Massimo e Florence in Argentina

Buenos Aires, El Calafate, Perito Moreno, Patagonia, Terra del Fuoco, Salta, Cascate Iguacu

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  • di drmassigreco
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 6
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Quest’anno sempre con l’assistenza di viaggigiovani.it optiamo per un viaggio in Argentina. Come sempre le impressioni del viaggio. Riguardo al lato economico, a causa dell’incertezza politica il peso (moneta locale) è abbastanza svalutato. Cambiamo al nero agli angoli della strada, senza nessun problema di prendere fregature. Sicuramente è un viaggio per carnivori come me e Sandro. La carne argentina ha un sapore e una tenerezza eccezionale. Ovviamente viene cotta alla brace, il cosiddetto asado. I tagli più pregiati sono il Lomo che corrisponde al filetto, il Bife de chorizo che sarebbe l’entrecotte e il Bife argentino. La denominazione Angus è data dal tipo di bovino allevato che è l’Aberdeen Angus. I pascoli della Pampas gli danno un sapore eccezionale. Infine poi, il celebre Asado di Cordero Patagonico, ossia l’agnello arrosto.

20/08/19 BUNEOS AIRES

Arrivati a Buenos Aires in serata, non ci resta che andare a dormire. Ci godiamo soprattutto l’arrivo al Avenida 9 de Julio che è la strada più larga del mondo, con il caratteristico Obelisco illuminato e il Teatro dell’Opera Colòn.

21/08/19 BUENOS AIRES

Dopo colazione, city tour. Graziella, la nostra guida, viene a prenderci con Osvaldo (l’autista), che ci scarrozzerà Per le strade di Buenos Aires, il cui traffico è abbastanza scorrevole anche in virtù della ampiezza delle stesse. Ovviamente la prima destinazione è la La Plaza de Mayo, teatro della vita politica del Paese. Memorabile la protesta delle donne argentine che avevano perduto i loro cari (desaparecidos durante la Guerra Sporca “Guerra Sucia” ai tempi della dittatura militare). La Plaza conforma il centro storico della città, ammiriamo la Cattedrale in stile neoclassico, la Casa di Governo, conosciuta come La Casa Rosada (il cui colore è dovuto al fatto che all’inizio la calce della facciata veniva mescolata al sangue dei bovini macellati, oggi sostituito da colorazioni sintetiche in quanto prima era nettamente maleodorante e letteralmente invasa dalle mosche), laddove si trova il Potere Esecutivo della Repubblica e l'antico Cabildo (Municipio), muto testimone della storia della città. Visitiamo la Cattedrale che fu la diocesi di Papa Bergoglio prima della sua elezione al soglio pontificio. All’interno apprezziamo il Monumento dell’eroe Nazionale Josè de San Martin, fautore dell’indipendenza Argentina, oltreché di quella del Paraguay. La Casa Rosada appare come un grande palazzo, pur senza l’imponenza delle case di governo di altri paesi (uno fra tutto quello Italiano!). Dalla piazza si ha anche la vista sulla cupola del Palazzo del Parlamento. Proseguiamo con il quartiere La Boca, uno dei posti più pittoreschi della città, situato nella zona sud. La sua storia è intimamente legata all'immigrazione italiana e al tango. Camminiamo a piedi per le strade relativamente strette del regno di Maradona: giusto il tempo di osservare dall’esterno lo stadio di calcio del Boca Junior, la Bombonera. Proseguiamo poi in via Caminito, dedicata al fautore dello stile tangueiro, si tratta di una via pedonale dove si potranno apprezzare le tipiche case fatte di legno e materiali di riciclo come il laminato di zinco. È un tripudio di colori, ovviamente predominano il giallo e il blu simboli della celeberrima squadra del Boca Junior. Mi diverto a fare delle foto, ovviamente turistiche, con una ragazza abbigliata da tanguera. La passeggiata continuerà per il nord nel Quartiere Palermo, autentico cuore verde della città. Bellissimi e curatissimi i parchi, disseminati di opere di arte moderna come una statua dello scultore Botero e un’opera d’atre moderna chiamata il Fiore. E’ una scultura meccanizzata che rappresenta un bocciolo stilizzato. Grazie a dei meccanismi fotosensibili si apre e si chiude in funzione della luce solare come un fiore vero. Visitiamo poi l'elegante e grazioso quartiere della Recoleta. Le ville fatte costruire dall’alta società Argentina del secolo scorso sono ad imitazione di quelle di Parigi. Oggi sono sede delle Ambasciate di tutto il mondo. Ritorniamo infine al nostro albergo. Come primo impatto con il cibo argentino gustiamo un ottimo “Choripan”, ossia un panino con la tipica salsiccia locale chiamata chorizo, irrorato da un’ottima salsa detta “chimichurri”. Nel pomeriggio escursione di mezza giornata sul delta del Paranà Questa escursione ci permetterà conoscere la zona nord della città, con i suoi eleganti quartieri sul Corso Libertador: Vicente Lopez, Olivos, Martinez, San Fernando. Arriviamo così al Porto del Tigre, per salire su una confortevole ma tipica nave e percorrere cinque dei fiumi più importanti che fanno parte del Delta del Rio della Plata. Durante la navigazione abbiamo avuto modo di apprezzare la particolare vita degli abitanti delle isole, le loro case, le loro scuole, le loro chiese e i molti "recreos" e club scelti dai “porteños" che godono della natura a pochi passi della città. Il vento soffia forte, ma la navigazione è piacevolissima per il paesaggio del Delta del fiume. Finalmente sfociamo nella Plata. L’estensione è a perdita d’occhio e sembra proprio un mare limaccioso. Al ritorno tappa d’obbligo allo storico Caffè Tortoni. Si tratta del caffè letterario più antico della città. Il bellissimo interno in Art Déco trasuda storia in ogni suo angolo. Un tuffo nel passato nell’atmosfera ovattata della Belle Epoque. Sembra quasi di sentire parlare nel tavolo accanto Luis Borges. Cena ovviamente a base di carne non lontano dall’hotel, al ristorante Santos Manjeras. Qualità della carne eccellente, il tutto alla modica somma di meno di 10 euro a testa. Concludiamo la nostra giornata con una stupenda passeggiata nell’area di Puerto Madero dove facciamo una passeggiata sul Ponte della Muljer, capolavoro di architettura moderna di Santiago Calatrava. Bellissime la purezza e l’eleganza delle sue linee

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