Cracovia, auschiwitz, chestochowa

Cracovia, Auschwitz e Chestochowa Il viaggio che abbiamo fatto in realtà era un pellegrinaggio organizzato. Dunque le notizie che possiamo darvi sono poche e forse un po’ superficiali ma forse sono meglio di niente e possono offrire dei buoni spunti. ...

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  • di Daniela Gensini
    pubblicato il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Fino a 500 euro

Cracovia, Auschwitz e Chestochowa Il viaggio che abbiamo fatto in realtà era un pellegrinaggio organizzato. Dunque le notizie che possiamo darvi sono poche e forse un po’ superficiali ma forse sono meglio di niente e possono offrire dei buoni spunti.

La nostra gita in Polonia ci ha visti alloggiare nei pressi di Cracovia, nella foresteria di in un Santuario chiamato Kalwaria che si trova a pochi kilometri da Wadowice, la città natale del Papa e in effetti sembra che il Santo Padre abbia amato molto questo luogo. Il santuario è stato fondato nel 1602 e si trova nei pressi di un colle dove ci sono molte piccole cappelle per la Via Crucis.

Presso il ristorante del santuario, oltre a piatti tipici polacchi molto semplici ed economici, potete trovare la Cremowski Papieskie, il dolce che il Papa mangiava da giovane o da bambino, prodotto da una pasticceria di Wadowice e diffuso nei principali santuari della Polonia: è un millefoglie alla crema che vi consigliamo di assaggiare data la storia che ha! Per quanto riguarda la città di Cracovia noi l’abbiamo visitata malissimo e dunque possiamo fornire pochissime indicazioni: vale la pena una visita anche mordi e fuggi al Museo che contiene la Dama con l’ermellino di Leonardo: per chi non l’ha vista durante la sua tournèe può essere una piacevole visione. Il museo ha inoltre collezioni di armi e di oggetti di uso quotidiano come porcellane e argenti davvero molto belle.

La città ci è parsa davvero molto bella: bellissimo il castello purtroppo visto solo da fuori, belle le strade, le libreria (anche se hanno quasi esclusivamente libri in polacco), molto bello il cortile della antica università jagellonica; per chi interessa può essere possibile anche una visita al quartiere ebraico e al ghetto di cui dovrebbe rimanere una parte di muro (noi non ci siamo stati e dunque possiamo aggiungere poco a ciò che è scritto nelle guide). Pare che ci sia anche la possibilità di visitare alcuni luoghi restaurati per il set del film Schindler’s List che parla appunto della città di Cracovia; secondo noi una visita anche a questa parte della città non è da trascurare soprattutto se avete in programma anche la visita a Auschwitz. Sempre a proposito del film di Spielberg e delle storie che vi sono narrate, presso una strada (super?) che conduce a Cracovia c’è un monumento a ricordo delle persone assassinate nel campo di lavoro di Plaslow, quartiere periferico di Cracovia. Una altra attrazione nei pressi di Cracovia sono le miniere di sale: sicuramente è una visita interessante, ma è anche una meta molto turistica che vi terrà occupati per un intera mattinata quindi se avete poco tempo e se preferite fare le cose con calma potete anche tralasciarla. (inoltre è abbastanza cara tra entrata, mance, ricordini, foto ecc) La visita ad Auschwitz è libera nel senso che non è obbligatorio avere la guida. Tuttavia il supporto della guida è necessario se non avete una preparazione sull’argomento; se invece avete un po’ studiato a casa potete anche fare il giro da soli in modo da poter anche riflettere in tranquillità.

La visita ad Auschwitz è praticamente la visita al Campo Base (AuschwitzI) trasformato in Museo e la visito al vero e proprio campo di sterminio Birkenau (Auschwitz II). Auschwitz III chiamato Buna-Monowitz, non esiste più se non per qualche monumento spontaneo e non è incluso nel percorso di visita normale.

Purtroppo la nostra visita al campo è stata un po’ superficiale comunque possiamo dirvi che se al Museo, attraverso i materiali custoditi, i documenti, le foto, le testimonianze acquisiamo le informazioni è solo con la vista a Birkenau che siamo investiti dalla vera natura del campo. A Birkenau, forse per il fatto che ormai è una visone che evoca certi sentimenti, si ha tuttavia l’impressione che il luogo stesso urli per quello di cui è stato testimone. Lì non c’è quasi più niente di intero, resta il perimetro con le torrette e il filo spinato, qualche baracca in muratura e qualcuna in legno, le rovine dei crematori, il binario, tuttavia noi consigliamo, a chi può, di trattenersi in questo posto, di girarlo con calma e in silenzio, e tutte le informazioni ricevute al museo si trasformeranno in immagini concrete

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