Da Ravaren a Pamplona a fam questa e pò bona

in camper in compagnia verso pamplona per assistere alla corsa coi tori passando per la duna di pilat e barcellona, un viaggio che ci riserverà molte sorprese.

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  • di Fabio Malaguti
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Secondo indelebile ricordo è l'incontro con Carlos. Conosciuto nel mezzo della bolgia di un bar, fra le vie che formano l'encierro, non so come, non parla italiano, ma ci ritroviamo a casa sua a mangiar salame e bere cerveza: un mito!

Martedì: strade fetide

La festa di San Firmino dura una settimana e la gente gira ininterrottamente giorno e notte sporcando tantissimo, anzi il giorno peggiore è proprio il ciupinazo perchè, essendo tutto concesso come a un carnevale, si lanciano di tutto (uova, birra, vino, sangria, caffè...) e nonostante gli operatori ecologici passano ogni notte con l'idrante, il fetore impregna costantemente tutte le strade.

Mercoledì: l'encierro

Abbiamo passato tutta la notte in giro, manca ancora qualche ora all'inizio della corsa, percorriamo via santo domingo per raggiungere il punto di partenza dell'encierro, vogliamo vedere l'arrivo dei tori, ma sono già nel recinto e il cancello troppo alto non lascia vedere nulla. Riordiniamo le idee: Pamplona si trova in collina, quindi, oltre al fatto che la strade sono bagnate, viscide e fetide, sono anche in salita! Decidiamo di guardare la corsa comodamente dall'alto al di fuori del recinto in una strada sopraelevata rispetto il punto di partenza. Fa un freddo inaspettato più passa il tempo più gente arriva e ci si scalda gli uni vicino agli altri, una ragazza inglese al mio fianco mi concede un pezzo del suo sacco a pelo. L'attesa e il freddo vengono ripagati perchè siamo proprio in prima fila e vediamo benissimo anche se tutto avviene in pochi attimi giusto il tempo di fare tre foto. Il momento più interessante è la preghiera a san firmino che viene recitata tre volte prima dell'inizio della corsa dai partecipanti che tengono il foglio arrotolato in mano. I corridori più esperti si sdraiano a terra perpendicolarmente rispetto il percorso dei tori in modo da venire scavalcati durante la corsa (dicono sia la cosa più sicura), altri si fermano di lato e si lasciano superare, ma i più coraggiosi devono riuscire a toccare la testa o le corna. Gli altri, quelli che ci vanno per curiosità rischiano di scivolare e farsi calpestare, non dai tori, ma dalla massa di gente. Appena terminata la corsa si riversano entro l'encierro una serie di giornalisti e televisioni a intervistare i corridores. Io l'indomani compro tutti e due i giornali e in una foto riusciamo a riconoscere le nostre teste prese di spalle. L'encierro è stato troppo rapido, abbiamo preso troppo freddo e tutto a gratis, così decidiamo di andare alla Plaza de Toros investire un po' di denaro ed assistere alla nostra prima corrida. Nessuno di noi aveva mai visto una corrida, eravamo tutti un po' titubanti, ma alla fine lo spettacolo ci è piaciuto eccome. Lo so, avevo notizia di ciò che fanno ai tori prima della corrida ed effettivamente avevo un atteggiamento sfavorevole, la corrida è uno spettacolo cruento probabilmente destinato a scomparire, però mi è piaciuto e ci tornerei.

Giovedì: sosta a Barcellona sulla via del ritorno

Pamplona è una bellissima città che vale la pena visitare anche al di fuori della festa di san fermin (fra l'altro candidata capitale europea della cultura 2016). Partiamo alla volta di Barcellona e durante il viaggio apprendiamo dalla radio la morte di un ragazzo di 26 anni avvenuta durante l'encierro appena poche ore prima. A Barcellona il tempo si fa sempre più cupo e infatti comincia a piovere. Troviamo subito posto in campeggio. Passiamo gli ultimi due giorni in giro per le ramblas e parco guellI colori della fiesta sono solo un ricordo, anche se non ho mai letto il libro di Hemingway so ugualmente di cosa parla.

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