Oman, sultanato delle favole

Breve viaggio in un paese ricco di tradizione, cultura e modernità

Diario letto 4384 volte

  • di fiore456
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Siamo partiti il 2 marzo 2019 per Muscat, prima volta in Oman e il giorno successivo cominciamo con le visite. La prima tappa è alla Grand Mosque fatta costruire nel 2001 dal sultano Quaboos, per cui noi donne dobbiamo avere velo in testa e braccia coperte. Il luogo è incantevole, la moschea stupenda, i giardini fantastici e le gallerie veramente belle. Dopo la visita ci rechiamo al Mercato del pesce di Muttrah, tonni enormi e bellissimi granchi e gamberi, poi raggiungiamo la Corniche che è un gran bel lungomare e dove pranziamo in un localino con vista e quindi ci addentriamo nel souq che è un po' come tutti i souq che abbiamo fino ad ora visitato. Tutti i commercianti sono indiani o pakistani. L'ultima visita della giornata è dedicata al Museo di Bait al Zubair, una vecchia casa omanita adibita a museo per far conoscere gli usi e i costumi domestici dell'Oman, e poi ci facciamo una panoramica sul Palazzo governativo di Al Alam, vediamo i forti di Miranie Jalali e un altro del quale non ricordo il nome e alle 15 abbiamo terminato, per cui ritorniamo in albergo, dove abbiamo tempo per riposarci e farci trovare pronti alle 19 per andare a cena in un locale dove si mangia dell'ottimo pesce, il Turkish Diwan dove assaggiamo anche una buona focaccia tiepida e una splendida cernia alla brace oltre a vari antipasti molto buoni. Purtroppo vino o birra non sono presenti.

Il 4 marzo cominciamo il vero e proprio tour che ci porta dapprima al Bimah Sinkhole - una cavità carsica ampia 40 metri e profonda 20 dove si trova una splendida acqua blu dove fare il bagno – che i i locali chiamano buca del diavolo. La visita prosegue al al Wadi Tiwi. La parola wadi letteralmente significa letto di fiume, e così è. Questo wadi ha acqua tutto l'anno in quanto sgorga direttamente dalla sorgente ed è molto carino ma da qui comincia la vera avventura: ci addentriamo nel deserto! Infatti cambiamo il nostro pullmino con delle 4x4, con guida e autista. Scorrazziamo un po' nel deserto dopo aver visto cittadine a dir poco tristi, così come sono piazzate in mezzo al nulla. Lo Sharqiya Sands ci accoglie con le sue rocce e la sua sabbia dal rosa al rosso. Raggiungiamo pertanto il nostro campo, l'Arabian Oryx Camp che è molto caratteristico e accogliente. Dopo la cena e lo spettacolo di danze e canti ci fermiamo più volte ad ammirare un cielo così pieno di stelle che è veramente impressionante.

Il nostro tour prosegue nei giorni successivi con la visita a una casa beduina e al Wadi Bani Khalid, che è impressionante per la sua bellezza, palmeti lussureggianti, laghi d'acqua azzurra – ce ne sono due – dove si può fare il bagno, un ristorantino dove rifocillarsi e pace e tranquillità. Riprendendo la strada verso il campo facciamo quello che ci aspettavamo: un gran giro del deserto sulle 4x4 saltando tra duna e duna, con discese ardite e risalite... hem hem... per poi arrivare su una grande duna dove ammirare il tramonto. Camminiamo a piedi scalzi ed è indescrivibilmente bello farlo. Spettacolo! Subito dopo che il sole è tramontato l'aria diventa fredda fredda, per cui torniamo nuovamente al campo.

Abbiamo poi visitato il Mercato delle donne di Ibra, che è caratteristico anche se non ci dice moltissimo, dove ci sono ancora le donne che usano la maschera di cuoio sul viso e che non vogliono farsi fotografare. Visitiamo poi il Catello di Jabrin che è davvero molto bello - l'unico che conserva ancora vestigia storiche - e poi anche il forte di Bahla che è grandioso anche se tutto ricostruito, per cui delle antiche vestigia non si vede traccia. La prima costruzione risale all'età preislamica, mentre le mure più recenti, si fa per dire, sono del 1600. Arriviamo quindi a Nizwa che è stupefacente sia per il forte grandioso che per l'asta del bestiame che è un'usanza antica, folkloristica ed elettrizzante sia per un souq eccezionale.

Come non parlare dei villaggi abbandonati di Al Hamra con una vecchia casa omanita divenuta museo, il Bait al Safah che è veramente molto ma molto bella o del villaggio abbandonato di Misfah o dello Jabal Shams ovvero la Montagna del Sole, da dove si ha un panorama strepitoso delle montagne e dove si ammira il Wadi Ghul a cui si arriva con delle jeep in quanto ci si inerpica per una strada di montagna che sale vertiginosamente ed è anche per vari pezzi sterrata con curve notevoli, ma finalmente raggiungiamo la cima a 2000 metri ed ammiriamo il Grand Canyon che è davvero fantastico. Vale anche la pena di fermarsi al Birkat al Mauz dove visitiamo uno dei cinque afalaj – cioè i vecchi canali di irrigazione – patrimoni dell'UNESCO

  • 4384 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Parole chiave
, , ,
Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social