Patagonia, Terra del Fuoco e Falkland: la selvaggia bellezza del sud del mondo

On the road attraverso la Patagonia Cilena fino alla Terra del Fuoco, poi alla scoperta delle Falkland con le jeep e gli aerei della FIGAS

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  • di balzax
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 10
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Il viaggio verso la Patagonia è lungo. Ci vogliono tre voli (Milano-Madrid-Santiago del Cile-Punta Arenas), per un totale di 19 ore di volo, a cui bisogna aggiungere gli scali e i tempi di trasferimento. D’altra parte siamo a 13500 km in linea d’aria dall’Italia, quindi uno dei luoghi del mondo più lontani da noi.

In questa prima parte del viaggio in Patagonia siamo in 4: io, Valeria di Monza, Maddalena di Torino e Luca di Locarno (CH). Più avanti ci raggiungeranno altri 6 viaggiatori, per continuare in Terra del Fuoco e dopo alle Falkland.

14 febbraio: arrivo a Punta Arenas

Arriviamo a Punta Arenas la sera di San Valentino. Niente vento, cosa che per questa regione è abbastanza sorprendente, temperatura 15 °C. Volevamo andare al famoso ristorante “La Luna” in calle O’Higgins, ma non avevamo calcolato il pieno del 14 febbraio. Dobbiamo ripiegare sul ristorante Beagle, poco più avanti, dove per un po’ di ceviche e un piatto di carne con le patatine fritte ci fanno aspettare un’ora e quaranta.

Notiamo subito che lungo le vie della città ci sono un sacco di scritte che ricordano la rivolta popolare iniziata a ottobre dell’anno scorso, per un salario migliore e maggiore uguaglianza sociale. Qualche assembramento si forma ancora ogni tanto: purtroppo abbiamo modo di sperimentarne direttamente le conseguenze. La strada che porta all’appartamento Entre Fronteras dove alloggiamo passa davanti alla caserma della Gendarmeria de Chile. Per un errore di comunicazione i soldati ci fanno passare proprio nel momento in cui arriva a tutta velocità la camionetta blindata che ogni venerdì sera sparge gas urticante per le strade. Un getto violento di gas ci investe in pieno. I soldati si accorgono del guaio e cercano di soccorrerci, ma ormai è troppo tardi. Impossibile tenere aperti gli occhi, che bruciano e lacrimano per mezz’ora. Niente acqua, che favorirebbe la diffusione del gas a contatto con la pelle. Un’esperienza che non auguro a nessuno.

Il primo impatto con il Cile non è stato affatto positivo.

15-17 febbraio: verso Puerto Natales e il parco Torres del Paine lungo la Carretera Austral

Dopo esserci ripresi dalla brutta esperienza della prima serata, riusciamo a dormire abbastanza bene. Al mattino torniamo in aeroporto a ritirare l’auto che abbiamo noleggiato. Abbiamo scelto un’auto normale con bagagliaio ampio, perché non c’è affatto bisogno di un fuoristrada in questa regione, anche se dovremo fare qualche tratto di sterrato.

A Punta Arenas finisce (o inizia, se uno va in direzione sud-nord: questione di punti di vista) la RN 9 o “Carretera Austral”, che collega Santiago del Cile con il sud del paese lungo un percorso di circa 3500 km. E’ una strada un po’ per modo di dire: in realtà il percorso stradale si interrompe in più punti e ci sono numerosi tratti di mare da fare in ferry, uno anche piuttosto lungo.

Da anni il governo cileno ha in progetto di costruire una vera e propria strada che arriva fino all’estremo Sud del paese. La recente scoperta di ingenti giacimenti petroliferi nella regione australe potrebbe finalmente dare un impulso alla realizzazione di questa opera. Oggi il tragitto tutto via terra è possibile solo passando attraverso l’Argentina, percorrendo la Ruta 40 fino a Rio Gallegos sulla costa atlantica e poi rientrando in Cile poco prima della Terra del Fuoco. Se si noleggia una macchina a Santiago, questa opzione risulta poco conveniente a causa degli alti tassi di importazione temporanea del veicolo applicati dalla dogana argentina.

Il termine “Carretera Austral” è riferito specificamente agli ultimi 1700 km del tragitto attuale, che vanno da Chaitèn nella regione di Aysèn (raggiungibile in ferry da Hornopirèn, dopo Puerto Montt, o dall’isola di Chiloè) a Punta Arenas.

Noi facciamo la Carretera Austral in direzione nord, da Punta Arenas verso Torres del Paine. All’uscita da Punta Arenas, lasciate le ultime casette colorate con i giardini fioriti di lupini rosa e lillà, un grande cartello verde ci informa che stiamo per approcciare la “Ruta del fin del mundo”, termine che mette un po’ di inquietudine. Il cartello descrive anche il cosiddetto “Circuito Aonikenk”, lungo il quale si spostavano le antiche tribù nomadi della Patagonia

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