Perù magico: la via degli inca e dei sacerdoti Q'eros.

Cuzco, l’ombelico del mondo Machu Picchu, la città perduta degli Inca. Ritiro spirituale con un sacerdote della comunità dei Q'eros

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  • di ZaraElisa
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro

Partenza da Milano,volo diretto per Lima, coincidenza immediata per Cuzco. Dopo 11 ore di viaggio atterriamo a Lima per prendere subito la coincidenza per Cuzco la nostra destinazione. Un’ora di volo ci porta a Cuzco con un fantastico atterraggio tra le case della città dove si trova l’aeroporto. Osserviamo subito i colori marroni e grigi degli edifici costruiti anche sulle montagne, la città antica è immensa. Anche se è maggio, quasi inverno il sole a 3400 m batte forte e lascia un clima piacevole. Un taxi ci viene a prendere per portarci all'ostello che abbiamo prenotato online. Ci riposiamo un po' e poi decidiamo di scendere in centro che dista solo 10 m a piedi dal nostro ostello. Camminiamo tra le stradine strette di Cuzco, scendiamo dato che è situato sulla parte più alta della città. Notiamo che facciamo fatica a respirare per l’altitudine. Ci dirigiamo a Plaza de Armas, la parte più turistica , dove troviamo anche tutti i locali ed i turisti e i venditori di souvenir che li perseguitano.

Cuzco si chiamerebbe l’ombelico del mondo grazie ad una leggenda. La leggenda vuole che il capo inca Manco Capac e sua sorella e sposa Mama Ocllo, per ordine della divinità del sole Inti partirono al lago Titicaca alla ricerca di un luogo prescelto dove il cuneo d’oro che portavano con sé sarebbe affondato nella terra senza fatica. Dirigendosi verso nord, raggiunsero la valle di Cuzco, dove il cuneo sprofondò all'istante e venne inghiottito dalla Pachamama, la madre terra. Questo segna il mitologico inizio della civiltà inca e della capitale del grande impero, la città chiamata "ombelico" (in lingua quechua). Cuzco con i suoi circa 500.000 abitanti è situata a 3400 m di altitudine, fu progettata a forma di puma, animale sacro degli inca, anche simbolo di forza e dominio. La città si trova in una valle dominata dalla Cordigliera: paesaggio maestoso unito a quello del cielo, ci stupisce di meraviglia. Anticamente la città era divisa in due settori: la Hanan Cuzco, città alta e la Hurin Cuzco, la città bassa. Le strade erano strette, le mura dei palazzi erano immense, formate da grandi pietre resistenti ai terremoti che hanno colpito la città ed anche ai vandalismi dei conquistatori spagnoli. Ancora oggi è un mistero come queste pietre siano state tagliate e assemblate a secco con una precisione impressionante. La via più caratteristica è la Calle Trinufo (contigua a Plaza de Armas) dove si affaccia il palazzo Hatunrumiyop dell’Inca Roca. Il suo muro esterno possiede la famosa pietra dei 12 angoli. La Plaza de Armas è molto animata e percorsa da tutti , conserva molte tracce del passato. Troviamo chiese, palazzi e case coloniali costruite sui resti delle antiche mura inca, dato che gli spagnoli abbatterono solo la parte superiore degli edifici. Infatti è proprio qui che la città riflette una contraddizione tra le due culture diverse e la loro architettura. La Plaza de Armas prima si chiamava Huacaytapa che in quechua significa lamento o preghiera. Era il doppio di grandezza e aveva un significato religioso, rappresentava il corpo del puma, l’animale sacro. Dopo la conquista degli spagnoli molti edifici furono distrutti e saccheggiati, e sopra gli antichi templi ed edifici inca vennero costruite chiese spagnole, per esempio sul Coricancha, templo del sole, Francisco Pizzarro fece costruire il convento di Santo Domingo, anche se una parte è rimasta. Coricancha significa oro e recinto “recinto di oro” era l’edificio dedicato al sole. Sulle rovine del Quishuarcancha, palazzo dell’ Inca Viracocha si edificò la Cattedrale, sulle rovine dell’ Amarucancha palazzo dell’Inca Huayna Capac si costruì la chiesa della Compagnia di Gesù. Il vicolo calle Loreto che la costeggia è molto suggestivo,dato che è racchiuso tre le sue possenti mura e quelle della Casa delle Vergini del Sole. Molti edifici risalenti al periodo coloniale valgono comunque la pena d’essere visitati per il loro valore storico e artistico; come il Seminario di San Antonio Abate, ora sede dell’hotel “Monasterio di Cuzco”, che conserva l’antico impianto architettonico. Oggi è uno degli hotel più suggestivi ed eleganti della città

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