Il paradiso terrestre

Una bellissima luna di miele

Diario letto 8393 volte

  • di quadeb
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Aereoporto Roma Fiumicino, non ci posso ancora credere si parte per la nostra tanto sognata luna di miele!! Avevamo prenotato il viaggio a febbraio scegliendo una meta che ci permettesse di ricaricarci pienamente dalla stanchezza e dallo stress accumulati in un anno di lavori in casa seguiti dai preparativi del matrimonio, e allo stesso tempo ci dava la possibilità di poter conoscere un mondo totalmente diverso dal nostro.

La scelta ricade sulla Repubblica Dominicana e precisamente sul Resort Oasis Canoa di Bayahibe, una struttura internazionale mediamente grande al cui interno ci sono degli spazi riservati alla Veratour. Bayahibe è un piccolo villaggio di pescatori che si affaccia sul Mar dei Caraibi circondato da grandi strutture alberghiere tutt'ora in crescita su buona parte della costa, che però almeno per adesso non hanno del tutto deturpato l'ambiente. Al contrario dell'immaginario la costa caraibica è costituita da una spiaggia abbastanza stretta intervallata da tratti di scogliere coralline.

Lunedì 27 luglio dopo aver sbrigato tutte le formalità del caso, fortunatamente senza intoppi, ci imbarchiamo sull'aereo della Blu Panorama che ci porta dopo 10 ore di volo, al piccolo aereoporto del La Romana. Bhe devo dire che le ore di volo sono state veramente pesanti, visto che eravamo troppo eccitati per dormire e purtroppo sprovvisti di qualsiasi tipo di passatempo, niente carte, libri e quel che è peggio non funzionavano nemmeno gli auricolari per vedere i film proiettati a bordo.

Comunque tutta la stanchezza è svanita appena abbiamo avvistato l'isola delle meraviglie!

Atterriamo alle diciotto ora locale, anche se per noi è mezzanotte per adesso il tanto temuto jet lag non si fa sentire; i controlli dei passaporti e delle valige (i controlli dominicani sono molto più scrupolosi di quelli italiani) sono abbastanza veloci e ci ritroviamo sul piazzale dove ci aspetta il pullman che ci porterà alla nostra struttura (attenzione ai facchini sono molto invadenti). Già durante il breve tragitto ci rendiamo conto di aver raggiunto parte del nostro scopo: siamo in un altro mondo, caratterizzato da una natura lussureggiante, ma anche dalla povertà.

Appena posate le valige in camera ( la nostra è bellissima ed ha anche una splendida vista sulla piscina) ci dirigiamo immediatamente a vedere quello che è il tanto sognato Mar dei Caraibi... E devo dire che le aspettative sono appieno appagate, vi assicuro che i colori del mare e della vegetazione sono veramente come si vedono nelle cartoline e nei depliants senza alcun fotoritocco!!!

La prima settimana ce la prendiamo al massimo del riposo tra bellissimi bagni, lunghe passeggiate e rigeneranti dormite sotto le palme. Proprio quello che ci serviva! La seconda settimana l'avevamo riservata alle tre escursioni di una giornata scelte molto attentamente.

Prima di partire mi ero ampiamente documentata su quello che avremmo potuto vistare e sul come fare, scoprendo che ci sono numerose agenzie locali molto fidate (almeno da quello che ho letto su web) che effettuano le stesse escursioni vendute all'interno del Resort a prezzi più bassi e con un rapporto a livello umanistico migliore, ma purtroppo a causa di un marito a volte veramente troppo apprensivo abbiamo optato per la "sicurezza" di quelle consigliate dal villaggio.

La visita della città capitale Santo Domingo è stata la nostra prima uscita al di fuori della struttura turistica, dopo un viaggio in pullman di circa due ore su strade non molto confortevoli, visitiamo per prima Los Tres Ojos (i tre occhi), tre bellissime lagune di acque profonde e cristalline situate all’interno di una grande grotta alla quale si accede attraverso una scala che permette di ammirare la rigogliosa vegetazione ed il complesso di stalagmiti. Qui il clima tropicale si fa sentire veramente sentire, l' altissimo tasso di umidità rende faticosa anche la breve risalita in superficie soprattutto se si è affetti da un raffreddore tremendo accompagnato da qualche linea di febbre risultato dei numerosi sbalzi di temperatura dell'aria condizionata. Dopo ci dirigiamo a vedere il centro storico della città attraversando buona parte della cittadina sempre in pullman. Per chi come noi ha viaggiato pochissimo, quello che ci passa davanti è una realtà abbastanza cruda da digerire, accanto a bellissimi palazzi e case colorate tutte rigorosamente blindate, ci sono rifugi di lamiere nei quali vivono bambini bellissimi e purtroppo poverissimi. Anche quel mare color turchese di Bayahibe, qui si trasforma in un ammasso marrone di latte e bottiglie di plastica. Finalmente scendiamo dal pullman e ci dirigiamo verso la prima chiesa fondata dagli Spagnoli sul territorio Americano, il pomeriggio è dedicato alla visita del Museo dell'Ambra e di altri edifici storici, intervallate da shopping nei negozi caratteristici. Gli acquisti che non ci si possono far sfuggire sono: i bellissimi quadri da portare arrotolati in valigia (ho visto persone girare anche con 10 quadri sotto braccio), la Mamajuana, un infuso di erbe e radici tipico di Santo Domingo (molta attenzione a cosa e dove si compra) e bijoux in ambra e Larimar una pietra azzuarra esclusiva del territorio dominicano. Consigli pratici, per quello che riguarda la moneta è accettato di tutto Dollari, Euro e Pesos Dominicano, per noi è molto più vantaggioso pagare in Pesos rispetto alle altre valute poiché molto spesso i cambi non sono molto regolari. Il secondo consiglio è contrattare sempre e comunque fino allo sfinimento e si faranno affari d'oro. Il viaggio ci ha reso esausti, ma ci ha lasciato con un bel carico di sensazioni

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