Val Maira e dintorni: una perla nascosta

Partendo dalla Val Grana, facendo base in Val Maira, con visita in Val Varaita e Gesso.

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  • di mariaedino
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro

Il pensiero che più ci rimane al ritorno da questa breve vacanza in val Maira e nelle valli limitrofe è: i tesori spesso sono sotto la mattonella di casa e non a miglia da qui.

Pensavamo di andare in Francia a visitare Lione e l'Alta Savoia, ma le ultime notizie Covid ci hanno fatto cambiare idea, insieme alla decisione di aiutare il turismo italiano. Però all'ultimo momento una tale inversione a U non era facile: così abbiamo buttato uno sguardo proprio vicino a casa nostra -Torino- e mai scelta fu più azzeccata. Le valli da noi visitate sono state: Val Grana -Maira-Varaita- Gesso, con particolare attenzione alla Maira, dove alloggiavamo.

Venerdì 21 agosto: partiamo con calma, via Fossano, traffico normale, e imbocchiamo la val Grana: la meta è il santuario di San Magno, al fondo della valle. La pulizia e l'ordine nei paesi sono un bel benvenuto: ci fermiamo a Pradleves, non per comprare il famoso formaggio, ma per acquistare alcuni viveri per il pranzo e poi si sale, decisi, e quasi improvvisamente ci si trova in un paesaggio di alta montagna, bellissimo, con scorci notevoli, meritevoli ognuno di una foto. Superiamo Castelmagno, resistendo alla tentazione degli inviti dei vari casari, e saliamo parecchio, fin quando compare il santuario: maestoso, imponente, ci si chiede, come sempre in questi casi, come hanno fatto a costruire una tale struttura, lassù, quando quasi si stenta a raggiungerla in auto. La temperatura è ideale, fresca, e il cielo è di un azzurro totale, nelle prime ore. Diversi turisti vagano sul piazzale, alcuni come noi si percorrono una breve salita per cogliere meglio il panorama, molti motociclisti parcheggiano – ci sono diversi livelli di parking gratuito -, ciclisti distrutti dalla fatica gettano la bici ai bordi della strada e si sdraiano sull'erba. La chiesa è già chiusa, riaprirà alle 14, ma si può percorrere il perimetro della struttura, sotto i portici e, nell'atrio dell'ingresso, poter immaginare come sono gli interni, chiusi al pubblico per il non poter regolamentare l'affluenza. Pazienza, penso, questo richiede un ritorno. Non mi dilungo sulla storia e le vicende particolari di questo santuario, poiché una buona guida online può essere migliore. Mangiamo sotto i pini, di fronte alla chiesa e beviamo un caffè nell'unico bar presente, che è gestito dal santuario stesso: ricava da questo proventi per la manutenzione, compresi quelli provenienti dall'ottimo miele, in mostra su uno scaffale. Il gestore è un signore simpatico, che parla volentieri, da molto tempo lavora al banco, per cui gli chiediamo chiarimenti sulla strada che vorremmo percorrere, che svalica in val Maira tramite il Passo Esischie, a 2370 metri. Ce la sconsiglia vivamente, per la strada accidentata e stretta, pur ammettendo che molti la percorrono. Decidiamo comunque di affrontarla, partendo subito, verso la val Maira. Indubbiamente è una via di montagna, bisogna essere pronti ad affrontare strettoie e fermarsi per far passare l'auto del senso opposto, magari indietreggiando in retro per favorire il transito, occorre avere una ferma attenzione, ma è fattibile, lentamente, e non si può far altrimenti, considerando il panorama favoloso che si apre davanti agli occhi, per cui ne vale davvero la pena. Ci fermiamo in cima al colle dove un bivio fa scegliere tra questo percorso e il Fauniera, il vento scompiglia i capelli, ovunque è natura selvaggia, molti turisti in silenzio si guardano attorno, marmotte fischiano in lontananza, ci allontaniamo a fatica e scendiamo. A fondo valle, notiamo la deviazione per Marmora, paese noto per la presenza passata di Padre Sergio e la sua biblioteca più alta d'Europa, vicenda raccontata nel film “La terra buona”, ma proseguiamo, la meta è ancora lontana. Nel percorso in val Maira, superiamo tutti i paesi che si avvicendano per fermarci solo a Stroppo, indicata come sede di una cappella -San Peyre- con notevoli dipinti, ma è chiusa, quindi veloci a Dronero, alla ricerca del b&b

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