In Provenza tra lavanda, cicale, paesaggi impressionisti, tappe gastronomiche, musei del profumo e vestigia romane

Un tour della Provenza nel periodo della fioritura della lavanda e dei girasoli, tra le città di Aix en Provence, Arles, Avignone, Grasse e tanti ameni paesi come St. Remy e Gordes, con una puntata in Camargue

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  • di Acipigi
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Quest'anno abbiamo voluto cogliere la famosa fioritura della lavanda provenzale.

Voglio iniziare però con le lezioni imparate da questo affascinante viaggio:

1) la Provenza è molto bella, ma non è tutta lavanda, come sembra dalle riviste. Per vedere le distese coltivate bisogna recarsi in alcune valli interne;

2) La regione è vasta e con molte città e paesi interessanti, quindi non bisogna considerare la Provenza e la Costa Azzurra come un tutt'uno da visitare in poco tempo. Noi abbiamo trascorso una settimana in Provenza, toccando la costa solo per vedere la Camargue e, solo di sfuggita, Marsiglia. Un'altra nota: avremmo potuto spendere un po' di meno se fossimo riusciti a prenotare un po' prima.

Il viaggio

Ci involiamo da Venezia con destinazione Marseille, Capitale europea della cultura 2013. All'arrivo ci attende la nostra auto a noleggio, nera sotto il sole a picco del parcheggio dell'aeroporto alle due del pomeriggio. Saranno più di 30°c, prima di uscire all'aperto non si percepiva perchè l'aria condizionata negli edifici è molto forte. Ci dirigiamo subito alla volta di Buc Bel Air, nei pressi di Aix en Provence, dove si trova il nostro Hotel. L'Hotel Suite Home è recente, un resort 4 stelle cui si accede da un vialetto lastricato, tra ameni cipressi e cespugli di lavanda. All'ingresso c'è un bel patio con tavolini e divanetti in vimini. Il tempo di prendere possesso della camere e scoprire che il bagno, cieco, si trova dietro un'anta scorrevole dell'armadio! Dopodichè andiamo ad Aix en Provence, dove c'è un certo traffico, soprattutto alla rotatoria Charles De Gaulle, dove sostano corriere e carrozze. Parcheggiata la macchina (e non è stato facile), scopriamo il centro informazioni turistiche, moderno e spazioso, dopodichè iniziamo a passeggiare sulla via principale, il Cours Mirabeu, contornato da platani, dove troviamo bancarelle e ristorantini. La città è gradevole, con tante piazzette animate da giovani e sorvegliate da alti platani, anche se non vedo particolari monumenti che siano meritevoli in sè della visita alla città. Minaccia temporale e, così, torniamo verso la macchina mentre inizia a gocciolare. Essendo muniti di auto, preferiamo evitare di farci spennare nei locali turistici e per cenare torniamo verso Buc bel Air. Troviamo alla fine un locale per camionisti (dove di solito si mangia bene no?), La Croix d'or, sulla strada de La Croix d'or, con menù fisso a € 14,00, dove mangiamo carne con cous cous e un dolcetto.

Il giorno successivo vogliamo esaudire il nostro desiderio e ci rechiamo in Alta Provenza a Valensole. Per strada troviamo la sede della profumeria L'Occitaine e ci fermiamo a vedere lo spaccio ed un piccolo museo che racconta la storia dell'azienda, anche con l'ausilio di alcuni video interessanti.

Riprendiamo l'auto ma il viaggio è più lungo di quanto immaginavamo e iniziamo a pensare che la lavando sia stata già raccolta, quando finalmente vediamo delle distese violacee ondulate a perdita d'occhio ed automobili ferme da tutti i lati della strada e tanti turisti, tra cui molti asiatici, intenti ad ammirare e fotografare il paesaggio. Anche noi scendiamo e ci avviciniamo ai cespugli di lavanda, allineati in filari sul chiaro terreno ghiaioso e circondati da molte api. C'è un bel silenzio, rotto solo dal passaggio dei veicoli.

Non ci sono solo campi di lavanda, anche grandi distese di girasole, cosicchè i contrasti tra i colori sono molto accesi e sembra di essere in un quadro di Van Gogh. Il sole però inizia a nascondersi dietro le nuvole. E' già ora di pranzo e ci fermiamo in paese a Valensole al Petit Bistro, spendendo 12,50 €. I prezzi sono mediamente cari, però non si paga il coperto e neanche l'acqua di rubinetto, che viene servita normalmente. Intanto il cielo diventa grigio e poi vien giù il diluvio e così addio alla nostra visita alla lavanda. Entriamo in un negozio di lavanda, la cui facciata colorata è immortalata sulle riviste, e all'interno c'è un'anziana burbera signora seduta a mangiare una zuppa davanti ai clienti. Abbiamo continuato a gironzolare in macchina, ma senza scendere e tornando verso l'hotel. La sera, un po soddisfatti e un po' delusi, ci siamo fermati a caso in un Mac Donald un po' sperduto.

Il giorno successivo abbiamo lasciato l'hotel per trasferirci ad Arles. Per la strada abbiamo fatto tappa a Le Beaux de Bains, cresta montuosa con in cima una grande fortezza diroccata, dove ci sono molti turisti ma dove non ci fermiamo perchè siamo sotto il sole a picco di mezzogiorno e perchè i parcheggi liberi sono lontani. Scolliniamo e, scesi dall'altro versante, troviamo i resti dell'antica città romana di Glanum e poi ci fermiamo all'abbazia di St. Paul, che fu il sanatorio dove Van Gogh trascorse l'ultimo periodo della sua vita e dove dipinse numerosi quadri. Qui si sta bene, all'ombra dei cipressi, con il chiasso della segheria delle cicale, come direbbe Montale. Il fragore delle cicale infatti ci ha accompagnato nelle varie zone della Provenza, iniziando al mattino e cessando la sera. Addirittura esse sono in Provenza una sorta di talismano e vengono riprodotte in varie forme, per esempio nelle saponette. Ci avviamo poi verso il centro del paese, che è St. Remy de Provence, una graziosa cittadina turistica formata da un piccolo centro, circondato da un ring stradale, dove si trova la casa natale di Nostradamus e c'è anche una fontana con la sua effigie. Arriviamo finalmente ad Arles, dove troviamo un certo traffico, e raggiungiamo l'Hotel Best Western Atrium, che si trova sì vicinissimo al centro ma che, in linea con il nome latino, è piuttosto vecchiotto. Il suo vanto pubblicitario è però di avere una piscina panoramica sul tetto al 7° piano. Ci addentriamo a passeggiare nel centro storico, che scopriamo essere molto antico, con un'arena che sembra quella di Verona, e ci imbattiamo proprio in una cerimonia con la Ministra della Cultura, che pare sia venuta ad inaugurare la fine dei lavori di restauro. Passiamo poi in una piazzetta iperaffollata di locali e di turisti, dove si trova il famoso caffè il cui esterno è stato immortalato in un dipinto di Van Gogh, anche se ci mettiamo un po' a riconoscerlo in mezzo a tanta confusione. Arles ci affascina ma appare anche molto decadente in confronto alla signorile Aix-en-Provence, ci sono molte case scrostate ed edifici abbandonati. L'ampia scelta di locali per cenare ci stordisce, alla fine optiamo per un locale piccolo ma decoroso, dove cadiamo nella trappola turistica di una nouvelle cuisine con porzioni microscopiche ad un prezzo piuttosto caro

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Commenti
  1. Susy 4
    , 2/7/2014 19:20
    Ciao turisti per caso

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