Quattro cugini a zonzo in Rajasthan

Viaggio on the road alla scoperta di questo spettacolare stato dell'India del nord

  • di sergion
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Informazioni pratiche

Viaggio: volo Air India Malpensa Delhi a/r , acquistato a fine febbraio al costo di 438 euro a persona.

Agenzia locale in India: Indiakarni / Popular India Vacations

Tipologia di auto: Minibus Tempo Traveller

Servizi richiesti: auto con autista, hotel 4 stelle con prima colazione

8 ottobre: Emozionati come pochi, mia moglie, i nostri cugini del cuore ed io partiamo da Malpensa. Il volo è decollato con venti minuti di ritardo, recuperati ampiamente durante la traversata.

9 ottobre: Eccoci a Delhi, controllo passaporti e recupero bagagli fatto in un battibaleno, ma evidentemente erano pochi i voli atterrati nel nostro orario. Visualizziamo Shankar, il nostro autista, che sarà il nostro compagno di viaggio e angelo custode durante tutto il viaggio. Cominciamo il nostro tour con la visita al Raj Ghat, luogo dove hanno cremato Gandhi. Raggiungiamo in risciò la Jama Masjid, moschea più grande dell'India e il Forte Rosso. Veniamo subito assaliti da una montagna di persone che vogliono farsi fotografare insieme a noi. A me hanno allacciato in vita una gonna rosa con fiocco, lunga fino ai piedi perché avevo i calzoncini corti e non ero ammesso al luogo sacro. Un indiano mi ha detto che ero stupendo e tutti mi guardavano. Marisol, mia moglie, è rimasta cinque minuti a fare selfie con una giovane indiana prosperosa che non la mollava più. Traffico pazzesco! Tutti suonano il clacson e il frastuono è indescrivibile. Abbiamo pranzato in un ristorante in centro che si chiama Pindi Restaurant, tutti insieme, autista compreso.

10 ottobre: Ricca colazione in hotel, ma piccolo infortunio. Mio cugino rovescia il tappo della teiera dentro la tazzina ustionandosi la mano per recuperarlo... Prima tappa, periferia di Delhi: tempio di Shiva, il dio che punisce i malvagi. Quando si infuria balla il Tandau (agitando le chiappe) e la terra trema. Poi via verso il Rajasthan e Mandawa, attraversando lo stato della Hariana. Abbiamo il wifi in macchina, ma la rete funziona un pochino a singhiozzo. Mucche da tutte le parti e sorpassi a prova di coronarie. Raggiungiamo la cittadina alle 15,30. L'hotel nella ex Fortezza del Maharaja è completo di cannoni e torrioni di difesa. Ci ritagliamo il tempo per un tuffetto nella bella piscina e poi giro a piedi per i centro vecchio. Il posto è incredibile, bellissimo girare nei vicoli pieni di piccole botteghe.

11 ottobre: Ore 8, partenza per Fathepur attraverso la campagna, mucche a capre con la museruola per impedire loro di mangiare un'erba velenosa. A lato della strada una ragazza che si sta pettinando i capelli mi saluta. Carina! A Fathepur ci arriviamo percorrendo strade secondarie sconnesse, alternativamente polverose o allagate. la città è molto estesa, piena di haveli, case stupendamente dipinte, una volta abitate dai ricchi commercianti del luogo e ora in stato di abbandono. Shankar ci mostra con orgoglio una gran varietà di scuole, private e pubbliche, e gli studenti che le frequentano. Prendiamo l'autostrada che corrisponde alla nostra provinciale con veicoli che arrivano contromano, vacche, cani e capre da tutte le parti, motorini, carretti trainati da dromedari che sbucano dal nulla e ti tagliano la strada. Alle 12,30 arriviamo a Desnoke temple o Karni Mata Temple, il famoso tempio dei topi. È la settimana di festività Navaratri quindi il luogo è pieno di fedeli che arrivano anche da molto lontano. Le grosse gabbie pieni di roditori sono state coperte con teli per non spaventare i topi, non abituati a dover condividere il loro "spazio abitativo" con decine e decine di fedeli. Alle 14,30 arriviamo a Bikaner e visitiamo il Junagarth Fort. Cena super in hotel super, posto da favola. È una ex residenza del Maharaja e il lusso è sfrenato.

12 ottobre: Prima destinazione di oggi Khichan. L'autostrada ora è come le nostre, ma frequentata da pedoni che attraversano di continuo, carretti e trattori spesso contromano e infatti presto troviamo l'incidente: un frontale tra due camion. Verso le 11 tappa all'oasi di Khichan punto di raduno di centinaia di gru siberiane. Hanno realizzato un belvedere per poter scattare foto senza disturbare gli uccelli. Proseguiamo e notiamo che il lato sinistro della strada è tappezzato di centinaia di sandali di gomma che i pellegrini devono abbandonare quando si trovano a una decina di chilometri dal Tempio di Ramdeora e dopo avere percorso 300 km! Alle 15,30 siamo a Jaisalmer, solito albergo bellissimo, tuffo in piscina (ci sono 37 gradi) e alle 16,30 via verso il deserto del Thar per la gita in groppa ai dromedari. Dopo quasi un'ora di viaggio oltrepassiamo Khuri e la sensazione di essere finiti in capo al mondo e dominante in noi tutti. Cominciamo il giro sui dromedari presso il Chandni Desert Camp... un massacro di ossa e muscoli... miei, non del dromedario. Alla fine del tour di circa un'ora scendo dall'animale in maniera indecorosa, vale a dire rotolando nella sabbia. Rientro in hotel e cena ottima servita in giardino e accompagnata da suonatori e danzatori indigeni.

13 ottobre: Cominciamo visitando il Gadisar Lake. Qui ci sono tantissimi pesci gatti che si spingono fino a riva e si contorcono uno sull'altro per divorare il cibo che le persone buttano in acqua. Dopo di che, già affranti dal caldo, saliamo in tuk tuk verso l'antica cittadella di Jaisalmer. In un bar mia cugina, esperta d'India, ci spiega come è fatto il tè masala che Shankar sta bevendo, descrivendo i semini di cardamomo che appaiono sui bordi della tazza. Poi però scopriamo che Shankar sta bevendo un Nescafé col latte... risate a crepapelle. Tutta Jaisalmer è di un colore giallo ocra perché costruita con pietra arenaria. Nel centro ci sono immense Haveli costruite con roccia e intarsiate a mano che si innalzano anche per quattro o cinque piani. Per eseguire questi lavori ci sono voluti fino a sessanta anni. Visitiamo anche il Tempio Jainista, un capolavoro di sculture e miniature indescrivibile. Rientriamo in hotel, la temperatura sfiora i 38 gradi, relax in piscina con una tribù di tedeschi dalle forme e modi variopinti. Rimaniamo a mollo fino alle 17,30 soprattutto per fare riposare le chiappe dopo la dromedariata di ieri, Quindi ci si rimette in marcia per andare a vedere i cenotafi, luogo sacro formato da una serie di tempietti dove si cremano soltanto appartenenti alla casta dei bramini. Da qui si ha una splendida visione della cittadella di Jaisalmer illuminata dal sole del tramonto. Fine serata in un ristorante noto per lo più alla gente del posto dove ceniamo in terrazza all'ultimo piano.

14 ottobre: Dopo oltre 40 anni riassaggio il chutney a colazione! Prima destinazione del giorno Il tempio di Ramdeora. Due prole sul nostro autista Shankar, 46 anni, sposato con tre figli, è una persona squisita e instancabile. Non si lamenta mai, è sempre di buon umore e prodigo di consigli utilissimi su dove mangiare, cosa comprare, quali siti visitare, in una parola, insostituibile. Il paesaggio è desertico e sconfinato, interrotto qua e là da piccoli appezzamenti coltivati e da casupole squadrate, messe lì con apparente illogicità. Lungo il tragitto si trovano continuamente gruppi di pellegrini che sventolano bandiere. Sembrano tanti tifosi diretti allo stadio. Se si lascia l'autostrada le indicazioni sono quasi inesistenti e ciò accresce ancora di più la nostra stima di Shankar che sembra avere un GPS incorporato.Il tempi di Ramdeora non è visitato dai turisti siamo gli unici stranieri presenti e non sfuggiamo agli sguardi incuriositi di adulti e bambini. Shankar ci benedice con il bindi la decorazione rossa a forma di goccia che si applica sulla fronte. All'esterno del Tempio c'è un affollatissimo mercato dove bruciano incenso a vagonate. E' una baraonda di suoni, colori e odori. Tappa a Osian per visitare il Tempio di Mahavira

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