Huascaran - Una cima rimasta un sogno

Huascaran... Una cima rimasta un sogno! Testo di Bruno Visca. “Ma fintanto che non veniamo messi alla prova sappiamo poco dell’incontrollabile in noi che ci spinge attraverso ghiacciai, torrenti e su dirupi pericolosi, malgrado il giudizio ce lo proibisca” John ...

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  • di Bruno Visca
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  • Viaggiatori: fino a 6

Huascaran... Una cima rimasta un sogno!

Testo di Bruno Visca.

“Ma fintanto che non veniamo messi alla prova sappiamo poco dell’incontrollabile in noi che ci spinge attraverso ghiacciai, torrenti e su dirupi pericolosi, malgrado il giudizio ce lo proibisca”

John Muir The mountains of California

Beppe mi ha convinto. Devo riconoscere che non ha faticato molto per farmi decidere a partecipare alla spedizione di salita all’Huascaran, 6768 metri., la più alta vetta del Perù situata nella Cordillera Blanca. Così, il quattro di agosto, ci troviamo all’aeroporto Marco Polo di Venezia in partenza per Lima, via New York ed Atlanta. Qui faccio la conoscenza dei miei nuovi compagni di viaggio, Mario e Gabriele con le loro compagne Roberta ed Anna Maria che, con Beppe ed il sottoscritto, completano il gruppo.

Dopo un lungo volo con una sosta di un giorno ad Atlanta, atterriamo alle 4,15 locali del 6 agosto all’aeroporto di Lima, capitale del Perù. Merita spendere qualche parola su questa città che, nonostante sia stata definita da Herman Melville, scrittore statunitense del 1800, “la città più triste della terra”, è in grado di riservare molte piacevoli sorprese. Lima possiede sia lo splendore decadente delle città coloniali che la vitalità pullulante delle città orientali; offre inverni rannuvolati e malinconici ed estati calde e ventilate; presenta quartieri disordinati e poveri, ma anche angoli tranquilli ed eleganti. È situata sulle coste dell’oceano Pacifico, nel mezzo del deserto costiero che caratterizza questa parte della costa del Perù. A causa di un fenomeno meteorologico noto come inversione termica, Lima rimane avvolta da uno strato di nuvole basse per tutto il periodo compreso da maggio ad ottobre e solo durante l’estate il clima diventa più gradevole; le precipitazioni si limitano a qualche pioggerella invernale, insufficiente a spazzare via la polvere del deserto. Fu fondata il 5 gennaio 1535 dal conquistador spagnolo Francisco Pizarro col nome di Ciudad de los Reyes, sulla pianta di un preesistente insediamento indigeno presso la riva del fiume Rimac, da cui sembra derivare l’attuale nome. All’inizio Lima era popolata solamente da un centinaio di conquistadores, ma già nel XVII secolo la popolazione arrivava a circa 25.000 persone, in maggioranza indio, servi e artigiani, oltre a schiavi africani. Ha avuto negli ultimi anni una forte immigrazione incontrollata passando dai 550.000 abitanti degli anni ’60 ai circa 6.000.000 attuali; questo fenomeno ha provocato grandi problemi sociali ed economici come disoccupazione ed emarginazione, relegando la maggior parte degli immigrati (indios andini di origine Incas) a vivere in enormi quartieri periferici, spesso privi di corrente elettrica, acquedotto e pavimentazione stradale, formati da bidonvilles che qui sono chiamate barriadas, mentre le classi alto-borghesi, di origine spagnola, si sono trasferite nei centrali quartieri di Miraflores e di San Isidro.

La visita di Lima comincia dalla centrale Plaza de Armas, posta nel cuore più antico della città, dove si percepisce ancora lo spirito dell’epoca di Pizarro; la piazza è sede del Palazzo del Governo, della Cattedrale e del Palazzo dell’Arcivescovo e, alle 12.45 dei giorni feriali, si può assistere al cambio della guardia effettuato dalle truppe del reggimento degli Ussari, con uniformi da parata rosse e blu. A pochi passi da qui si incontra un altro aspetto della realtà sociale di Lima, il fiorente mercato di contrabbando di Polvos Azules, dove si possono acquistare a prezzi molto vantaggiosi vini del Cile, whisky scozzese, sigarette ed oggetti artigianali. Oltre ai compratori abbondano purtroppo anche i borsaioli, è necessario quindi prestare molta attenzione ai propri oggetti di valore; stessa situazione anche per tutto il centro della città, dove è sconsigliabile avventurarsi di notte da soli. Proseguendo la visita della città, a sei isolati da Plaza de Armas, si trova Plaza San Martin, fulcro del moderno centro. Le due piazze sono collegate dal Jiron de la Union, chiuso al traffico automobilistico e sede dei negozi più eleganti di Lima. Sino agli anni quaranta, le signore che percorrevano questa via senza cappello erano guardate con disapprovazione; oggi la strada è gremita di venditori ambulanti e fast-food. Tra le varie attività vi è una versione andina della tombola, dove i premi sono decisi dai movimenti di un porcellino d’India che corre tra archi di cartone numerato

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