ALAGNA VALSESIA e la cultura Walser

ALAGNA VALSESIA E LA CULTURA WALSER Partenza: 23 luglio 2007 Rientro: 28 luglio 2007 Percorsi: Km. 449 Dal contenuto del pieghevole distribuito presso il museo Walser di Alagna (frazione Pedemonte): BREVE STORIA DELL’INSEDIAMENTO WALSER A SUD DEL MONTE ROSA In ...

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  • di Franco & Carla
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  • Viaggiatori: in coppia

ALAGNA VALSESIA E LA CULTURA WALSER Partenza: 23 luglio 2007 Rientro: 28 luglio 2007 Percorsi: Km. 449

Dal contenuto del pieghevole distribuito presso il museo Walser di Alagna (frazione Pedemonte): BREVE STORIA DELL’INSEDIAMENTO WALSER A SUD DEL MONTE ROSA In epoca medioevale si produssero in Europa spostamenti di popolazioni sotto la spinta di un notevole incremento demografico. La conquista di nuove terre da coltivare, unitamente alla garanzia di possedere un proprio fondo, fu alla base di questo flusso migratorio: l’allargamento dei diritti civili diede la possibilità a gruppi di coloni di passare da una condizione di asservimento alla gleba, retaggio del mondo feudale, ad una nuova condizione di libertà e autonomia.

In questo quadro di rinato interesse per l’agricoltura, con libertà di decidere e programmare il miglior utilizzo del proprio territorio, va inserita anche la migrazione dei “Walser”, popolo di lingua alemanna, che già prima del X secolo si era stabilito nell’alto Vallese (da cui probabilmente trasse il nome). La loro colonizzazione avvenne in concomitanza al profondo rivolgimento durante il quale i Valsesiani riuscirono a liberarsi dalla tirannia dei Conti di Biandrate, svincolandosi così dagli ultimi legami col sistema feudale; furono gli stessi signori che avevano in feudo gli altri territori a promuovere lo sfruttamento dei pascoli di alta quota, affidandolo a questo popolo di lavoratori della terra, che per primo riuscì a sopravvivere con le sole risorse della montagna. Dal primitivo stanziamento, il gruppo etnico si mosse in direzione del versante italiano delle Alpi, dela zona dei Grigioni, del Liechtenstein, del Voralberg e del Tirolo. Quando le testate delle valli di queste aree furono stabilmente occupate dai Walser, cessarono anche le continue scorrerie da parte dei predoni della Valle Anzasca, soliti a razziare le greggi, soprattutto in alta Val Grande e nella vale di Gressoney.

All’inizio del XIII secolo risalgono i primi insediamenti Walser oltre i confini del Vallese; in quest’epoca furono fondate, tra le altre, le colonie di Gressoney in Valle d’Aosta, di Rimella, Rima e Alagna in Valsesia, di Macugnaga in Val d’Ossola. L’occupazione avvenne in modo graduale e poco avvertibile, anche per il ato che i nuovi venuti non instaurarono subito rapporti di scambio con la popolazione locale.

All’inizio essi si rifornivano direttamente dal Vallese per i generi di prima necessità, acquistando via via sempre maggiore autosufficienza, fino ad approvvigionarsi al mercato locale, scambiando i prodotti della loro economia.

Le comunità composte da pastori, si organizzarono in casolari sparsi sulla montagna, trasformando i boschi in pascoli produttivi, dissodando e coltivando i terreni fino sui versanti più alti, costruendo acquedotti per il recupero delle acque del disgelo, perfezionando tecniche e strumenti di lavoro fino allora sconosciuti, diffondendoli di valle in valle e tramandandoli di padre in figlio. Da questa economia, fondata sul duro lavoro della terra, i Walser trassero nuove ragioni di libertà personale e di autonomia comunitaria – un benessere non comune, inusitato per i contadini del tempo – uomini affrancati dalle imposte e dal peso della servitù: ne sono uno specchio fedele gli statuti di quelle antiche comunità di “Freie Walser” (Liberi Walser), come furono chiamati già nel XIV secolo).

Straordinaria è l’architettura delle loro case, predominante è l’uso del legno, come in tute le regioni boscose, ma a differenza che altrove, le abitazioni sono tutte contornate da un loggiato di notevole ampiezza, che conferisce all’insieme un’estrema eleganza: l’equilibrio delle forme e l’originalità delle soluzioni richiama, più che l’opera di pastori montanari, quella di sapienti costruttori. Molti discendenti degli antichi coloni, infatti emigrando dalla Valsesia in tutta Europa, diventarono famosi come architetti di chiese ed edifici civili, pittori e scultori in legno

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