Diario provenzale - 1ma parte

Tour 'on the road' alla scoperta del meridione francese, dalla Provenza alla Costa Azzurra, passando per Montpellier e Lione.

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  • di Bilbix
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Campi di lavanda e l’auto che va…”, così potrebbe cominciare questo diario di viaggio, prendendo a prestito le parole di una bella canzone che la straordinaria voce di Fiorella Mannoia portò al successo diversi anni fa.

Ed è solo una breve frase, leggera, quasi evanescente e tuttavia in grado di riassumere sapientemente quel mondo di emozioni chiamato Provenza: una terra ricca di fascino e storia, bagnata di sole e colori intensi, vibrante di vita e generosa di fragranze d’ogni sorta; una terra che insieme a due amici ho percorso in lungo e in largo su una Seat León presa a noleggio all’aeroporto di Marsiglia, il giorno diciotto agosto 2009, principio del lungo itinerario on the road (ben undici giorni!) che ci avrebbe condotto alla sua progressiva scoperta, in un susseguirsi di esplorazioni, sorprese ed avventure emozionanti attraverso luoghi tanto evocativi quanto intrisi di sublime bellezza paesaggistica e naturale.

Iniziamo da Avignone, cuore della regione e centro strategico da cui abbiamo intrapreso i nostri tours a tutto tondo; ci spingeremo fino a Montpellier, capitale della regione Languedoc-Roussillon, verso sud; e sino a Lione, verso nord, per un blitz nella regione alpina dell’alto Rodano, fiume che ha tratteggiato placidamente buona parte del nostro variegato zigzagare, e che noi abbiamo seguito quasi con affetto, fino al suo delta, nel quale abbiamo pure navigato, per poi abbandonarlo nell’ultima parte del giro, per andare un po’ più a est, ad ammirare la zona più in, più chic, più glamour del meridione francese: la Costa Azzurra, ovviamente, con le sue città opulente e gagliarde, le strade tortuose, le brezze marine dal sapore mondano e un po’ retrò, e naturalmente il jet-set, le grandi firme, ed un mondo appena percepibile dall’esterno, per chiunque non gli appartenga da auguste nascite, ma comunque attraente e stupendo da vivere, persino vestiti casual, come meglio si conviene a dei… turisti per caso, completamente fai-da-te!

I PARTE

In un torrido pomeriggio dell’agosto 2009 giungiamo all’aeroporto di Cagliari-Elmas per prendere il volo diretto della Ryanair con destinazione Marsiglia, sotto un implacabile solleone; la temperatura sfiorava i quaranta gradi e, con poca sorpresa, la ritroviamo esattamente uguale all’arrivo in Francia, dopo appena cinquanta minuti di volo ad una tariffa abbastanza economica, nonostante il nuovo e per nulla gradito obbligo del check-in on-line, costatoci ben quindici euro a tratta (ovvero cinque euro a testa).

Ci accoglie il terminal delle compagnie low cost, essenziale ma sufficientemente accogliente; e poco oltre ci aspetta la vettura che avevamo precedentemente prenotato via internet alla compagnia Europcar. Avevamo optato per un’auto di medie dimensioni che soddisfacesse al contempo due fondamentali esigenze: praticità di movimento e comfort, entrambe indispensabili a percorrere un groviglio abnorme di tragitti che in totale avrebbe addirittura superato la ragguardevole lunghezza dei duemilacinquecento chilometri!

Sbrigate le consuete pratiche ci affidano una Seat León; ma qui abbiamo una sorpresa che ci lascia per diversi istanti senza parole e quasi impietriti: avremmo dovuto saldare il conto solo ed esclusivamente con regolare carta di credito, e nessuno di noi ne possedeva una, essendo infatti semplicemente muniti dei più comuni bancomat e carte elettroniche ricaricabili, non accettate per tale tipo di transazioni; particolare sfuggitoci alla rapida lettura del contratto stipulato via web. Ne siamo venuti fuori con l’unica alternativa possibile: sborsare a garanzia una lauta somma in contanti a copertura dei rischi, cosa che per noi significò l’azzeramento immediato della cassa comune a disposizione per il viaggio. Avremmo dovuto fare istantaneo dietrofront se non fosse stato per Luigi che ancora disponeva di un congruo ammontare prelevabile via bancomat e poteva quindi anticipare quanto necessario alla prosecuzione della nostra vacanza.

Non c’è che dire, un bell’inizio che per un attimo ha adombrato i nostri beati sogni di gloria, ma che infine si è risolto al meglio, col solo neo d’averci fatto tardare l’arrivo presso la nostra prima meta, nonché base logistica per gli spostamenti dei sei giorni successivi: Avignone. Da lì partivano, a raggiera, tutte le strade che ci avrebbero svelato le meraviglie di un territorio dai mille risvolti artistici, architettonici, culturali e naturalistici.

Come sistemazione, seguendo una dritta letta su internet, ci siamo affidati ad un genere di hotel mai praticato prima: la Premiere Classe, un catena molto economica e, come avremmo avuto modo di notare, assai diffusa in Francia come tipologia di struttura e servizi offerti. Le camere, alle quali si accede tramite corridoi esterni, (ad esclusione dell’albergo di Nizza, ospitato in un normale edificio di città) sono simili a cabine di navi, e dunque non molto ampie ma confortevoli, pulite e dotate, ognuna, di bagno proprio, anch’esso piccolissimo ma abbastanza funzionale e ben corredato.

A dire il vero, sulle prime, abituato alla frequentazione di hotel, diremmo, più tradizionali, e forse un tantino suggestionato da qualche scena cinematografica digerita negli anni, mi era sembrato un albergo a ore, con annessi e connessi; ma poi ho realizzato la comodità di questa particolare soluzione ricettiva, o servizio che dir si voglia, specie per lavoratori non stanziali quali, ad esempio, agenti di commercio o camionisti, cui possiamo tranquillamente aggiungere i passanti, e tra questi, ovviamente, i turisti. Dunque giudizio positivo, anche sul rapporto qualità/prezzo

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