Provenza in fiore

Un dolcissimo viaggio fai da te, tutto tinto di lilla

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  • di Lara B
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Sabato 6 luglio 19 – Forlì/Marsiglia

Il nostro volo Raynair acquistato a 39 euro, decolla da Bologna alle 13.30 anziché alle 11.55, una volta arrivati a Marsiglia sbarchiamo al terminal 2, da dove dobbiamo raggiungere a piedi il terminal 1 di fronte al quale si trovano gli autonoleggiatori. Inforcata la nostra Peugeot 2008 solo alle 17, partiamo a tutta birra in direzione Bonnieux, dove abbiamo l’appartamento prenotato per la prima notte. Strada facendo, dato il ritardo, decidiamo di allungarci un po’ e fare prima una tappa a Isla de la Sourge dove arriviamo circa alle 18. Siamo stanchi e sudati ma facciamo lo stesso una bella passeggiata per questo grazioso paesello, molto carino e molto provenzale, con il fiumiciattolo che scorre in mezzo attraversato da pittoreschi ponticelli e su cui si affacciano tanti localini in stile e alcuni mulini. Il centro è caratteristico e ben tenuto, pieno di angolini che sembrano dipinti, negozietti da scoprire, stradine strabordanti di fiori da percorrere lentamente. Davanti alla piazza non resistiamo dal mettere i piedi a bagno nell’acqua gelida del fiume per ristorarci e riprenderci dalla calura opprimente di questa giornata. Restiamo un’oretta, poi ripartiamo verso Bonnieux, durante il tragitto incontriamo un primo meraviglioso, enorme campo di lavanda dove ci fermiamo immediatamente per scattare delle foto, anche se è recintato ed è accanto ad una casa… facciamo finta di niente, scavalchiamo il muretto e andiamo di là, e non siamo neanche gli unici. Raggiungiamo Bonniuex in un mezz’oretta, ma prima di arrivare al paese troviamo il nostro alloggio, il Gite du Mas Saint Victor, che si trova in una posizione facilmente raggiungibile ed è un casolare restaurato dove, dato che abbiamo già pagato in anticipo, ci hanno lasciato la chiave sotto ad una tegola. Il nostro appartamento è molto grande, nuovissimo e pulito, solo...infuocato! Ci sono tre camere da letto, un bagno e un soggiorno-cucina con un unico piccolo ventilatore, ma purtroppo essendo esposto al sole tutto il giorno ed essendo stato chiuso solo con i vetri (gli scuroni non ci sono), dentro si muore dal caldo. Facciamo una doccia e fuggiamo lasciando le piccole finestre aperte nella speranza di trovare una temperatura un po’ più affrontabile al ritorno. Andiamo a Bonnieux, troviamo facilmente parcheggio e andiamo alla Brasserie Les Terrasses, che avevamo visto da una ricerca su internet, essere un po’ più a buon mercato del resto, dove mangiamo una discreta pizza spendendo 55 euro in quattro. Concludiamo la serata con un giro per Bonnieux, piccolo paese in cui purtroppo a quest’ora è ormai tutto chiuso, e infatti fatichiamo un po’ a trovare delle bottiglie d’acqua, ma scoviamo anche qui tanti angolini caratteristici da fotografare nella calda luce giallastra dei lampioni. Rientriamo al nostro appartamento verso le 23 e purtroppo lo troviamo ancora caldissimo, sarà una lunga notte di stenti….

Domenica 7 luglio 2019 - Gordes/Senanque/Roussillon/Riez/Valensole

E lunga notte di stenti è stata, per tutti. Solo al mattino presto, poco prima del suono della sveglia, puntata per le 7, una sonora grandinata ha un po’ rinfrescato l’aria, ma giusto un po’. Rifacciamo tutti la doccia e usciamo verso le 8, con il tempo ancora incerto, in direzione Gordes. E’ ancora presto per i ritmi francesi, non c’è nessuno e parcheggiamo facilmente appena fuori dal centro, per poi addentrarci nel paesino, che è molto piccolo, a cercare qualcosa per la colazione. Arriviamo subito in un luogo familiare: la piazzetta con la fontana davanti ad un bar con i tavolini fuori dove sono state girate alcune scene del film “Un’ottima annata”, ma essendo ancora chiuso non possiamo fermarci e così seguiamo un profumino invitante fino ad intercettare un panificio incastrato accanto ad un grazioso porticato di ingresso alla farmacia e, nella fredda accoglienza della commessa, deprediamo il bancone di ogni ben di Dio. Gustiamo il nostro bottino seduti negli scalini della piazzetta mentre un addetto pulisce tavolini e pavimento con un idropulitrice a pressione senza fare troppo attenzione alla nostra presenza. I croissant sono veramente squisiti! Nel frattempo si sono fatte le 9 e qualche negozio inizia pigramente ad aprire e ad esporre all’esterno la mercanzia. Noi optiamo per un caffè in un bar di fronte alla piazzetta che si rivela di dubbio gusto (il caffè) ma con un ottima vista sul panorama circostante. Facciamo un ultimo giro veloce e ci rimettiamo in auto per raggiungere l’Abbazia di Senanque. Ci fermiamo a distanza per alcune foto di rito con i campi di lavanda e ci prendiamo anche gli insulti dell’autista del pullman che deve far manovra nel piazzale ma non riesce a causa delle auto parcheggiate, in effetti c’è ovunque il divieto di sosta, ma il panorama è così bello….impossibile non fermarsi! Ci avviciniamo e parcheggiamo nel parcheggio giusto, poi ci muoviamo a piedi ma, ahimè, non solo troviamo l’abbazia chiusa fino alle 14 (oggi è domenica), ma anche il campo di lavanda proprio accanto, quello che si vede in tutte le foto-cartolina di questo luogo, quest’anno ha le piantine piccole piccole, ancora non fiorite e così il tanto atteso spettacolo, più volte visto ritratto, rimane un pochino deludente, ma si sa, la natura ha i suoi tempi e il ciclo della lavanda è di 7-9 anni, dopo di che le piante vengono estirpate per piantarne delle nuove a cui servono 2 o 3 anni per crescere e arrivare a regime della fioritura. Improvvisamente iniziano a cadere grosse gocce di pioggia che ci costringono ad una rapida ritirata sotto ad una tettoia per qualche minuto. Da qui raggiungiamo un ingresso laterale dove si sta dirigendo molta gente, ma scopriamo presto che è per la messa domenicale allestita nel giardino e non ci sentiamo di far finta di voler partecipare solo per dare una sbirciatina, per rispetto della vocazione sacra di questo luogo. Purtroppo siamo capitati nel momento sbagliato, ma rimane comunque un luogo meraviglioso da visitare. Raggiungiamo Roussillion verso le 11, le nuvole se ne sono definitivamente andate e il caldo ha ricominciato ad essere opprimente. Lasciamo l’auto in un comodo parcheggio a pagamento esattamente a metà strada tra il paesino e l’ingresso del sentiero dell’Ocra. Iniziamo da quest’ultimo, già piuttosto affollato, e scegliamo il percorso più lungo di 50 minuti. Dopo una prima discesa da una scalinata siamo immediatamente catapultati in mondo fantastico, simile ad un paesaggio da canyon americano, ai lati e di fronte a noi si innalzano rocce rosse a strapiombo, punteggiate da verdi piante che hanno trovato il coraggio e la forza di aggrappare le loro radici in qualche invisibile fenditura. Camminiamo su un sentiero fatto di sabbia rossa in mezzo alla foresta lungo il quale si incontrano scorci da cui ammirare il caratteristico colore di questa roccia e, ogni tanto, qualche panchina su cui riposarsi. Non è un sentiero impegnativo e i 50 minuti sono anche un po’ sovrastimati, ma qualche salita da affrontare c’è. Quando usciamo andiamo direttamente in paese, che nel frattempo si è popolato di millemila turisti, e facciamo un giro nel piccolo e grazioso centro dove la lavanda fa da padrona in ogni angolo: saponi, sacchettini, dipinti, miele, biancheria per la casa, oggettini vari, gelato...tutto ha un unico comune colore viola. Ma non è ancora giunto il momento dello shopping, è giunto invece quello del pranzo: ci fermiamo a La Sirmonde, mangiamo bene spendendo 62 euro per una pizza, due insalate e un omlette, è abbastanza caro, ma i prezzi sono livellati su questo standard. Almeno ci sono gli spruzzi d’acqua che rinfrescano questa giornata bollente. Dopo pranzo partiamo per Riez, dove arriviamo verso le 15.30

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