E ora mi eclisso in Cile...

... in un viaggio lungo il Paese

  • di Mara Speedy
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

“Malgrado nel nostro lungo e sottile paese ci separino migliaia di chilometri, la somiglianza tra noi è forte; siamo accomunati dalla lingua e tradizioni simili”, così si esprimeva Isabel Allende parlando dei propri compatrioti e questo è vero anche per gli abitanti della lontana Isola di Pasqua, prima tappa del nostro viaggio in terra cilena.

Partiamo da Milano Malpensa il 09.11.2012 alle ore 19.10 con Iberia (2060 euro + 60 di assicurazione, i prezzi se non altrimenti indicati si intendono per due persone), con scalo a Madrid dove arriviamo alle 21.20. Ripartiamo poco dopo la mezzanotte per arrivare a Santiago alle 07.50 del 10.11.

Al nostro arrivo, la prima cosa che dobbiamo fare, è prenotare il biglietto da Santiago a San Pedro Atacama con TurBus. Infatti dall’Italia non eravamo riuscite, perché richiedevano che la carta di credito fosse stata emessa in Cile. Quindi una volta raggiunto il livello 1 dell’aeroporto, ci dirigiamo verso l’ufficio di TurBus (www.turbus.cl): momento di sbigottimento, l’ufficio è chiuso sia di sabato che di domenica, quindi dobbiamo sperare di trovare ancora biglietti quando torneremo dall’Isola di Pasqua. Un po’ preoccupate, decidiamo comunque di non farci scoraggiare e ci dirigiamo al deposito bagagli. Dato che il nostro volo per l’Isola tanto famosa per le teste scolpite nella roccia, parte solo in serata, decidiamo di lasciare le valigie in aeroporto (custodia per una piccola 4 euro e per una media 8 euro), per poter raggiungere il centro e muoverci in libertà.

Appena fuori dall’aeroporto prendiamo il bus Centropuerto che copre proprio la tratta fino al centro città (ogni 10 minuti, 2,6 euro biglietto di sola andata e 4 euro andata e ritorno); scendiamo alla fermata della metropolitana L1 rossa di Los Heroes (www.metrosantiago.cl, il prezzo è massimo di 1 euro a secondo che l’orario sia di punta o meno), prendiamo quindi il treno in direzione Los Dominicos e in circa 10 minuti raggiungiamo la fermata di Baquedano.

Una volta tornate in superficie, oltrepassiamo la moderna piazza e quindi il ponte che attraversa il Río Mapocho, il fiume dalle acque non proprio limpide che percorre da est a ovest la città. Percorriamo la via Pio Nono e raggiungiamo il Teleferico, che purtroppo non funziona da qualche tempo. Nonostante questa sorpresa, iniziamo sotto il sole cocente, la salita al Cerro San Cristobal, alto 869 m, che è conosciuto anche come Parque Metropolitano. Subito ci imbattiamo nella flora e fauna locali, fiori coloratissimi e animali di… cartone! Infatti, sono solo la pubblicità del Jardin Zoológico che costeggeremo per un breve tratto, durante la nostra scalata verso il Santuario Inmaculada Conceptión, dove sorge la statua della Vergine Maria, alta 14 m. Arriviamo finalmente in vetta e possiamo ammirare il panorama sulla città e delle Ande maestose davanti a noi; ci riposiamo un attimo all’ombra e munite di gelato affrontiamo la discesa sempre sullo sterrato.

Ritorniamo verso Baquedano, ma questa volta attraversiamo il Patio Bellavista, che è proprio lungo Pio Nono ed è una sorta di quartiere nel quartiere pieno di colori, negozietti e localini. Riprendiamo la metropolitana in direzione San Pablo, raggiungendo la fermata di La Moneda.

Il Palacio de La Moneda occupa un intero isolato ed è la residenza ufficiale del presidente cileno. Costruito in stile neoclassico alla fine del ‘700 da un italiano, allo scopo di ospitare la zecca nazionale, è tristemente noto per le immagini del golpe contro Allende del 1973

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