USA South West: Arizona, New Mexico, Texas

Alla scoperta delle terre di confine, dagli aridi deserti meridionali ai maestosi parchi rocciosi, fra Pueblo ancestrali, nativi americani e popolazioni ispaniche

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  • di Isa&Titti
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro

Here we are again! Back in the USA, la nostra grande passione. Nel 2015 i Parchi della West Coast. Nel 2017 Yellowstone e Real America. E nel 2019? Neanche il tempo di disfare le valigie del viaggio precedente e, Lonely Planet alla mano, iniziamo a studiare un nuovo itinerario. La East Coast? Grandi metropoli ma poca natura. La caraibica Florida con le sue Keys? Ma agosto è stagione di uragani. E poi chissà che umidità e quante zanzare alle Everglades! E perché non la mitica Route 66? Questa sì che ci ispira! Però, accidenti, quanto costa un volo con arrivo a Chicago e ripartenza da Los Angeles! Per non parlare del noleggio auto con drop-off. E se circoscrivessimo il viaggio alla parte più interessante della Route 66, quella meglio conservata e più ricca di attrazioni? Dovrebbe essere quella che attraversa Arizona, New Mexico e Texas. Se ci aggiungiamo i parchi e le città circostanti dovrebbe venir fuori un viaggetto niente male.

Vediamo un po', partendo da Phoenix con un itinerario circolare si potrebbe fare: Phoenix – Saguaro – Tucson – Tombstone – Chiricahua – Gila Cliff Dwellings – Las Cruces – El Paso – White Sands – Carlsbad Caverns – Lincoln – Roswell – Amarillo – Tucumcari – Santa Rosa – Santa Fe – Taos Pueblo – Abiquiu – Bandelier – Kasha-Katuwe – Albuquerque – Very Large Array – El Malpais – Acoma Pueblo – Gallup – Canyon de Chelly – Petrified Forest & Painted Desert – Holbrook – Winslow – Meteor Crater – Flagstaff – Williams – Grand Canyon – Sedona – Montezuma Castle – Phoenix. 18 giorni, quasi 6200 km. Tanta roba davvero. Ce la faremo? Vediamo.

7 agosto: Venezia – Phoenix

Il volo quest'anno è stato un po' un calvario. Già dalla prenotazione a gennaio sono iniziati i guai. Avevamo adocchiato un volo Venezia-Londra-Phoenix con la conveniente e ormai super collaudata British Airways, ma allettati dall'offerta volo+hotel abbiamo prenotato tramite Expedia anziché direttamente dal sito della compagnia. E come spesso insegnano, "intermediario" uguale "fregatura". Infatti grazie alla poca trasparenza del sito di Expedia ci siamo trovati prenotata una tariffa Basic Economy invece della Standard, vanificando di fatto l’apparente convenienza. Questa non ci voleva, non possiamo fare un viaggio di tre settimane con il solo bagaglio a mano! Telefoniamo subito a Expedia e dietro minaccia di cancellare la prenotazione otteniamo il rimborso del costo dei bagagli che avremmo dovuto acquistare da British. In 48 ore per fortuna riceviamo l'accredito e il problema è risolto. Voto 4 per la poca trasparenza del sito di Expedia, voto 9 per l'assistenza clienti. Sta di fatto che la prossima volta eviteremo gli intermediari…

Quindi si parte? Non è ancora detta l’ultima. Dobbiamo fare scalo a Londra dove purtroppo è previsto uno sciopero del personale aeroportuale, che iella… Non ci resta che incrociare le dita e prepararci al peggio. Ma siamo fortunati, lo sciopero è revocato in extremis, l'abbiamo scampata bella! Sicuri?? Arriviamo a Londra e notiamo sui tabelloni delle partenze una sfilza di CANCELED, CANCELED, CANCELED… Mah, che strano. Però il nostro volo pare in orario. Sììì… come no! Guasto ai sistemi informatici, tutti i voli in ritardo, cioè, quelli che non sono stati cancellati. E sentite questa: il nostro aereo deve aspettare uno dei membri dell'equipaggio che si trova su un altro volo proveniente da Manchester e ovviamente in ritardo anche quello! Ma dico io, personale di riserva no? Stiamo parlando di British Airways, mica di una low cost qualunque! Alla fine partiremo con 4 ore di ritardo e saremo costretti anche a telefonare all'autonoleggio negli USA per assicurarci che ci tengano l'auto. Per fortuna la gentilissima Alamo ci tranquillizza, guadagnando subito dei punti e facendoci un po' dimenticare il costo esorbitante della chiamata intercontinentale

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