Da San Francisco a Las Vegas: parchi del West USA

Itinerario in auto attraverso le meraviglie naturali di California, Utah e Nevada, preceduto da quattro giorni alla scoperta di san Francisco.

  • di babisa
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Questo è il secondo viaggio che facciamo nel west USA. La prima volta che ci siamo stati, nel 2003, abbiamo dovuto rinunciare a vedere diverse cose, un po’ per mancanza di tempo, un po’ perché dovendo forzatamente fare una scelta tra i posti da visitare, abbiamo scelto quelli più famosi. Già allora, però, avevamo in mente di ritornare per riempire i vuoti del nostro precedente itinerario, e quest’anno abbiamo deciso di partire.

10/08/2010

Atterriamo alle 21.30 a San Francisco dopo un volo piuttosto scomodo con la US Airways (mai più! posti stretti e scomodi, e aereo vecchio). Prendiamo la metropolitana, (la BART, Bay Area Rapid Transit), fino alla fermata di Powell Street a pochi passi dal nostro hotel, il Parc 55 Windham che abbiamo prenotato dall’Italia. Questo è stato uno dei due alloggi che abbiamo riservato in anticipo, assieme al Furnace Creek Resort nella Death Valley. In generale, secondo la nostra esperienza non c’è bisogno di prenotare in anticipo i pernottamenti, a meno che non si voglia essere certi di alloggiare all’interno dei parchi, com’è stato per noi nella Death Valley: ci sono un’infinità di motel disponibili, e in questo modo si può decidere di cambiare itinerario in qualsiasi momento, senza avere l’obbligo di arrivare nel tal posto perché si è già prenotato, e magari pagato, l’albergo.

11/08/2010

Iniziamo la prima giornata a San Francisco con un caffè e dei dolcissimi bignè in un bar cinese vicino a Powell St. Station. Un giro sul cable car è d’obbligo, quindi ci mettiamo pazientemente in fila per comprare l’abbonamento di tre giorni valido per tutti i mezzi pubblici. Con i biglietti in mano ci attenderebbe un’altra chilometrica coda per salire sul cable car partendo dal capolinea, perciò ci spostiamo alla fermata di Union Square dove riusciamo a salire, o meglio ad aggrapparci ai sostegni, e percorriamo tutto il tragitto fino all’altro capolinea a Fisherman’s Warf sfiorando le auto che procedono parallele alle rotaie e quelle parcheggiate a bordo strada. Scendiamo a piedi fino al Pier 45, dove scattiamo molte foto all’isola di Alcatraz e vediamo un tizio che sta nuotando nelle gelide e inquinate acque della baia. Attraversiamo il Fisherman’s Warf tra bancarelle e spettacoli di strada fino ad arrivare al Pier 39, dove ci fermiamo per un po’ ad osservare la nutrita colonia di leoni marini che 20 anni fa ha scelto di venire a vivere qui. Sono davvero tanti e puzzano parecchio. Pranziamo in una bancarella dell’Embarcadero con clam chowder – zuppa di granchio servita in una pagnotta - e polpa di granchio, e dopo un dessert a base di ottime, enormi (e costose) ciliege biologiche, ci dirigiamo verso Telegraph Hill per visitare la Coit Tower. Anziché prendere l’autobus che arriva in cima alla collina, decidiamo di fare i Greenwich Steps, 420 gradini che portano fino ai piedi della torre. Lungo questa ripida scalinata ci sono molte belle case. Dopo aver ammirato i murales all’interno della Coit Tower, saliamo in ascensore fino in cima, da dove si gode una bella vista sulla città. Peccato che il tempo non sia dei migliori, e tale resterà anche per i seguenti 4 giorni: il Golden Gate è sempre rimasto avvolto nella nebbia. Scendiamo e proseguiamo a piedi lungo Lombard Street per arrivare fino al famoso tratto pieno di curve, tanto fotografato e filmato. E’ incredibilmente affollata e bisogna farsi largo tra la gente per poter scattare qualche foto, che inevitabilmente conterrà decine di turisti. Dopo aver tentato inutilmente di tornare in Union Square con il cable car, prendiamo un autobus e rientriamo in albergo. Andiamo a cena al Old Siam Thai Restaurant, dove gustiamo un ottimo curry thailandese molto piccante

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