Panama, perché no?

Prima di iniziare devo fare un ringraziamento a Paola che mi ha consigliato 1 itinerario molto interessante (Paola ha scritto in turisti per caso il suo racconto di viaggio). Ogni anno da 3 anni io e il mio ragazzo Miguel, non ci facciamo mancare le vacanze invernali in paesi dove il clima è sicuramente più caldo che da noi, il primo viaggio è...
Scritto da: Francesca Miatto
panama, perché no?
Partenza il: 31/12/2003
Ritorno il: 16/01/2004
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 1000 €
Prima di iniziare devo fare un ringraziamento a Paola che mi ha consigliato 1 itinerario molto interessante (Paola ha scritto in turisti per caso il suo racconto di viaggio). Ogni anno da 3 anni io e il mio ragazzo Miguel, non ci facciamo mancare le vacanze invernali in paesi dove il clima è sicuramente più caldo che da noi, il primo viaggio è stato il Costa Rica, seguito dalle Mauritius per arrivare a Panama. A entrambi il centro America affascina molto. Quest’anno proprio non sapevamo dove andare, l’importante era scegliere una destinazione non troppo turistica e allora abbiamo pensato a Panama. Devo dire che è stato difficile recuperare informazioni o tramite internet o attraverso le guide, l’unica è la Lonely Planet scritta in Inglese. Le maggiori informazioni le ho trovate proprio su TURISTI PER CASO grazie a Paola. Inizio: partenza il 31/12 da Milano, arrivo a Londra, scalo con destinazione Miami e poi Panama city arrivo alle 2 della mattina del primo gennaio dopo 14 ore di volo per un totale con gli scali di 20 ore di viaggio. Arrivati a Panama abbiamo alloggiato al Marriot un hotel molto bello ma non del tutto economico ma dopo un viaggio così lungo e considerando il fatto che era la notte dell’ultimo dell’anno era meritato.

Il mattino seguente abbiamo visitato in canale di Panama dalla chiusa Miraflores, dicono che ci sia una vista migliore. Poi da qui siamo andati sempre in taxi alla riserva di Gamboa dove prendendo una teleferica si può ammirare il lago di Gatun. C’è un bellissimo albergo immerso nella natura dove vivono tartarughe d’acqua dolce, coccodrilli, uccelli, farfalle.

Sempre con lo stesso taxi che fungeva anche da guida abbiamo ammirato il casco Vejo con le rovine che lo caratterizzano e il ponte di Las Americas (il ponte delle 2 Americhe). Panama city è una città molto bella che merita di essere visitata ma 2 giorni possono bastare. Dopo aver girato in lungo e in largo la città abbiamo preso un aereo (se si può definire così) ad eliche capacità 20 persone che dopo una trentina di minuti ci ha catapultato in delle isole paradisiache chiamate San Blas. Siamo atterrati al Povenir e poi in 10 minuti di barca abbiamo raggiunto la nostra isola che si chiama Nalunega, dove si può alloggiare nell’hotel San Blas. Trattasi di capanne talvolta con il pavimento in legno e altre con il fondo di sabbia, bagni rigorosamente in comune, ma la bellezza del posto ti fa dimenticare la mancanza di comodità. In questa comarca (provincia) come la chiamano loro, indipendente da Panama, vivono un gruppo numeroso di indigeni, i Kuna disseminati nelle 365 isole. E’ una popolazione eccezionale che vive seguendo le tradizioni di un tempo. Le donne di giorno cuciono i Molas (delle stoffe ricamate), fanno da mangiare e vanno a raccogliere l’acqua (nelle isole non c’è acqua potabile e nemmeno la corrente elettrica) mentre l’uomo secondo me non fa proprio niente a parte pescare e parlare. Quindi l’unico sostentamente di questo popolo è il mare e i pochi turisti che ci arrivano. Qui non esistono alberghi gestiti da persone che non siano native di questi posti, per fortuna! Le donne Kuna pretendono 1 dollaro per le foto che le vengono fatte, è l’unica fonte di guadagno oltre alla vendita dei Molas. Con questi soldi mi hanno spiegato vengono comprate le medicine, per il resto vivono di quello che gli offre la natura. Vorrei fare un appello alle persone che mai decidessero di visitare queste isole, portate magliette, pantaloni e qualsiasi altra cosa da vestire che magari voi non usate sia per i bambini ma anche per gli adulti, ne hanno veramente bisogno.

Tornando al racconto, la mattina dopo 1 ora di navigazione circa da Nalunega si arrivava in delle isole fantastiche tipo l’isola del Perro, Cicimé, mare azzurro, spiagge bianche contornate da palme, dove gli unici abitanti sono 2 famiglie di Kuna e noi dell’hotel.

La nostra permanenza alle San Blas è stata di 3 giorni, dopo di che abbiamo ripreso l’aereo destinazione aeroporto di Albrok per poi giungere in 60 minuti di volo a l’isola di Bocas del Toro altra destinazione di mare. A Bocas vengono organizzati molti tour in barca che ti portano a vedere i posti più belli e dove si può praticare lo snorkeling, io ho visto la Baia dei delfini e Red Frog una spiaggia che per raggiungerla è necessario attreversare un tratto di foresta tropicale dove vive la rana rossa un animaletto grande come l’unghia di una mano. Qui il mare assume un colore con tonalità verdi visto che sono presenti le mangrovie, ho imparato una cosa importante mangrovie e = moschitos, i repellenti non servono praticamente a niente! Purtroppo anche se la stagione delle piogge in teoria era finita, pioveva praticamente tutti i giorni e quindi abbiamo dovuto cambiare destinazione e dal mare siamo andati in montagna. Abbiamo preso una barca che ci ha portato ad Almirante sulla terra ferma, da qui un taxi ci ha portato alla fermata del bus e dopo 4 ore di strada siamo arrivati a David dove abbiamo preso un taxi con destinazione Boquette. Il clima è molto diverso rispetto alle isole, è molto simile alle nostre montagne d’estate, infatti ti trovi a 1000 metri di altitudine. Boquette è famosa per il trekking che si può praticare praticamente ovunque e per il suo vulcano oltre che per le pozze di acqua calda di Caldera. La nostra permanenza qui è stata di 2 giorni che ci sono serviti per rigenerarci e per mangiare delle deliziose bistecche di carne. Dopo la montagna il mare, abbiamo raggiunto così il golfo di Boca Brava ed in particolare l’isola di Boca Chica dove c’è un albergo gestito da uno strano tipo tedesco credo biologo. Gli animali di certo non mancano scimmie urlatrici ma anche serpenti e ragni enormi, è per quello che ci siamo fermati solo una notte. Ultima destinazione Playa Blanca a 2 ore dalla capitale Panama. E’ una zona prettamente turistica con villaggi turistici e alberghi super attrezzati, la sabbia è ovviamente bianca ma il mare non è dei più belli o comunque niente a che vedere con i caraibi. E purtroppo la data del rientro in Italia è arrivata inesorabile. Di Panama ricordo la gentilezza della gente, le isole San Blas con i suoi abitanti unici (in particolare Ilidio e Riccardo), la guida di Boquette Feliciano Gonzalez, il nostro taxi preferito Amador, la naturalezza la flora e la fauna come dicono loro CHE TE VADA BIEN! Grazie Panama e Miguel.



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