Tutti i colori della Provenza

Questo viaggio nasce nell’autunno del 2006, grazie a Karin, una collega con cui lavoravo in quel periodo che un giorno, parlando di viaggi, mi fece vedere una serie di foto su un suo viaggio in Provenza, Linguadoca-Rossiglione e Costa Azzurra, ...

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  • di phayton
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Savona

E proprio a Savona ho fatto la mia prima improvvisata sul preciso itinerario che avevo preparato. Sosta allo stadio Bacigalupo a fare quattro foto! Persi massimo 10-15 minuti, vista la vicinanza dall’uscita dell’autostrada. Appena rientrati ci siamo fermati all’Autogrill di Vado e alle 16, finalmente, ci siamo concessi un panino per pranzo!! Poco più di mezz’ora di auto ancora e finalmente ecco l’uscita di Imperia Porto Maurizio.

Imperia

Per me Imperia ha un significato particolare. A Porto Maurizio ho passato quasi tutte le estati della mia infanzia, fino al 1993. Ogni posto ha un significato. Ho scelto di passare qui una notte per poter fare una sorta di tour di tutti questi luoghi quasi sacri per me! E anche perché qui c’è un ristorante chiamato “La Piazzetta” dove io e Chantal siamo già stati in altre due occasioni e dove si mangia una pasta divina; ti portano la padella con una quantità assurda di pasta ed è buonissima!

Dopo aver passato il Villaggio dei pescatori, passando sulla strada che sovrasta la zona della spiaggia e del porto, ho riconosciuto la scala a chiocciola che porta alla Pensione dove alloggiavamo, e così ho lasciato la macchina e siamo scesi da una specie di funicolare che hanno costruito e che porta all’ingresso nel retro della “Pensione Marilena”, per tutti “da Battista!”. Giusto il tempo di prenotare il ristorante per le 19.30, nella piazzetta a fianco a quella dove con la mia famiglia un anno abbiamo visto lo spettacolo dei Saltimbanchi, e ci siamo messi in marcia. Proprio l’hotel è stata la prima cosa che abbiamo fotografato, anche se a dire il vero non so se sia ancora un albergo oppure no. E’ passato tanto tempo.. Poi siamo andati verso la spiaggia ed ecco la piazzetta con il giornalaio, la gelateria da Pinotto ed il negozio con gli articoli da mare. E’ rimasto tutto uguale. Così come il molo, con i Bagni Mané, i nostri, e più avanti la Spiaggia d’Oro. Sugli scogli ci siamo tolti le scarpe e abbiamo fatto a piedi il bagnasciuga fino ai Bagni Buraxen e qui, risalita la scaletta, abbiamo imboccato il Lungomare “Domenico Moriani”, conosciuto anche come la passeggiata dei pescatori, perché conduce all’omonimo villaggio. E’ stradina a picco sulla scogliera e il mare, molto in stile “Cinque Terre” Bella bella! Siamo arrivati quasi alla fine e poi siamo risaliti da una scala immersa nella macchia mediterranea e sulla strada abbiamo fatto la foto al cannone che punta verso il mare! Nonostante sia tutto sereno, l’arietta è piuttosto freddina. Abbiamo proseguito lungo il porto, costeggiando la pizzeria Hobo’s e il ristorante di pesce con l’acquario! Poi abbiamo preso il sottopassaggio della ferrovia e siamo spuntati alla stazione. Dai binari siamo entrati nel verde del giardinetto e poi è spuntata la vasca dei pesci! C’è ancora! Di tutti i luoghi rimasti nel mio cuore questo forse è quello più bello! Tutte le sere o quasi venivamo a vedere i treni passare e portavamo ai pesci rossi del pane! E poi quando la campanellina annunciava l’arrivo di un treno correvo a vederlo spuntare da levante o immergersi nella galleria di ponente! Che bello! Siamostati un attimo sulla panchina dove ho raccontato tutte queste cose a Chantal e poi, appena dopo che un treno è passato, abbiamo proseguito la nostra visita. Salita la lunga scalinata che porta sopra la stazione siamo arrivati ai giardinetti. Quelli no, non potevano essere gli stessi. Già allora erano vecchi. Infatti sono stati sostituiti da una giostra tutta nuova. Il panorama da lassù è molto bello, sulla stazione, il mare, il “molo verde” e il “molo bianco”. Abbiamo poi percorso la strada che in piano porta verso la macchina passando sopra la casa di Ottonello dove avevamo alloggiato un paio di anni e poi siamo arrivati alla curva con il negozio che vende ancora dischi come tanti anni fa. Dalla macchina siamo saliti verso il Parasio e qui siamo arrivati nella Piazza del bellissimo Duomo di San Maurizio. Siamo poi riscesi e abbiamo cenato ottimamente al ristorante. Dopo cena (con la giacchetta, fa proprio freschino!) siamo andati fino in fondo al molo bianco, con Chantal estasiata dalle tante belle barche ormeggiate su di esso! Ripresa la macchina abbiamo lasciato questa bellissima cittadina e ci siamo diretti verso la frazione di Dolcedo, che non conoscevo e che si trova nell’entroterra dove avevamo prenotato il nostro hotel, non prima di essere passati davanti alla palestra dove Chantal nel 2003 venne a fare un torneo di pallavolo, con me a seguito. Fu in questo viaggio che scoprimmo il ristorante La Piazzetta, e feci come oggi un tour dei luoghi a me cari, ma da solo!

Arrivati al piccolo albergo inserito in un bel contesto naturale verso le 21.30, ci siamo messi quasi subito a nanna pronti a partire l’indomani per la Provenza!

Mercoledì 23 giugno 2010

In realtà prima di dedicarci alla Provenza avevamo ancora una tappa in terra italiana: Bussana Vecchia.

Bussana - Vecchia

Sveglia alle 7.45, bella giornata, aria ancora frizzantina. Colazione nel bell’alberghetto e partenza. Alle 9.40 eravamo a Bussana Vecchia, un paese che mi era rimasto impresso in un’escursione da Imperia fatta a fine anni ‘80, quando ero piccolino. Bussana Vecchia é un piccolo villaggio medievale situato a 8 km a nord-est di San Remo. Qui il 23 febbraio 1887, una fortissima scossa di terremoto distrusse il villaggio e la gente lo abbandonò, fondando a valle Bussana Nuova.

Una persona che aveva vissuto la terribile esperienza del terremoto, raccontò: “Era il primo giorno di Quaresima. Il parroco di qui aveva imposto le sacre Ceneri ed eravamo tutti in Chiesa. La leggera brezza che c'era, quando la funzione era iniziata, era diventata un vento furioso, il quale aumentava in un crescendo spaventoso. Poi la terra si scuote, traballa, ondeggia a lungo, poi ruota e si sentono rumori diversi di muri caduti, di legname che si spezza, di ferro che si torce, ma ad un tratto i diversi frastuoni, le grida disperate sono vinte da un sordo e cupo rimbombo, che vince tutti gli altri. Era la volta che cadeva”.

Rimasto disabitato per tanti anni, a metà del secolo scorso iniziò ad essere colonizzato da un certo numero di artisti e oggi è un villaggio artistico internazionale. Bellissimo il contesto dell’immediato entroterra nel quale si trova. Si vede il mare e tutta la campagna sottostante. Nella mezzora in cui abbiamo passeggiatoper i suoi carrugi, ci ha colpito soprattutto il lato artistico di Bussana, con le sue botteghe un po’ bizzarre, piuttosto che le rovine del terremoto che invece mi avevano colpito quando ero venuto circa 20 anni fa. Certo quando si arriva alla Chiesa di Sant’Egidio e all’altra Chiesetta più in basso, colpisce tantissimo il fatto che si veda il cielo. Infatti il tetto non c’è più. Sorprendentemente è invece rimasto in piedi il campanile. Bellissimo, sono felicissimo di esserci tornato, per rinfrescare i ricordi e contento che anche a Chantal sia piaciuta tanto

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