Mobilità sostenibile e sviluppo urbano: l’esempio di Perugia

Con l’introduzione di nuovi elementi di mobilità sostenibile, il capoluogo umbro ha dato una decisa svolta negli spostamenti intra muros, limitando il ricorso all’automobile.

 

La sempre più ampia sensibilità collettiva alla sostenibilità ambientale e alla lotta ai cambiamenti climatici influenza il quotidiano sotto diversi ambiti. Non fa eccezione il mondo dei trasporti pubblici, dove l’Italia pur sconta un cronico deficit infrastrutturale sotto diversi ambiti.

Un esempio di integrazione efficiente del trasporto collettivo con le esigenze ambientali è certamente rappresentato da Perugia, principale centro abitato dell’Umbria nonché capoluogo della regione, cardine geografica dell’Italia centrale. Il particolare profilo urbanistico-architettonico di Perugia, raccolta in una città vecchia dagli spazi limitati e successivamente estesa nelle vallate circostanti, ha da tempo richiesto un approccio specifico alla mobilità pubblica.

Scartando le ipotesi più afferenti alle grandi realtà urbane, come le metropolitane o le linee tramviarie, le autorità perugine hanno puntato sull’integrazione di diverse ed efficienti soluzioni: people mover, spazi a traffico ridotto, isole pedonale e una capillare diffusione dei parcheggi.

Saba offre ben sei parcheggi nelle immediate prossimità della città vecchia di Perugia, in corrispondenza del Mercato Coperto, di Piazzale Europa, Piazza Partigiani, Via Ripa di Meana, Viale Sant’Antonio e Viale Pompeo Pellini. I parcheggi, con apertura h24 e servizio di videosorveglianza, sono adatti alle specifiche esigenze di visitatori, lavoratori e chiunque voglia muoversi per Perugia in maniera facile e comoda.

Minimetrò

Inaugurato a inizio 2008, il Minimetrò di Perugia è uno dei primi esempi italiani di applicazione del concetto di people mover. Questo particolare sistema di trasporto, su sede dedicata generalmente di tipo ferroviario, ha avuto una genesi piuttosto complessa, che ha richiesto cinque anni di lavori e uno studio preliminare iniziato già negli anni Novanta. Unendo un sistema traente a fune a tratti in galleria, su sopraelevata o a livello stradale, ha permesso di unire Pian di Massiano (dove si trova un enorme parcheggio di scambio) a Piazza del Pincetto. Da qui è possibile, tramite l’ascensore inclinato, raggiungere facilmente Piazza IV Novembre, il luogo simbolo di Perugia. L’intero percorso, lungo 4 km e con cinque stazioni intermedie, ha una frequentazione media di quasi 10mila persone al giorno, con una attesa media in stazione di soli 2 minuti e mezzo.

Non solo ferrovia e soluzione strategica, perché il Minimetrò di Perugia ha rappresentato anche l’opportunità di creare una nuova idea di modernismo paesaggistico. Proprio per migliorare la resa di un’opera così impattante, soprattutto nei tratti esposti, si è deciso di ricorrere alla consulenza artistica di Jean Nouvel, tra i massimi nomi dell’architettura europea contemporanea. Nouvel ha progettato le stazioni come dei grandi atrii luminosi, con forme squadrate che sono percorse per intero dallo scorrere armonico della ferrovia, caratterizzata negli elementi esterni da una colorazione rosso intenso che richiama lo scudo di Perugia. Il grigio, il rosso e le trasparenze del vetro si uniscono così in una narrazione visuale che, pur facilmente individuabile, vuole fondersi con l’architettura circostante, venendo meno alla sua funzione iconica solo nel centro storico, dove sono le bellezze monumentali ad avere la meglio.

Il sistema ferroviario

Già nel 1920 la necessità di collegare il centro storico di Perugia alle destinazioni limitrofe e alle altre cittadine umbre fu risolta con l’inaugurazione di una “stazione in scala”, quella di Sant’Anna. Dotata di soli 4 binari, è direttamente collegata allo snodo di Ponte San Giovanni, dal quale diramano le linee per Terontola, Assisi, Foligno, Terni, Sansepolcro e le direttrici extraregionali per Firenze e Roma.

Trovandosi nel quadrante centro-settentrionale dell’Umbria l’importanza delle ferrovie a Perugia ha assunto anche un ruolo specifico nella mobilità interna alla cittadina. Non è un caso dunque che, tra stazioni RFI e di Ferrovia Centrale Umbra, siano ben otto le stazioni principali (Fontivegge, Ponte San Giovanni, Capitini, Silvestrini, Università, Sant’Anna, Piscille e Pallotta) e dieci quelle secondarie.

I lavori per il raddoppio della tratta Sant’Anna – Piscille, in corso d’opera, serviranno poi per dotare la più importante stazione ferroviaria urbana di Perugia di un servizio più efficiente e veloce, nell’ottica di ridurre il traffico automobilistico nel centro storico o, quanto meno, di limitarlo alle zone di confluenza.

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