Tre giorni a Palermo

Viaggio low cost nel capoluogo siciliano, poi una fuga a Mondello

Diario letto 96528 volte

  • di Enrico 9
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Un viaggio con tanto sole, albergo gattopardiano, itinerario perfetto con fuga a Mondello, buon cibo e ottimi prezzi.

Voglia di partire per pochi giorni, idea destinazioni Ryanair da Bologna. Abbiamo già visto tante città: tentazione Edimburgo, controlliamo il meteo... tutta la settimana sentenzia acquazzoni. No, cambiamo repentinamente destinazione: Palermo ci preannuncia 3 giornate di sole, il dado è tratto.

Quinta città italiana per popolazione adagiata sulla pianura della conca d’oro, fondata dai fenici ha una storia millenaria e possiede un notevole patrimonio artistico ed architettonico che ci riporta alle guerre puniche, al periodo arabo e normanno ed agli stili liberty e barocco. Ampio il porto, belle passeggiate nelle vivaci strade guardando in alto per notare gli stili architettonici e fermandoci di tanto in tanto per un gustoso gelato o sedersi su una panchina di un parco per osservare i monumenti arabi, normanni o bizantini.

Partiamo la mattina prestissimo e rientriamo la sera tardi, quindi in realtà saranno 4 giorni. Mappa alla mano, il nostro itinerario consigliatoci da una guida, che abbiamo trovato perfetto, parte da piazza Politeama (poi ognuno se lo aggiusta come crede ed in base a dove alloggia) dove ammiriamo il Teatro Politeama (fine 800), frontale ad Arco e forma sferica con colonnato e la statua di R. Settimo, di fronte il bel tempietto della musica (800), e scendendo per via R. Settimo, strada dello shopping come via Roma e in parte via Maqueda si giunge al Teatro Massimo (fine 800) in piazza verdi, il terzo teatro lirico d’Europa per dimensioni e di grande impatto. Girando dietro al teatro passando per porta Carini si giunge al “Mercato del Capo”, uno dei tanti, e alla chiesa dell’Immacolata Concezione e a quella di Sant'Agostino. Siamo in pieno centro storico, sfrecciano le carrozzelle. Proseguendo per viuzze arriviamo alla maestosa Cattedrale S. Vergine Maria Assunta (1200), stile gotico, anche moschea quando i saraceni invasero Palermo, ed ancora un brano del corano è su di una colonna all’entrata: scenograficamente spettacolare, fotografabile da varie angolazioni, ci aiuta il cielo terso ed azzurro. All’interno pregevoli opere di maestri siciliani, la cappella di Santa Rosalia con le sue reliquie e le tombe reali (Federico II ed altre), nascoste alla vista da antiestetici pannelli, quindi visibili a pagamento, la meridiana a pavimento.

Usciamo, e a mezzogiorno, ora di punta, vediamo Porta Nuova e il Palazzo dei Normanni, sede della Regione. Cerchiamo l’entrata, e visitiamo ciò che non si può trascurare a Palermo: la ”Cappella Palatina” , 7 euro, lasciate l’audioguida che costa 5 euro (magari leggete prima su quest’opera), piccola chiesa, una delle più belle al mondo, scrigno delle meraviglie, grande espressione di arte bizantina (1143): mosaici, marmi intarsi: meravigliosa. Essendo di martedì, quindi la giunta è al lavoro, non si possono visitare altre sale del palazzo come la famosa sala di Re Ruggero. Uscendo passiamo per San Giovanni degli Eremiti (arabo-normanna) e dalla Casa Professa o chiesa del Gesù, da poco restaurata. Alle spalle abbiamo lasciato il convento dei cappuccini nelle cui Catacombe vi sono 8000 corpi mummificati (non visti). Da lì proseguiamo entrando in Ballarò, rimasto il maggior mercato della città. Banchi con incredibile frutta e verdura a bassissimi prezzi, stessa cosa per pesce ed altri cibi. Un venditore all’angolo prepara panini con le pennelle (pasta di ceci). In zona piccole trattorie: molto caratteristico, da preferire alla Vucciria. In questa zona del centro storico bei palazzi si alternano a rovine di palazzi fatiscenti. Da qui si può rientrare verso i 4 Canti, piazzetta del 1600 con 4 angoli smussati ed occupati da edifici barocchi con statue: all’epoca vero centro di Palermo dove si svolgevano sia grandi feste pubbliche sia pene capitali. Raccomanderei ai palermitani e tanti extracomunitari che si trovano in zona di amare maggiormente la propria bella città, cercando di mantenerla più pulita, raccomandazione che estendo anche alle amministrazioni, palese è il fatto che i bidoni per l’immondizia siano insufficienti e raccolti raramente, troppe carte, mozziconi e “altro” per le strade: un peccato. A proposito di extracomunitari, moltissimi sono di origini pachistane e dintorni, molti dediti alla vendita di abiti e gioielli etnici. La sera passeggiamo per Via Roma, vedendo illuminati il Teatro massimo e il Politeama.

Secondo giorno

La seconda giornata, 25 gradi, abbiamo raggiunto piazza Politeama, siamo saliti sul bus 806 (€ 1,30) e in mezzoretta siamo scesi alla prima fermata di Mondello, appena si scorge il mare. Siamo a pochi chilometri da Palermo, in primavera e di mercoledì è poco frequentata, quindi molto rilassante. Camminiamo per la spiaggia una decina di minuti, sul lungomare solito mercatino e giungiamo al piccolo porticciolo dove partono i pescatori; vediamo la cattedrale (non grande) e la torre del Fico d’India, dall’altra parte del golfo l’antico stabilimento balneare su palafitte. Ci sovrasta il Monte Pellegrino. La sabbia è bianca e il mare limpidissimo. Ci sdraiamo un paio d’ore al sole e sorseggiamo una bibita (2 euro) in uno dei bar sulla spiaggia. È il rifugio balneare dei palermitani a fine settimana e durante l’estate in cui sarà irriconoscibile. Acquistiamo un paio di belle ceramiche spendendo poco presso “Villa artigiana”, negozio in fondo al paese. Rientrando facciamo uno snack, ma dei ristoranti scriverò in fondo, quindi percorriamo via Bandiera che unisce via Roma a via Maqueda e ci perdiamo in decine di banchi e negozi con merci contraffatte e a basso costo, non sempre in stile, ma cercando si può trovare l’occasione. Serata presso la cattedrale illuminata e Piazza Pretoria.

Terzo giorno

Dopo abbondante colazione al gattopardiano Palace Hotel (ottimo anche grazie a Silvia, Rosario e colleghi), scendiamo per via Vittorio Emanuele, ci perdiamo nella Kalsa (vecchia zona Araba, ci dicono ad alta densità mafiosa e dove sono nati Falcone e Borsellino), poi mappa alla mano vediamo la chiesa di Santa Teresa, la Porta dei Greci, Santa Maria dello Spasimo, quindi visitiamo la Chiasa della Magione, arriviamo in Piazza San Francesco d’Assisi dove c’è l’oratorio di San Lorenzo con stucchi del Serpotta. Nel frattempo avevamo oltrepassato l’orto botanico e raggiunta Villa Giulia, ci siamo distesi su una delle lunghe panchine del suo bel giardino profumato con gli aranci in fiore. Carino anche il parco presso piazza Marina, con un paio di enormi alberi, uno dei quali a ricordo del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Una panchina ci aspetta anche nei pressi del porticciolo, dove sono ormeggiate centinaia di barche.

Risaliamo verso il centro attraversando il vecchio mercato della Vucciria (celebre il quadro di Guttuso), del quale rimane però poco e i prezzi sono superiori a Ballarò che abbiamo preferito. Sbuchiamo nella piazzetta della bella chiesa di San Domenico con tanto di chiostro, e giriamo ancora per via Roma, giungendo a piazza dell’Olivella con la chiesa di S.Ignazio e l’oratorio di S.Cita; In via Bara dell’Olivella varie piccole trattorie. Per via Maqueda ripassando dai 4 canti entriamo in piazza Pretoria con la grandiosa fontana del Camilliani con tante statue e gli edifici del Palazzo pretorio (municipio) e la chiesa di S.Caterina: scenografica. Questa zona è da non perdere, vi sono inoltre in piazza Bellini la chiesetta di San Cataldo con tre cupole rosse (araba) e adiacente la Martorana con campanile quadrato ad arcate. L’ultima mattina è dedicata a piccoli acquisti tra cui non può mancare l’acqua di colonia di Zagara, il fiore degli agrumi, belli anche i Pupi siciliani, protagonisti di un’arte che rischia di scomparire. Non credevamo che Palermo avesse un aspetto così imperiale, vale una visita. Dalla stazione lo shuttle della Prestia ci riconduce in aeroporto (50 minuti, al prezzo di 6 euro con modernissimo bus). Tanto sole dopo tanta pioggia delle settimane scorse. Infine, la cucina: niente burro ma olio d’oliva, pasta in vari modi, molti legumi, ottimo pesce fresco e uso di erbe aromatiche, dolci non leggeri (cannoli, cassate, marzapane) e frattaglie (non abbiamo assaggiato il panino alla milza): influenze arabe, greche ed ebraiche.

Ristorazione

Ottima gelateria/caffetteria: Touring caffè, via Roma 252. Orario continuato per la famosa Focacceria San Francesco (p.zza omonima) con ristorante sopra, buffet sotto, sinceramente un po’ pesanti gli arancini e gli involtini di sarde (buono il prezzo).

Abbiamo visitato (perché consigliati), ma non frequentato, “Ferro di cavallo” in via Venezia. Si pranza e cena anche fuori, primi piatti 4 euro, secondi di pesce tutti a 8 euro.

Super consigliato “Da Basile” in via Bara dell’Olivella (presso teatro Massimo), aperto solo a pranzo (12-16), affollato fino alle 14. Alcune salette dove ci si apparecchia il tavolo, si ordina alla cassa e spesso si ritira personalmente la pasta (3-4 euro), piatto con 3 contorni ottimi (2 euro), trancio doppio di pesce spada fresco e delicato e gustosi involtini di pesce spada (6 euro), spartano ma cibo ottimo ed economico, frequentato anche dai palermitani che lavorano in zona.

Foto slide musicale http://youtu.be/sNXFFlvJ_uw. Il nostro blog viaggi: http://poneloya25.weebly.com

  • 96528 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social