Vitoria e Burgos

L'interessante capitale dei Paesi Baschi e la magnifica cittadina di Burgos, ricca di storia e con il Museo dell'Evoluzione Umana, collegato alla vicino sito paleontologico di Atapuerca.

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  • di The Cry of the Racoon
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Nel piccolo aeroporto di Vitoria non c’è un noleggio auto, penso sia una politica volta a evitare che la cittadina divenga solo un punto di passaggio per Bilbao o Burgos. Non ci sono nemmeno taxi, ma il bus proprio davanti all’entrata ci porta in centro alla Cattedrale Nuova: il nostro hotel, la Casa de los Arquillos, è a 10 minuti di distanza a piedi. Si tratta di una costruzione di duecento anni in pietra, in cima a una scalinata che parte da Plaza de La Virgen Blanca, una bellissima piazza a forma di mandorla sulla quale si affacciano eleganti palazzi ottocenteschi con le tipiche verande in legno. La casa de Los Arquillos dà al piano inferiore su un porticato ad archi, una delle attrazioni architettoniche della città. Mi domando come avremmo fatto a raggiungere un hotel che non fosse stato in centro. Fa freddo, c’è vento e pioviggina.

Anche la mattina dopo ci svegliamo con lo stesso (previsto) clima, la nostra intenzione sarebbe stata quella di fare un giro in bicicletta nei parchi che formano un anello verde intorno alla città ma non se ne parla proprio. Vitoria Gasteiz, nonostante nessuno lo sappia, è la capitale dei paesi baschi. Fu fondata verso la fine di XII secolo da un re di Navarra con il nome di Nueva Vitoria, vicino al villaggio fondato nel VI secolo dai visigoti, Gasteiz, nome che, in effetti, ha un che di sassone. Nel 1200 fu incorporata al regno di Castiglia, nel 1813 vi si combatté la battaglia tra le truppe inglesi, spagnole e portoghesi per cacciare Napoleone dalla Spagna. Nel centro della piazza della Virgen Blanca troneggia infatti la statua dedicata a questa importante vittoria.

E’ una bellissima città, piena di verde, zone pedonali, costruzioni eleganti e ben tenute, una gran quantità di trasporti pubblici modernissimi. Plaza de España è una piazza rettangolare delimitata da porticati, quando ci arriviamo è quasi deserta perché l’orario di apertura di tutto qui è alle 10 del mattino, e pare che tutti i musei e le chiese chiudano dalle 13 alle 16-16,30, la sacra siesta. Visitiamo, gratis, il museo di Belle Arti, in un’elegante villa in stile neoclassico, ben tenuto, carino. Oltre a noi c’è in visita solo una scolaresca con tre maestre e una dozzina di bambini intorno ai 7 anni. Sono tutti stranieri, la maggior parte sudamericani e una bambina afgana. Sembrerebbe che gli spagnoli facciano il loro dovere prendendosi i migranti. Non sapendo che fare sfruttiamo un altro museo gratis, la Casa del Cordon, nel centro della città medievale. Sulla facciata vi sono tre porte ad arco gotico, attorno a quello centrale è scolpito il cordone del saio francescano. L’elegante palazzo, molto ben restaurato, fu costruito da una ricca famiglia ebrea convertitasi al cattolicesimo al tempo dell’inquisizione. Il palazzo ingloba al suo interno una torre medievale dal bellissimo soffitto blu a costoloni dorati. Furono ospiti della ricca famiglia Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona, i sovrani che unificarono la Spagna e finanziarono i viaggi di Cristoforo Colombo, e il papa Adriano di Utrecht quando passò per Vitoria. Per fortuna al piano terreno, di fronte all’entrata nella torre dove viveva la famiglia, c’è un comodo divano dove potersi quasi appisolare in questa giornata uggiosa, dopo aver vagolato nei tre piani dell’abitazione tra imponenti mobili di noce.

La cattedrale di Vitoria è in restauro ma organizzano visita guidate al suo interno, purtroppo non riusciamo a iscriverci a quella delle 16, già esaurita. Sembra che questa visita abbia talmente colpito Ken Follet da avergli ispirato il libro “Mondo senza fine”, successivo a “Pilastri della terra”. Sul sagrato della chiesa c’è l’unica statua di bronzo al mondo raffigurante Ken Follet

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