Romania fuori dagli schemi

Itinerario di viaggio alla ricerca dei siti UNESCO fra la Transilvania, il Maramures e la Bucovina

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  • di viaggiatori2000
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

La visita del Maramures richiede calma, tempo e curiosità. È importante avere una propria auto e una mappa particolareggiata per poter girare da un villaggio all’altro, seguendo non solo le indicazioni di una guida, ma anche le particolarità su cui cade l’occhio più o meno inconsapevolmente.

Ancora un luogo protetto dall’UNESCO è il Cimitero Allegro di Sapanta, vicinissimo al confine con l’Ucraina. È la realizzazione concreta di una Spoon River, che Edgar Lee Master aveva immaginato e creato come prodotto letterario: le croci in legno sono dipinte con colori vivaci e riportano non una fotografia, ma una semplice, quasi infantile, rappresentazione pittorica del defunto, spesso raffigurato nella sua attività lavorativa (il contadino, l’insegnante, la tessitrice, il prete) e poi un commento scritto che riassume i tratti salienti della sua vita o del suo carattere. E peccato non riuscire a comprenderne il significato che, ci hanno assicurato, è spesso molto umoristico.

Una parentesi più tragica, ma di grande interesse, è rappresentata dal Memoriale per le vittime del comunismo che è stato organizzato a Sighet Marmatiei, in quello che una volta era il carcere, anzi uno degli innumerevoli carceri del paese, istituiti per i detenuti politici. L’esposizione offre un interessante spaccato delle vicende politiche che hanno caratterizzato la Romania dalla fine della seconda guerra mondiale alla caduta del comunismo, partendo dal ribaltamento dei risultati elettorali del 1946, che nella realtà non avevano dato la vittoria al partito comunista, e dalla decapitazione di una classe dirigente e intellettuale che avrebbe ostacolato il consolidamento del regime comunista, indispensabile per la realizzazione concreta delle sfere d’influenza sancite dagli accordi di Yalta. Nelle sale e nelle celle che si susseguono sono presenti innumerevoli documenti e cartelloni esplicativi con immagini tratte dagli archivi. Il tutto è in rumeno, ma al visitatore straniero viene fornito un libretto in varie lingue (anche in italiano) con la descrizione del contenuto, sala per sala. Di grande impatto visivo sono le statue in bronzo presenti nel cortile, uomini e donne rappresentati nella sofferenza claustrofobica della mancanza di libertà.

Partendo da Viseu de’ Sus, la valle del Vaser può essere risalita a bordo di treni a vapore, lungo la ferrovia che era stata costruita per trasportare a valle i tronchi di legno. Il paesaggio che si attraversa è molto suggestivo, una stretta valle rocciosa, verdissima, accanto al corso del fiume. Ma l’attrattiva è molto conosciuta e quindi affollatissima (opportuno prenotare il giorno prima). Proprio per sfuggire alla folla turistica, una volta giunti alla fine del percorso in treno, potrebbe essere consigliabile addentrarsi a piedi nel bosco lungo i sentieri segnalati che partono dal capolinea. Noi abbiamo dovuto rinunciare per la pioggia.

Nella nostra esperienza i giorni passati nel Maramures sono stati arricchiti dalla scelta di soggiornare al Village Hotel a Breb. Si tratta di una struttura composta da tre o quattro case tradizionali di campagna, ristrutturate mantenendone l’impronta originaria e arredate con mobili e suppellettili originali: pavimenti in legno scricchiolante, tappeti di lana di pecora, tovaglie e centri tavola di cotone pesante, ricamati a colori vivaci. Ogni casa ha una sua cucina a disposizione degli ospiti, cui vengono forniti i prodotti per la colazione, compreso il latte di mungitura con il suo strato di panna, le uova freschissime e la marmellata fatta in casa. Ma il valore aggiunto di questa sistemazione è dato dalla gestione di Duncan, simpatico inglese buon conoscitore del posto, e della sua factotum Julia sempre pronta a offrire indicazioni, consigli, supporto. La presenza di spazi comuni, dove incontrare gli altri ospiti, e la possibilità di cenare presso famiglie del villaggio, cucina contadina e prodotti locali, completano il quadro. Noi abbiamo trascorso una serata indimenticabile con Penny e Andrew, una coppia di simpatici australiani, e Mark, australiano anche lui

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