Non Romania, ma România!

România, una terra dalle mille sorprese dove dei luoghi comuni che l’accompagnano non ne rimane uno

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  • di Leonardo&Maura
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Il ritiro dell’auto quindi ci fa perdere un bel po’ di tempo e partiamo da Cluj Napoca verso Săpânta alle 12:00, per una distanza di 296 km su strade provinciali e statali, tempo di percorrenza 5 ore circa. Le strade sono per lo più trafficate da mezzi veloci e a dir poco indisciplinati, che camminano abbondantemente sopra i 100 kmh, gente a piedi o in bicicletta, carretti e animali vaganti. Ogni 20km c’è un cane o un gatto spacciato. Per i primi 1.000 km non ci azzardiamo ad aumentare la velocità al di sopra degli 80kmh tenuto conto del catorcio noleggiato. In tutto il percorso di circa 2.000 km abbiamo trovato un sacco di incidenti, tamponamenti frontali agli incroci e auto contro i muri o fuori strada per la troppa velocità. Conferma del numero degli scontri ne abbiamo avuti anche dalle numerose ambulanze a sirene spiegate incontrate.

Per la navigazione abbiamo utilizzato l’app maps.me che permette di scaricare mappe offline molto dettagliate, con il link degli alberghi al noto portale B. Per la connessione abbiamo preso una sim della digi.com (9€) che ha due numeri, uno italiano e uno rumeno, piano tariffario dati da: 1gb e in caso di inutilizzo viene sommato a quello del mese successivo (molto onesto), lo stesso è utilizzabile sia in Italia su rete Tim che in Romania su rete propria. Nota dolente, abbiamo scoperto, in loco, funzionare solo nelle grandi città, pertanto ci siamo dotati di una sim Vodafone da 10GB per 5€ che prende ovunque, anche nei boschi più sperduti a velocità inimmaginabile per il mercato italiano. Ma quello che più ci ha stupito è la velocità per averla, la paghi la metti nel telefono e vai, non firmi niente e non gliene importa niente di chi sei.

Arriviamo a Săpânta, distretto del Maramures, verso le 17:00 visitiamo il Cimitirul Vesel, il cosiddetto cimitero allegro, un cimitero atipico dove al posto delle solite fredde lapidi vi si trovano sgargianti lapidi di legno intagliato dipinte di blu raffiguranti il lavoro del defunto e una poesia che racconta sinteticamente la vita o la tragicità della morte generalmente in chiave scherzosa. Dei piccoli capolavori che continuano a essere riprodotti secondo una tradizione che nasce nel 1930, la persona che le produce abita lì affianco alla chiesa.

La notte la passiamo nei paraggi, al Perla Sigheteană una classica pensione familiare simile a quelle delle nostre montagne, ci siamo trovati benissimo, per la professionalità e la qualità della colazione, uno yogurt così buono non lo troveremo piu’.

9 agosto

Partiamo presto per Fălticeni dove ci fermeremo come campo base per la scoperta della Bucovina, soggiorneremo a casa di amici ed è per questo che abbiamo detto che è stata la Romania a sceglierci. Dobbiamo percorrere 245 km, orario stimato di arrivo, considerato la tipologia di strade, 4 ore. In questa tratta ci sono molti luoghi da visitare ma essendo una lunga tappa preferiamo affrettarci un po’ per visitare l’imperdibile Mănăstirea Bârsana nel quale arriviamo abbastanza velocemente, prima dell’assalto dei pullman. Il Monastero Barsana risalente al 1720, prende il nome dai pastori che allevavano pecore dal lungo pelo. Il Monastero si trova su una collina, circondata da un frutteto ed è una delle otto chiese rumene comprese nel World Heritage List dell'UNESCO. E’ costruito con travi di quercia su una base di massicci blocchi di pietra. Prima però facciamo una sosta anche a Surdesti e Plopis per vedere le rispettive magnifiche chiese.

Per il resto della strada attraversando il Maramureş l’attrattiva maggiore è lo sbirciare nel quotidiano folclore locale, che di villaggio in villaggio incontriamo. Bucolico è l’aggettivo che meglio descrive quest’area. Osserviamo il susseguirsi delle varie architetture che l' esigenze climatiche, soprattutto i crudi inverni, hanno spinto quei popoli di agricoltori a cimentarsi. Ogni tanto un inevitabile sosta incontrando qualche piccola biserica o gli splendidi portali in legno intagliato costruiti per mostrare il rango nobiliare e successivamente diventarono il simbolo di ricchezza delle famiglie, capolavori del passato meritevoli di attenzione e foto di rito. Il Maramures è uno dei pochi posti che vanta ancora tradizioni millenarie ormai perse nel resto d’Europa, è anche la terra di streghe e fate infatti in quest’area vengono ancora praticati riti particolari…

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