qui il traffico è piuttosto intenso e Yuriy ci ha fatto notare un “benzitoio”, e ridendo tutti gli abbiamo fatto notare che si chiama “benzinaio”! San Pietroburgo è la città dei filobus: ce ne sono veramente tanti. Un’altra splendida tappa di questi giorni trascorsi qui è stata la residenza imperiale di Peterhof. Spettacolare è la grande cascata nel giardino di questo palazzo, da cui parte il canale che arriva la golfo di Finlandia. Qui è stato bello scattare numerose fotografie in una splendida giornata di sole. La sera abbiamo fatto il giro dei canali sul fiume Neva. Dal fiume abbiamo potuto vedere tutti i più bei palazzi e chiese e monasteri e quant’altro di questa incredibile città fino a mezzanotte ancora con il chiarore all’orizzonte: ecco una delle suggestive “notti bianche” di questa città. Ma il pezzo forte è indubbiamente la “Camera d’Ambra” che andiamo a visitare il giorno dopo nel complesso di Tsarskoje Selò , la residenza di campagna della famiglia imperiale .Dopo una lunga attesa nel giardino, allietati da una banda in costumi tipici, finalmente arriva il nostro turno. Per entrare ci fanno calzare delle leggere soprascarpe per non sciupare i pavimenti: La prima sala che incontriamo è talmente immensa che ci perdiamo con lo sguardo: è la sala delle danze, dove lo sfarzo è all’inverosimile ma, eccoci arrivare alla tanto attesa Sala d’Ambra. Da una sala immensa si passa a questa piccola stanza. In effetti all’inizio siamo rimasti un po’ perplessi, perché tutti pensavamo a qualcosa di più grande: non è così, ma comunque lo stupore per tanta meraviglia supplisce pienamente alle piccole dimensioni della stanza. La famosa Sala d’Ambra è finalmente davanti ai nostri occhi ed a fatica dobbiamo proseguire, perché qui non si può sostare a lungo data l’enorme affluenza di gente. Ma è sicuramente qualcosa che non dimenticheremo tanto presto...È talmente bella ed unica! Ed eccoci all’ultima tappa di questo incredibile viaggio:l’Ermitage, uno dei più grandi musei del mondo. Qui ci attende però una grande delusione:sale chiuse senza preavviso, sistemi d’allarme poco efficienti come ci ha spiegato Yuriy. Inoltre il nostro gruppo si è trovato stretto in ingorghi di persone , dato che molto spesso si è costretti a deviazioni improvvise che non tengono conto del flusso di gente. E così è capitato che capolavori siano stati danneggiati da folli. Siamo rimasti stupiti da tanta incuria nell’esporre capolavori di Picasso,Matisse, Kandiskij: le opere sono esposte lì, senza protezione alcuna e chiunque potrebbe toccarle .Yuriy ci ha detto che le guide sono tutte furiose con il direttore del museo per la sua incapacità ed incompetenza. Per fortuna il nostro gruppo è composto da persone educate! Ultimo giorno di vacanza, non rimane altro che una breve passeggiata lungo la Prospettiva Nevskij. Ed ecco ancora un ultimo sguardo alla chiesa della Resurrezione, al fiume Neva, alla cattedrale di Nostra Signora di Kazan che tanto ricorda San Pietro a Roma e poi il monumento a Pushkin e i tanti locali italiani. Ma il pullman ci attende per andare all’aeroporto. Ciao Russia è stato tutto bellissimo, rimarrai per sempre nel nostro cuore ed ogni tanto sarà bello sfogliare l’album delle foto e rivedere il filmino di questi giorni indimenticabili!

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