I consigli di viaggio del "Mastro Patagonico"

Intervista a Mauro Olivero, esperto di viaggi in Sudamerica (e non solo)

 

I lavori si fanno per passione, o non si fanno. O, almeno, difficilmente senza passione un lavoro ti viene bene... Mauro Olivero prima di tutto era un appassionato di viaggi, e in particolare di viaggi in Sudamerica e in particolare del particolare in Argentina-Patagonia-Terra del Fuoco-Cile. Poi ha incominciato a distribuire agli amici preziosi consigli di viaggio, in base alla propria esperienza. Successivamente ha deciso di trasformare la propria passione in professione, ed è diventato guida e tour operator. Francamente non so se, per se stesso, abbia fatto bene: trasformare una passione in professione implica sempre un brusco aumento di responsabilità e un conseguente calo di libertà e di godimento, ma da un punto di vista egoistico noi Turisti per Caso ne abbiamo tratto grande giovamento. Infatti abbiamo collaborato con Mauro sia nel viaggio che abbiamo fatto con Francesco Guccini e Giorgio Comaschi a Buenos Aires e poi in Patagonia e Terrra del Fuoco, sia in occasione del Giro sulle tracce di Darwin, assieme a otto gruppi diversi di studenti e docenti di altrettante Università italiane, circumnavigando l'intera America Latina. Poi Mauro ha fatto anche altre esperienze organizzative, arrivando a pianificare e organizzare viaggi in tutto il mondo. Noi abbiamo avuto la fortuna e la responsabilità di creare, nel tempo, la comunità di turisti/viaggiatori forse più numerosa del web, tramite le trasmissioni televisive, la Rivista e soprattutto il sito turistipercaso.it e poi Italiaslowtour. E, purtroppo, ci hanno spesso identificato con i famosi "turisti fai da te", cioè maniaci dell'auto-organizzazione dei viaggi, usando appunto internet. Niente di più falso. Abbiamo sempre detto che ogni viaggio, ogni meta e soprattutto ogni viaggiatore sono una storia a sé: a volta vale la pena di auto-organizzarsi, a volte no. Dipende da mille fattori. E l'esperienza di un tour operator, il filtro di una guida sono spesso indispensabili per non correre rischi e soprattutto per riuscire a percepire qualche cosa di un luogo, di una comunità, di una cultura. A patto, naturalmente, che la guida o il tour operatori sia uno che "ne sa", uno che nei posti c'è stato, che ha delle conoscenze e delle relazioni. Come Mauro, ad esempio.

Patrizio Roversi

I consigli di viaggio di Mauro, mastro patagonico

TPC: Mauro, tu organizzi viaggi in Sudamerica da molto tempo, sei un vero esperto in materia! In particolare oggi vorremmo chiederti qualche consiglio di viaggio per quella che è considerata ancora oggi una "frontiera": la Patagonia! È difficile attraversarla da turisti?

Mauro Olivero: La Patagonia è un'area del mondo giustamente diventata famosa e desiderata; non è difficile visitarla, anzi offre molte sorprese emozionanti; è sempre importante organizzare per tempo e con cura il viaggio, perché prenotare i servizi e gli hotel all’ultimo momento fa perdere molte opportunità. Vorrei anche consigliare, come Mastro Patagonico, di visitare bene le zone prescelte, senza strafare: meglio pochi punti visitati con soddisfazione, che molti di corsa. infine, sappiate che il clima è spesso più favorevole di quanto ci si immagini: il mitico vento patagonico non è poi così frequente.

TPC: Consiglia ai turisti per caso un itinerario ideale!

Mauro: Non è facile dare un itinerario ideale, perché le attrattive sono molte. Qualsiasi viaggio deve includere dal lato argentino El Calafate, che offre diversi punti imperdibili (il ghiacciaio Perito Moreno, le navigazioni sul Lago Argentino, El Chaltèn e persino una foresta pietrificata), la Penìnsula Valdès (molta fauna, dagli armadilli alle balene), la Terra del Fuoco (Ushuaia, la città più a sud di tutto il mondo). Poi ci sono la Ruta 40, che costeggia tutte le Ande argentine e San Carlos de Bariloche. In Cile, il celebre Parque Nacional Torres del Paine, la meravigliosa zona di Aysén e Puerto Montt, con i suoi laghi e vulcani. Infine sono molto consigliabili le bellissime crociere Australis, che uniscono in modo spettacolare le due città estreme della Patagonia, Punta Arenas e Ushuaia, passando per Capo Horn

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