20 giorni in Perù

Mi chiamo Alessandro, sono giardiniere e vivo a Milano. La mia professione purtroppo non mi permette, durante le vacanze estive italiane, di potermi assentare troppo a lungo dalla mia città e dal mio lavoro, perchè in tale periodo i miei ...

Diario letto 16057 volte

  • di alegardner
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Mi chiamo Alessandro, sono giardiniere e vivo a Milano.

La mia professione purtroppo non mi permette, durante le vacanze estive italiane, di potermi assentare troppo a lungo dalla mia città e dal mio lavoro, perchè in tale periodo i miei impegni raggiungono il loro apice. Così, come consuetudine, la mia vera vacanza ripiega nei mesi invernali, nel periodo che và da dicembre a febbraio. In questi mesi la natura dorme.

Non avendo ancora scelto il mio itinerario, e complice la neve che cadendo copiosamente aveva spezzato rami e fatto cadere piante procurandomi così lavoro inaspettato, ho posticipato la mia partenza nel mese di Febbraio per una meta che piano piano si era fatta strada nella mia mente: il Perù.

Dopo essermi sufficientemente documentato, leggendo recensioni di viaggio su questo sito, e assimilando le informazioni più importanti riguardo la sicurezza e la cultura di quel paese, ho prenotato un mese prima un volo on-line con la compagnia aerea olandese KLM, volo che mi avrebbe portato a Lima facendo un breve scalo ad Amsterdam. La stessa rotta che sarà percorsa al mio ritorno, ovviamente in senso inverso.

La mattina del 14 febbraio (Sabato), salgo sull'aereo all'aeroporto di Malpensa

consapevole della bellissima esperienza che stavo per vivere.

Faccio notare che andare in vacanza è già bello di suo in qualsiasi luogo si vada. Ma farlo a Febbraio quando tutti lavorano, quando il turismo è ridotto all'osso, quando gli aeroporti sono semivuoti e non si fà alcuna coda, si ha la sensazione di essere un privilegiato, e questo aggiunge maggior entusiasmo.

Dopo un volo comfortevole sotto tutti i punti di vista, atterro nel tardo pomeriggio di Sabato a Lima.

Sbrigate le procedure doganali e ritirato il mio bagaglio, esco dall'aeroporto e trovo ad attendermi Edison, il taxista che mi porterà all' hostall "Casa Yolanda" della senora Yolanda per l'appunto.

Le strade di Lima sono semivuote, è sabato e la gente non lavora.

Una breve chiacchierata con Yolanda, doccia veloce, esco a mangiare qualcosa e torno in camera per cercare di dormire un pochino, cosa che si rivelerà molto difficile avendo ovviamente nella testa e nel corpo sei ore (in meno) di fuso orario. In realtà non alloggio in una stanza ma in un vero e propio appartamento dotato di camera, bagno, salotto e cucina, tutto per la modica cifra irrisoria di 25 dollari.

La mattina seguente, di buon'ora, lo stesso taxista mi riporta all'aeroporto dove mi imbarcherò alla volta di Arequipa, la prima vera meta del mio viaggio. Il bello stà per incominciare, stò per andare nel vero Perù, quello che si trova sulle Ande, sulla cordellera Andina.

Ad Arequipa, alloggio all'hostall "la casa del los Pinguinos". Rimarrò qui 2 giorni, il tempo di visitare la città e di bruciarmi la testa. Mi trovo a oltre 2000 mt. Di altitudine e a poche centinaia di km dall'equatore, quindi dovrei evitare di starmene allegramente seduto sulla scalinata della cattedrale sotto il sole, a dire il vero non molto cocente, senza mettere un cappellino. Lezione che pagherò duramente e che difficilmente scorderò...

Arequipa è una piccola cittadina, molto popolata. Ora finalmente posso vedere i veri peruviani, quelli con pelle più scura quasi olivastra, più bassi, con gambe un pochino stortine e le guance puntinate di rosso. Sono bravissimi, cordiali e onesti.

Per tutta la mia permanenza sulle ande, di città in città, questa mia prima impressione verrà confermata e rafforzata.

L'andino non guarderà mai come sei vestito, se hi le scarpe nuove, se hai l'orologio o il telefono nuovo. Egli ha una sua dimensione, tutti si inventano un lavoro: chi pulisce le scarpe, chi vende i cappelli, chi fà il giocoliere quando il semaforo è rosso per racimolare qualche spicciolo, chi vende le cose più inutili. Ma nessuno sarà insistente se tu rifiuterai di comprare qualcosa, nessuno cercherà di imbrogliarti sul resto, nessuno ti raggirerà o cercherà ti farti del male. Chiaramente, un pizzico di prudenza non guasta mai, è una delle prime cose che bisogna portarsi in vacanza insieme al passaporto

  • 16057 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico