Panama e Costarica inseguendo il sole

Natale e Capodanno al Caribe

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  • di Fabio Pinelli
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Per compensare lo scorso gelido Natale nella Big Apple, quest’anno si vola al caldo del Caribe. Il nostro radar globale individua Panama City come hub d’ingresso e uscita più economico. Voliamo con AirEuropa, da Venezia con breve scalo a Madrid, prenotando il volo circa due mesi prima per circa €1000 a testa. Mesi che ci servono a definire l’itinerario, che poi rimoduleremo in corso a causa di eventi che definirei metereopatici.

La tentazione iniziale era di suddividere i 15 giorni di viaggio equamente tra Panama e Costarica ma presto ci rendiamo conto che conviene dedicare più tempo a Panama pur essendo meno hot destination rispetto al vicino Costarica, dove comunque siamo decisi a mettere piede almeno qualche giorno per cui fissiamo la costa caraibica costaricense, ed in particolare la cittadina di Puerto Viejo, come la metà più a nord che raggiungeremo. Passando per Boquete, piccola località immersa nel Chiriquì la regione degli altipiani panameñi e per l’arcipelago di Bocas del Toro. Rinunciamo a malincuore alle isole San Blas. In realtà, non sarà così … per fortuna.

DAY0 – DOM 22/12/19

Partiamo domenica 22 dicembre alle 10.30 da Venezia ed arriviamo a Panama City alle 21 circa. Prima di lasciare l’aeroporto, come di consueto, acquisto alla modica cifra di $30 una SIM card locale (valida anche in Costarica) per avere a disposizione la rete dati. Altri $30 si volatilizzano per raggiungere in taxi il centro città. Col senno di poi, conveniva un Uber a metà prezzo. $60 evaporati in un secondo, ci fanno rendere subito conto che non siamo in Asia come tenore di vita.

Alloggiamo al Selina Casco Viejo Hostel in una stanza minuscola. La stanchezza ci trattiene dal salire al frequentatissimo roof-bar con piscina dell’ostello e ci addormentiamo bellamente.

DAY1 - LUN 23/12/19 – PANAMA CITY

La sveglia suona presto: usciamo alle 7 e con un Uber raggiungiamo in venti minuti i Miraflores Locks dove il passaggio delle prime navi di giornata è previsto alle 8. L’ingresso costa $20 ed è comprensivo di visita al museo del Canale. Saliamo alla terrazza panoramica del terzo piano e vediamo l’attraversamento delle chiuse di un paio di navi in rotta dal Pacifico verso l’Atlantico: ogni nave impiega circa un’ora per percorrere le tre chiuse di Miraflores.

Rimaniamo in visita due ore e mezza durante le quali facciamo anche colazione al bar, poi con un altro Uber ci facciamo portare all’Albrook Bus Terminal dove compriamo i biglietti del night bus per David ($18). Sbrigata questa formalità, un altro Uber ci conduce velocemente al Parque Natural Metropolitano (ingresso $4), una piccola foresta tropicale nel cuore di Panama City, dove ci immergiamo nella natura aguzzando il più possibile la vista alla ricerca degli animali selvatici che la popolano. Scorgere le creature non è semplice come potrebbe sembrare dai racconti che si leggono, noi avvistiamo qualche roditore (scusate ma non ho ancora capito come si chiamano), un bradipo e scimmie che più farsi vedere si fanno sentire. Il sogno di vedere un bel tucano non si realizza, e non si realizzerà nemmeno in seguito (L). Seguiamo il sentiero fino ad Ancon Hill dalla cui sommità si gode di un’ampia visuale a 360 gradi sulla città. Il clima cambia improvvisamente iniziando a piovere a dirotto per almeno mezz’ora. Troviamo parzialmente riparo grazie alla fitta vegetazione.

Usciti dal parco, sono ormai le 13.30 quindi la fame si fa davvero sentire: chiamiamo l’ennesimo Uber e ci facciamo lasciare al Mercado do Mariscos dove scegliamo a caso uno tra i settordicimilacinquecentocinquantasette ristoranti all’aperto. Assaggiamo, da contratto, la ceviche, buona anche se molto cipollata e abbondanti porzioni di riso con gamberi e frutti di mare. Il tutto annaffiato da fresche birrette Balboa. Rifocillati e con la panza piena, smaltiamo passeggiando sotto il sole cocente lungo il Mirador del Pacifico (bella vista sui grattacieli) proseguendo poi verso il quartiere popolare di Calidonia, da dove superata la stazione 5 de Mayo, comincia la parte più caratteristica di Avenida Central, che come dice il nome stesso è l’arteria centrale che attraversa tutta la città fino al Casco Viejo

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