Retrospettiva di un Capodanno a Palermo

Sicilia bedda

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  • di SilviaMan
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Pare ci sia uno stato d’animo particolare e speciale che accomuna tutti quelli che hanno visitato l’Africa anche solo una volta nella vita, una sorta di sindrome che si traduce in un senso di appartenenza, di richiamo ancestrale, di attaccamento, di scoperta delle origini: è il mal d’Africa, uno stato dell’anima più che mentale, una struggente nostalgia, un’incolmabile malinconia da cui dicono non puoi liberarti se non prendendo il primo aereo e ritornando in quelle terre,che seppure lontane e diverse dalla tua realtà, ti fanno sentire a casa. Premesso che spero tanto di poter provare nella vita il mal d’Africa, perché da sempre l’Africa rappresenta per me il viaggio della vita; e pur essendo ben convinta che il mal d’Africa sia un sentimento davvero unico e singolare, credo anche che,in generale, qualsiasi posto che si ha la fortuna di vedere, scoprire, respirare ci lasci dentro qualcosa , riesca a cambiarci ed ad arricchirci, a riempirci di bellezza e meraviglia, e magari a farci scoprire delle cose di noi stessi; e il distacco crea sempre un senso di dispiacere, di vuoto, di malinconica e romantica nostalgia. È questo che ho pensato, o meglio che ho sentito l’altro giorno quando mi sono svegliata: ho aperto gli occhi e l’ho sentito: il “mal di Sicilia”.

Anche la Sicilia è una terra dal forte carattere ancestrale, culla di civiltà e culture millenarie; terra di passione e amore, che sa di mare, di lava, di essenza agrumosa. La sua bellezza è così potente che in un certo senso quasi ti ferisce; il suo ventre è ampio e pieno di vita, ti accoglie e ti protegge: è come una Grande Madre, una divinità primordiale, mediatrice tra l’umano e il divino, che dà e sostiene la vita, che a lei ritorna per rinascere continuamente; e al contempo ha la sensualità di un’amante passionale, sanguigna, vendicativa , un’Afrodite bellissima e capricciosa come tutte le divinità, come tutte le belle donne; e la sua voce ha una forza misteriosa, è un richiamo a cui non si può resistere, come la malia del canto delle sirene e il suo potere di seduzione e di fascinazione. E una volta che ci arrivi capisci anche perché tanti popoli,nei secoli, l’anno conquistata.

In Sicilia per la prima volta ci sono stata da ragazzina, in gita scolastica;e sebbene allora fosse tutto dettato dalla distrazione tipica dell’adolescenza e dall'euforia di essere per la prima volta lontani da casa senza genitori, la Sicilia mi si è impressa negli occhi e nel cuore. Per questo quando per Capodanno abbiamo pensato di sottrarci allo stress di ennesime abbuffate luculliane e di comitive indecise sul da farsi, con mille idee tutte ben confuse, e abbiamo pensato di partire , non abbiamo avuto dubbi sulla meta: Palermo (a maggior ragione poi che Vito non era mai stato in Sicilia e questa mancanza andava assolutamente colmata).

Così il 30 dicembre ci siamo messi in macchina: direzione Villa San Giovanni, imbarco per Messina e poi due ore di autostrada da Messina a Palermo. Durata totale del viaggio 7 ore e 9 minuti. Ovviamente tutti non hanno fatto altro che dirci che sarebbe stato un massacro, che avremmo fatto prima con l’aereo; ma viaggiare nei periodi festivi può diventare economicamente insostenibile e poi forse gli altri non hanno una driver come la mia amica Roberta, che è fortissima al volante e nella vita in generale.

È stato bello trovare per strada la neve; è stato bello riconoscere nel buio all'improvviso il mare;è stato bello arrivare a Villa San Giovanni e vedere la Sicilia tutta illuminata; è stato bello vedere Vito emozionarsi quando siamo saliti sul traghetto.

E anche l’arrivo non proprio felice,a causa della casa in cui avremmo dovuto alloggiare che non aveva climatizzatori funzionanti, né stufette di emergenza, né tanto meno materassi comodi, oltre che un livello igienico un po’ discutibile e un’improvvisa perdita di acqua con conseguente allagamento, si è risolto poi il giorno dopo in un senso di meraviglioso stupore,quando l’agenzia ci ha trovato un’altra sistemazione, spostandoci in una casa enorme e luminosa,con un mega terrazzo, proprio nel cuore del centro storico( e proprio sul mega terrazzo, il primo dell’anno, abbiamo fatto colazione al sole, a maniche corte)

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