Sulla strada romantica

Un susseguirsi di castelli, borghi incantati e splendide foreste

Diario letto 15397 volte

  • di hummin
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
 

Esistono tanti tipi di viaggio ma quelli on the road per me hanno sempre avuto un grande fascino, appena ne ho la possibilità salgo in auto e parto verso una nuova destinazione, pur non essendo un amante o un esperto di auto so perfettamente che questo è il modo migliore per godersi pienamente il fascino di un luogo. Quello che si concretizza stavolta è un progetto in cantiere da anni, un viaggio che per vari motivi più o meno importanti era sempre stato rimandato a vantaggio di altre destinazioni, vale a dire la Strada Romantica. Questo angolo di Baviera mi ha sempre affascinato ed incuriosito, paesaggi da fiaba lontano dalle grandi città, da vedere secondo me fuori stagione proprio per porteli vivere più intensamente, un susseguirsi di castelli, borghi incantati e splendide foreste. Io e mia moglie partiamo in aprile nella speranza di evitare il caos direttamente in auto dalla nostra Liguria, pianificando il percorso e prenotando le varie sistemazioni, ma in maniera non troppo rigida giusto per lasciarci la possibilità di cambiare idea strada facendo.

6 APRILE

Si parte senza fretta a metà mattinata consapevoli che questa sarà una sorta di giornata di trasferimento alla volta della nostra prima tappa, cioè Vipiteno. In effetti non c'è molto da dire se non che per nostra fortuna indoviniamo la giornata, il tempo è discreto e soprattutto non troviamo traffico e questo ci permette di arrivare a destinazione in poco più di quattro ore non prima però di esserci fermati per pranzo a Rovereto. Devo confessare che pur avendo girato molto per i vari mercatini di Natale che popolano la zona non avevamo mai avuto occasione di visitare questa città e, come spesso accade, ciò che è imprevisto e sorpresa si rivela positivo. Dire che Rovereto è molto affascinante è un'affermazione banale mi rendo conto, ma la verità è proprio questa, di sicuro vista nel periodo delle festività natalizie ha un fascino diverso ma per abitudine amo visitare le città nella loro normalità per non averne una visione troppo distorta. Rovereto offre molto da vedere, noi purtroppo abbiamo poco tempo a disposizione e, una volta pranzato, ci limitiamo ad una breve passeggiata che ci porta quasi casualmente al castello che sovrasta la città. Vi si accede facilmente dal centro storico senza dover fare grandi salite, è un mirabile esempio di fortezza alpina tardo medievale, sovrasta piazza Podestà dove si trova la sede del Municipio. La sue origine pare risalga al XIV secolo quando la famiglia Castelbarco decise di realizzare qui un presidio del suo potere, fu modificato fino ad ottenere la caratteristica forma pentagonale che ha oggi durante il periodo della dominazione veneziana. All'interno del castello è ospitato il Museo Storico Italiano della Guerra di cui, molto onestamente, ignoravo l'esistenza e che decidiamo subito di visitare, per esperienza infatti mai perdere una buona occasione, può sempre trasformarsi in una lieta sorpresa. Negli anni ho visitato molti musei di storia militare o comunque dedicati alla guerra in giro per tutta Europa e fino ad ora quelli che mi avevano colpito di più erano stati senza dubbio quelli in Normandia, un po' per il significato che essi rappresentano e per i luoghi in cui sorgono mi sono sempre rimasti in mente e ammetto che quello di Rovereto è allo stesso livello. Innanzitutto la location è spettacolare, va detto che un castello medievale così ben conservato aiuta molto nella realizzazione, ma oltre questo le varie sale del museo sono allestite in maniera tale da condurre passo dopo passo il visitatore attraverso le tragiche tappe della storia moderna del nostro paese, le grandi guerre e battaglie che hanno segnato la nostra storia scorrono parallelamente all'evoluzione delle Forze Armate mostrando come il tempo ha cambiato anche la tragica arte della guerra. Una nota a margine vorrei farla per il personale del museo, l'ho trovato di grande disponibilità e gentilezza e credo sia giusto sottolinearlo, di solito in contesti simili regna la svogliatezza e la noncuranza qui invece il visitatore si sente ospite, guidato ma senza il rischio di sentirti oppresso o peggio ancora sorvegliato.

Ripartiamo alla volta di Vipiteno verso metà pomeriggio e lì trascorreremo la nostra prima notte. Generalmente non faccio nomi di hotel o ristoranti perché trovo che non abbia molto senso, ognuno infatti sceglie a seconda dei suoi gusti e delle sue tasche, ma mi piace anche fare delle eccezioni quando ne vale la pena, a Vipiteno abbiamo soggiornato più volte al Garni Farbe, è in pieno centro ma con un suo comodo parcheggio privato, accogliente e con prezzi alla portata di tutti. Dopo un po' di riposo, ci dedichiamo alla cena in uno dei ristoranti lungo la via principale, giusto poi finire la giornata con una breve passeggiata fra le vie semi deserte di Vipiteno, l'avevamo sempre vista pullulante di vita e persone durante i mercatini di Natale ma devo dire che anche fuori periodo merita assolutamente

  • 15397 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social