Rovigo, una piccola destinazione... che è una grande scoperta

È un prezioso scrigno di tesori, sia naturali che storici, culla di biodiversità e di storie e culture che qui si sono incontrate e mescolate. Una destinazione con un patrimonio storico-artistico certamente da scoprire e da vivere.

La città capoluogo Rovigo, tra monumenti, teatri, palazzi pubblici e privati sede di mostre d’arte temporanee e di eventi culturali, è una piccola ‘capitale culturale’ del territorio romanticamente distesa ai piedi delle sue iconiche Due Torri appartenenti all’antico castello che proprio nel 2020 compiono ben 1100 anni . All’ombra della Torre Donà e della Torre Grimani (anche detta Torre Mozza perché mancante dell’apice), la bellezza di Rovigo si svela nei suoi principali luoghi d’interesse. Prima tra tutte Piazza Vittorio Emanuele II, la principale piazza del centro storico e autentico cuore pulsate della città. La colonna con il Leone veneziano è un silenzioso e monumentale testimone dell’ex appartenenza alla Repubblica ducale di Venezia e palcoscenico privilegiato di architetture di pregio come il quattrocentesco Palazzo Roverella (arte ferrarese), Palazzo Roncale del ‘500, la Loggia dei Nodari sede del municipio.

Ed è proprio tra le sale di Palazzo Roverella e Palazzo Roncale che si respira cultura e storia, rese fruibili al grande pubblico attraverso l’organizzazione di mostre capaci di attirare ogni anno circa 60.000 visitatori in città.

Non si può parlare di cultura a Rovigo senza menzionare a parte il contributo dell’Accademia dei Concordi fondata nel 1580: la biblioteca conta oltre 300.000 documenti tra cui manoscritti davvero preziosi e la pinacoteca annovera più di 400 opere di arte veneta dal XIV al XVIII secolo. Degni di nota anche i circa 500 reperti di arte egizia appartenenti alla Collezione Valsè Pantellini, numericamente la più consistente del Veneto, che deve il suo nome al rodigino in esilio al Cairo Giuseppe Valsè Pantellini, che ebbe il merito di far arrivare a Rovigo i reperti tra cui spiccano due mummie: una di giovane donna nota come Meryt e l’altra di un ragazzo noto come Baby. Una selezione dei quadri della Pinacoteca e della Collezione Egizia è visibile, in forma permanente, al piano nobile di Palazzo Roverella.

Allontanandosi da Piazza Vittorio Emanuele, le sorprese di Rovigo non finiscono, anzi. Dallo storico Caffè Borsa (oggi Thun Caffè) ci si sposta fino al Palazzo Pretorio, sede storica della Camera di Commercio il cui Salone della Borsa, noto come Salone del Grano, incanta con la grande volta a botte vetrata e il pavimento in marmo lavorato. Oggi il salone è location speciale di meeting ed eventi con i suoi 200 posti.

Si arriva poi al Teatro Sociale, inserito nel 1967 nel ristretto novero dei “teatri lirici italiani di tradizione”, dove ha debuttato Beniamino Gigli e hanno cantato tutti i grandi della lirica come Maria Callas, Renata Tebaldi, Luciano Pavarotti.

Un itinerario che conduce alla scoperta della storia e della cultura di Rovigo non può non fare tappa al Tempio della Beata Vergine del Soccorso anche noto come La Rotonda, gioiello dalla pianta ottagonale che all’esterno si mostra sobrio e lineare, ma che all’interno accoglie i visitatori con un autentico trionfo di decorazioni, elementi di pregio e pitture. Il tempio, infatti, conserva al suo interno un doppio ciclo pittorico del ‘600, un altare dedicato alla Madonna in segno di devozione e sculture che ne impreziosiscono letteralmente ogni angolo.

DALL'ARCHEOLOGIA ad oggi, come la storia si racconta a Rovigo

In un territorio così antico e così ricco di popoli che lo hanno abitato, non possono ovviamente mancare occasioni di approfondimento e luoghi che soddisfino gli appassionati di storia antica. Il Museo dei Grandi Fiumi, allestito all’interno del Monastero degli Olivetani del XIII secolo, racconta infatti le civiltà che nel corso del tempo si sono sviluppate lungo il corso dell’Adige e del Po attraverso reperti archeologici, spettacolari scenografie e videoclip informativi di grande impatto

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