Patagonia: "IL" viaggio

Da Buenos Aires a Ushuaia, percorrendo in bus la pampa, chilometro per chilometro. Tre settimane indimenticabili tra Argentina e Cile

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  • di ludiaman
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

PUERTO MADRYN e LA PENISOLA VALDEZ

E' così che siamo arrivati a Puerto Williams, tranquilla cittadina che è base obbligata per visitare la penisola Valdez, e non solo. Turistica ma in modo gradevole (tanti turisti zaino in spalla, molti francesi e tedeschi), con un bel museo oceanografico per introdursi all'ambiente, un ufficio del turismo organizzatissimo, e un piacevole lungo mare dal quale - se siete fortunati come lo siamo stati noi - potete già scorgere in lontananza la coda di una balena che "saluta".

Abbiamo noleggiato un macchina, e di prima mattina ci siamo presentati all'ufficio del turismo per sapere tutto sulle balene, dato che era la stagione giusta per vederle. Ci hanno dato alcune spiegazioni, hanno consigliato di partire subito perché il mare quel giorno era perfetto e il meteo prometteva bene, e così ci siamo diretti verso Puerto Piramides, punto di partenza delle escursioni in barca. Andarci in macchina ha i suoi vantaggi: si attraversa la pampa, ci si può fermare a fotografare i guanachi (animali simili ai lama) che attraversano la strada, si può deviare negli sterrati della penisola Valdez, godersi questo paesaggio sempre uguale ma così sconfinato da togliere il fiato... Faceva anche caldo, più di 30°C, che pare fosse un po' troppo per fine ottobre...

Puerto Piramides non è altro che un gruppo di quattro case che vivono sul whale-watching. Abbiamo scelto, come consigliatoci dalla guida, una delle escursioni che ti portano in acqua sugli Zodiac, grandi gommoni che ospitano una ventina di persone e da cui si possono vedere le balene a distanze davvero ravvicinate. Se non fosse vietato, verrebbe voglia di allungare una mano e accarezzarle. Ma si rimane semplicemente col fiato sospeso, a vedere la maestosità di questi animali, le mamme che compiono le loro evoluzioni e i cuccioli che si avvicinano a curiosare le barche. Le guide poi sono molto competenti, e riuscivano con mezzo minuto di anticipo a prevedere dove le balene sarebbero riemerse e dove avrebbero saltato, permettendoci così di orientare lo sguardo... e gli obiettivi.

Il giorno successivo la gita è stata a Gaiman e a Punta Tombo, dove vive un'enorme colonia di pinguini. A Gaiman siamo arrivati troppo presto: il paese, come insegna Chatwin, è in sostanza una colonia gallese, e pur non avendo mete turistiche particolari vale la pena visitarlo almeno per vivere l'atmosfera di una casa da tè. Inoltre c'è il "Parque el desafìo", che avevamo visto in televisione proprio su Turisti per caso, e che ci aveva colpito per via del geniale ometto che l'aveva messo in piedi, creando monumenti fatti con lattine, sculture di materiali di scarto, eccetera. Purtroppo, per il parco era giorno di chiusura, e ce lo siamo perso. Per la casa da tè, non avevamo pensato che ovviamente aprono tutte verso le cinque! Quindi, siamo partiti di corsa per andare a vedere i pinguini di Punta Tombo, riservandoci di tornare dopo a far merenda.

Vedere un pinguino che ti attraversa la strada, con tanto di guardaparco che fa il vigile urbano e ferma i turisti per lasciarlo passare, è un'esperienza originale: buffo, simpatico e affascinante... Pinguini ovunque, che non scappavano anche perché erano impegnati nella cova. Meravigliosi.

E poi, giunta finalmente l'ora del tè, eccoci di nuovo a Gaiman. Per un prezzo a prima vista alto, si ordina una semplice tazza di tè, ma ecco che con la teiera arriva un enorme piatto di dolci, e poi pane, burro, formaggio e marmellata. Il tutto in una casa che più british non si potrebbe pensare, contornati di vecchie foto e cimeli da solaio, a testimonianza della vita che facevano i coloni gallesi in un tempo non così lontano

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