Partenza il 8/8/2019 · Ritorno il 20/8/2019
Viaggiatori: 8 · Spesa: Da 2000 a 3000 euro

Je me souviens

di Marta_85 - pubblicato il

Un lungo viaggio in aereo con scalo a Roma Fiumicino. Siamo un bel gruppo di 6 amici e 2 bambine. Il viaggio in areo mi dà sempre la sensazione di essere un po’ sospesa, in quel tempo indefinito tra il prima e il dopo. Ginocchia che scricchiolano, sonni interrotti, libri e film che ci fanno compagnia. Ormai ci siamo abituati.

Arrivo in aeroporto a Boston dove tutto fila liscio, controllo passaporti e valigie arrivate, tiriamo un sospiro di sollievo. Noleggiamo la macchina e un van e arriviamo al Marriot Longwharf. Stanchi e affamati ci coccoliamo con dell’ottimo cibo: pesce fresco in un ristorantino vicino all’hotel. Due passi sul lungomare davvero rilassanti, giusto il tempo perché le bambine si addormentino. Arrivederci a domani!

Che fantastica sorpresa Boston. Oltre alle sue mille luci della sera ci risveglia una bellissima giornata di sole, arietta fresca e una colazione vista porto. Senso di pace e di una città vivibile. Le bambine giocano allegramente sul prato vicino al porto, tanti giochi disponibili, un’orchestra che suona e una vista mozzafiato.

A malincuore lasciamo Boston. Un lungo viaggio ci attende: destinazione Bar Harbor per le larghe strade americane. Sosta a appena fuori Portland al faro, ristorante Lobster Shack. Passiamo per una bella stradina dove ci colpiscono le case: tutte ben tenute, bandiera americana d’ordinanza, giardini curatissimi, fiori ai balconi. Un fermo immagine della provincia americana. Un tuffo nell’ America più pura, pieno Maine. Al Lobster Shack ci aspetta il Lobster Roll e il Crab Roll, deliziosi. Il tempo scorre velocemente guardano l’oceano. Altra tappa, altro faro. Il suono della sirena dell’Head Light ci ha ammaliato ed anche la vista da cartolina. Percorriamo ancora molte miglia e arriviamo al Bluenose Inn a Bar Harbor. Fantastica cena la sera, dove alcuni di noi non si fanno mancare il Lobster, una goduria.

La mattina optiamo per un giro in mountain bike nell’ Acadia National Park. Le bambine tranquille nel chariot, noi riusciamo a fare il giro completo del lago: scorci incantevoli. Molto lungo, ma merita davvero. Torniamo con le bici sulla pittoresca Main street di Bar Harbour. L’esperienza della bici ci fa sentire come a casa, non più turisti ma parte di questo pezzo di America! Sosta per pranzo e ritorno al Bluenose Inn, bucato alla laundry a gettoni: sembra davvero un tipico film americano!

Domenica: direzione Québec City. Pian piano lasciamo il Maine e l’America, i pick-up giganti, le bandiere americane, i motorhome, i bibitoni, l’aria condizionata, le case di assi di legno. Canada arriviamo! Sosta al Hawk’s Nest Lodge, sulla Canada Road. Sorprendente e davvero rilassante: i colori, la doppia bandiera americana e canadese, la temperatura, il sole e una fetta enorme di carrot pie! Tante foto vicine al river, sul quale scorrono i gommoni da rafting. Due scatti a due signore del New Hampshire in viaggio come noi verso il Canada sulla loro Dodge Challenger. Ancora dodici miglia al confine.

Attraversiamo la frontiera dove un poliziotto davvero gentile ci dice: “Bienvenue en Canada!”. Timbro del Canada sui passaporti. E’ paradossale quanto in pochi km possa cambiare tutto: poche farms lasciano spazio a tante e ordinate fermes, posti semiabbandonati lasciano spazio a giardini e prati, mucche al pascolo; tutto più simile alla nostra Europa. Turisti americani e bikers con le loro Harley.

Arriviamo a Québec City. Ci innamoriamo pian piano di questa splendida città. Imperdibile le Chateaux Frontenac, il simbolo e l’orgoglio dei suoi abitanti. L’hotel è imponente e maestoso e si affaccia sulla Terrasse Dufferin, un angolo di relax. Ci perdiamo tra le strade della città alta, piena di artisti di strada e di scorci da fotografare. Ciò che ci lascia però sorpresi è la città bassa, che è la parte antica di Quebec o Vieux Quebec. Un angolo di Francia. Bellissimo e suggestivo il murale trompe l’oeil sul palazzo più fotografato della città, ma anche un altro murale all’inizio del quartiere Petit Champlain. Su Rue de Champlain visitiamo uno studio boutique dove si realizzano splendide sculture in legno. Imperdibile la colazione al Buffet de l’ Antiquarie, uova alla benedict formidabili! Tornando nella città alta, a piedi ma si può anche prendere la funicolare, tappa alla Boutique de Noel, da Roots e più in là al museo del cioccolato (è una chocolaterie con annessa una stanza museo, piccolo ma interessante).

Québec City e la gentilezza dei suoi abitanti ci rimarrà nel cuore! Je me souviens, è proprio il motto del Québec e si può trovare anche sulle targhe automobilistiche.

La mattina lasciamo la città e percorriamo la strada sul San Lorenzo per Tadoussac. Per arrivare a Tadoussac ci imbarchiamo sul traghetto gratuito e veloce. Arriviamo e pranziamo alla boulangerie del paese. L’hotel Tadoussac ci lascia senza parole: con la sua atmosfera d’altri tempi e una vista impagabile sulla baia e sul San Lorenzo. Ci rilassiamo nel giardino dell’hotel. Nel tardo pomeriggio ci aspetta l’escursione di avvistamento degli orsi neri. Ritrovo al ranch poco distante dal villaggio. Ci conducono nel bosco fino all’osservatorio e riusciamo a vedere due orsi. Il tutto molto turistico, ma interessante per i bambini. La sera scopriamo un piccolo angolo di Francia, assolutamente consigliato: Cafè Bohème, abbiamo mangiato davvero bene e sono molto gentili. Decidiamo di tornare anche la mattina successiva per colazione prima dell’escursione avvistamento balene. L’escursione dura quasi tre ore, la barca ci porta al centro del San Lorenzo dove riusciamo a vedere le balene, i beluga e tante foche. Davvero emozionate e paesaggi magnifici. Scesi dalla barca ripercorriamo la passeggiata lungo la spiaggia. Tappa alla microbrasserie e partenza per Saint Alexis Des Monts. Auberge Du Lac a L’eau claire.

Un giorno di completo relax in questo posto idilliaco: pedalo sul lago, passeggiate nei boschi, buon cibo e riposo in riva al lago. Non vorremmo andarcene più!

Ricaricate le pile, ripartiamo per Toronto. Lunghissimo viaggio in auto, arrivati riconsegniamo la macchina, ci riposiamo e cena alla Bettola dei Terroni, consigliato. Di solito non andiamo nei ristoranti italiani all’estero, ma questo merita!

Il giorno dopo siamo pronti per l’escursione prenotata per le Niagara Falls. Giornata molto bella e comoda in pullman. Passeggiata lungo le cascate molto suggestiva. Troviamo davvero imperdibile il battello Hornblower (il gemello americano è la Maid of the Mist) che ci porta proprio sotto le cascate. E’ molto emozionante, un po’ da sindrome di Stendhal. Mi immaginavo la cascate immerse nel verde, invece la zona è molto turistica con tantissimi hotel, un po’ stile Las Vegas. La vista dal battello sotto le cascate però è davvero un ricordo che serberò. Proseguiamo sulla meravigliosa strada nel Niagara Park per arrivare a Niagara on the Lake. La strada è davvero bella, tra vigneti e fantastiche ville da ammirare. La cittadina merita davvero una visita e una sosta.

Ultimo giorno a Toronto. Onestamente avevo delle aspettative molto alte, la immaginavo diversa, non nascondo che un pochino mi abbia delusa, ma è una città che va capita e ammirata pian piano. Da non perdere: - Toronto Island Park. Durante il tragitto in battello si può godere della magnifica vista sulla città. Giretto con le bici al parco e a piedi. - Distillery District, davvero particolare. Ci perdiamo tra le vie affollate e piene di negozi, bar, ristoranti con tanti scorci da fotografare. - Kensington Market, molto alternativo. - City Hall con la tanto fotografata scritta Toronto e lì vicino l’ Eaton Centre. - il Path, la città sotterranea. - Yorkville, che purtroppo noi non facciamo in tempo a vedere.

Dopo così tanti giorni di viaggio, ci spiace lasciare questi posti, che però rimarranno sempre parte di noi. Potrò davvero dire Je me souviens!

di Marta_85 - pubblicato il