A proposito della spiaggia di Rosignano Solvay

Syusy e Patrizio commentano il trafiletto pubblicato da TPC Magazine

 

Sullo scorso numero di Turistipercaso Magazine è uscito il seguente trafiletto:

A Cecina: da non perdere le “spiagge bianche” di Rosignano Solvay così chiamate per via di una sabbia con particelle di madreperla che le conferiscono una straordinaria lucentezza e naturalmente un mare cristallino a tal punto da farla somigliare ad un esotico atollo polinesiano”

Questo ha provocato moltissime reazioni contrarie e scandalizzate da parte dei lettori. Ma davvero la spiaggia di Rosignano è bianca grazie a particelle di madreperla? Basta fare una piccola ricerca sul web...

Scrive Marco Gasperetti, sul Corriere della Sera del 22 luglio 2013:

“Il successo di quell'effetto caraibico non è merito della natura, bensì degli scarichi di carbonato di calcio dell’industria Solvay e in alcuni punti (che un’inchiesta della magistratura potrebbe moltiplicare) c’è il divieto di balneazione. Insomma le Spiagge Bianche, una delle principali attrattive turistiche, è un’enorme discarica. Domenica 21 luglio ambientalisti, sinistra radicale e Medicina Democratica hanno organizzato una manifestazione in mezzo a migliaia di bagnanti. «Per metterli in guardia», hanno spiegato. Gli ecologisti parlano di mercurio, cromo, arsenico e piombo scaricati dalla fabbrica e di inquinamento diffuso. Regione e Comune tranquillizzano, ma un’inchiesta della procura di Livorno sta provocando nuove polemiche. E intanto, mentre sulla spiaggia-discarica si prende il sole e nel mare «limpidissimo» si prende il bagno, le tubazioni e gli impianti della Solvay disegnano un atipico paesaggio postmoderno e un po’ inquietante.”

Solo per fare un altro esempio, il sito destinazioneterra.com, che peraltro si occupa di viaggi e turismo, cita un'inchiesta del 2014 che conferma che le spiagge bianche di Rosignano sono frutto di una discarica di sostanze chimiche: “il bianco delle spiagge non è latte ma fango industriale e acqua, calcare e gesso, residui della lavorazione chimica versati in mare e sulla spiaggia. Le dune non sono naturali: una discarica civile e di scarti di produzione chiusa dagli anni '80. Nel 2009 la Procura di Livorno ha avviato una indagine sul volume dei fanghi scaricati: l'ARPAT ne certificò 129.000 tonnellate. E nel 2010 ne certificò 120.000, piene di metalli pesanti.”

Basta andare anche solo su Wikipedia per avere qualche cenno storico: “La sodiera, che risulta essere la più grande d'Europa, venne costruita nel 1912 nei pressi della spiaggia, cominciando la sua attività nel 1914, producendo, oltre il carbonato di sodio, acqua ossigenata, polietilene, cloruro di calcio, bicarbonato di sodio e acido cloridrico. L'accesso alla spiaggia è dato da una piccola collina, che fino al 1983 fungeva da discarica di scarti di produzione e di rifiuti domestici. (...)

A causa degli scarichi della Solvay, che includono vari inquinanti (tra cui un tempo anche il mercurio rilasciato in lavorazione attraverso l'impianto di elettrolisi del cloruro di sodio), le Spiagge Bianche sono tra le più inquinate d'Italia e la pesca nelle acque limitrofe è estremamente ridotta. Inoltre, questo tratto di costa è tra i 15 siti costieri più inquinati del Mar Mediterraneo secondo l'United Nations Environment Programme, il programma delle Nazioni Unite per l'ambiente. Il problema è stato significativamente mitigato a partire dagli anni 2000; nel 2010 infatti è stata ultimata l'eliminazione del mercurio dal ciclo di fabbricazione Solvay, a seguito della conversione dell'impianto all'elettrolisi a membrana avvenuto a partire dal 2008. (…) Ciononostante, anche negli anni precedenti alla conversione dell'industria, questo tratto di costa è stato premiato più volte con la Bandiera Blu e le Spiagge Bianche rimangono comunque una delle mete balneari più frequentate della Toscana”

In conclusione, la situazione è certamente controversa: l'ottimismo della ragion-istituzionale ci fa pensare che laddove le autorità competenti non emettono un divieto di balneazione vorrà dire che - oggi - non dovrebbero esserci pericoli per la salute, ma di qui a scrivere di "spiaggia di madreperla" o di "mare caraibico" ce ne corre. A nostro avviso la Redazione di Turistipercaso Magazine (che non dipende in nessun modo da noi) è incorsa quantomeno in uno scivolone e in una grave svista.

Patrizio & Syusy

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Commenti
  1. annacande
    , 31/8/2019 18:03
    Carissimi Syusy & Patrizio, vi seguo da anni con simpatia e stima. E come me migliaia di persone. Quello che avete inventato con Turisti per caso va al di là della semplice divulgazione di luoghi e mete turistiche. E' la rappresentazione di un modo di viaggiare diverso, alternativo, rispettoso e sostenibile. E' il racconto della passione del viaggio, che ci avvicina a realtà diverse e ci fa crescere. Non è il solito sito che ci propone vacanze. Penso che a questa differenza ci teniate anche voi!
    Questa precisazione è già qualcosa, ma non è sufficiente. Lo scivolone in cui è incappato il vostro Magazine è grosso! Nella conclusione scrivete che si tratta di una questione controversa. NO! Non c'è alcun dubbio! Ve l'assicuro. Io ci abito a Rosignano Solvay e vi posso assicurare che il mare delle "famose" spiagge bianche è completamente privo di ogni forma di vita. Il divieto di balneazione c'è! Inspiegabilmente (money, money) il Comune allestisce comunque un parcheggio e un servizio navetta per la spiaggia (siamo in Italia, purtroppo).
    In questa epoca in cui non siamo più in grado di distinguere le notizie dalle bufale, sarebbe importante che almeno chi si presenta alternativo al pensiero dominante stesse attento a cosa viene pubblicato. Quando ho visto su facebook l'articolo incriminato ho commentato: "ANCHE TURISTI PER CASO! ... NON C'E' PIU' RELIGIONE!"
    VI PREGO, fate attenzione, predisponete un controllo preventivo a ciò che viene pubblicato, fate qualcosa perché non capiti più.
    IO VOGLIO POTERMI FIDARE DI CIO' CHE LEGGO SU TURISTI PER CASO!

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