Tre giorni a Porto

Tre giorni a Porto tra francesinha e vino locale

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  • di Luca Franzoni
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

DAY 1: 06/12/2018

Ennesimo viaggio e weekend lungo con la mia ragazza in giro per l’Europa; questa volta la meta designata è Porto. Partiamo da Milano-Mxp alle 22:20 e atterriamo a Porto a mezzanotte circa. Dall'aeroporto prendiamo la metro Lilla (linea E), biglietto a/r € 4,60, che in 30 min ci lascia a Bolhao, dove abbiamo l’Hotel Ibis Porto Centro. L’hotel, € 140 x 3 notti, è il classico Ibis, rapporto qualità/prezzo buono con camera in parquet grande e pulita.

DAY 2: 07/12/2018

Primo giorno pieno a Porto, e dopo una buona colazione in zona Sao Bento alle 9 siamo già operativi. Iniziamo il nostro tour dalla Igreja da Misericordia (gratis ma niente di che), passando poi per il Jardim do Infante Dom Henrique davanti al Palacio da Bolsa dove prenotiamo il tour in spagnolo per l’ora dopo (€ 9). Decidiamo di farci due passi in zona e visitiamo la Igreja de Sao Francisco € 7 con visita anche al museo e alle catacombe. Torniamo al Palacio da Bolsa per il tour guidato, carino, di circa 45 minuti. Proseguiamo per il centro storico: la Ribeira, un susseguirsi di stradine in salita/discesa (non proprio semplici) e arriviamo al belvedere Miradouro da Vitoria, punto panoramico dove si vede tutta la città, compresa la zona al di là del fiume Duoro. Pranzo in un locale non consigliabile in zona Ribeira. Il pomeriggio iniziamo dalla Cattedrale Sé € 3,00 con visita alla chiesa e ai giardini con bellissimi azulejos e proseguiamo alla volta di Vila Nova de Gaia attraversando il famoso Ponte de Dom Luis I, simbolo di Porto. Pomeriggio all'insegna del vino con un bel tour delle cantine Taylor’s (€ 15 con audio guida in italiano). Il tour dura circa un’oretta al termine del quale si accede alla zona restaurant per gli assaggi di due vini, uno bianco e uno rosso. Passeggiata a piedi lungo il fiume e torniamo in zona centro per un’ottima cena a base di salumi e formaggi alla Taberna do Largo. Fine serata con due drink all’Hard Rock Cafè.

DAY 3: 08/12/2018

Secondo giorno pieno in città e iniziamo con una colazione squisita alla Leitaria da Quinta do Paco, dove la specialità della casa è l’Eclair, un dolce farcito a qualsiasi gusto. Partiamo dalla Livraria Lello, (€ 5 il biglietto d’ingresso con un equivalente buono acquisto spendibile all’interno), libreria cittadina famosa per aver ispirato l’autrice dei romanzi di Harry Potter. Un’ora di coda per star dentro 5-10 minuti non di più. Giudicate voi se ne vale la pena; a mio avviso no. Proseguiamo con la Torre dos Clerigos, sulla quale però decidiamo di non salire, con i Jardim da Cordoaria (piccoli e insignificanti) e con la Igrejas das Carmelitas (gratis). Passeggiando passiamo davanti al Museu Nacional Soares dos Reis e andiamo a visitare il quartiere Boavista. Il quartiere non ha niente di speciale; pranziamo al Mercado Bom Sucesso e proseguiamo per il Jardim da Boavista, la Casa da Musica, la Sinagoga Kadoorie e il Jardim Botanico do Porto (gratis ma piccolo e insignificante nel periodo invernale). Scendiamo verso il lungofiume passando a nostra insaputa per il Barrio do Aleixo, quartiere popolare “problematico” con case popolari e drogati per strada; 20 minuti dove non ce la siamo vista bene! Finalmente siamo sul lungo fiume all’altezza del Ponte de Arrabida e la nostra intenzione è di prendere il tram per andare a vedere il Faro sull’oceano (un po’ fuori città e a 3 km ancora di distanza), ma dato che del tram dopo ben 40 minuti nemmeno l’ombra, decidiamo di cambiare programma, tornando a piedi in centro e finendo il pomeriggio alle cantine Sandeman (€ 12 con tour di una mezz'oretta abbondante in spagnolo e 2 assaggi di vino, uno bianco e uno rosso, al termine della visita). Seconda nota dolente della giornata dopo la non visita al faro: la cena. È l’8 dicembre, giorno dell’immacolata e stupidamente non ci siamo preoccupati di prenotare un locale per la cena. Ebbene, dopo un’oretta a girare inutilmente ristoranti consigliati sulla Lonely Planet, decidiamo di mangiare da Mc Donald’s; non proprio quello che volavamo

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