Isole Frisone

Da Bologna alle isole della Frisia

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  • di mareburrascoso
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

25/4/2009

Partiamo verso le otto di una giornata limpidissima. Autostrada da Bologna al Brennero e prima tappa per gasolio e un panino in Austria. E’ soleggiato, ma fresco. Qui invece sono già tutti in versione estiva. Continuiamo in direzione Monaco, dove arriviamo sulle 14 poi continuiamo per Norimberga e poi verso Hannover. Verso le sei e mezzo ci fermiamo e cominciamo a cercare una sistemazione per la notte, cosa che si rivela impresa difficile. Questi paesi di collina pieni di prati e di boschi sono affollati come la riviera romagnola in luglio, anche se le strade sono deserte. Troviamo un piccolo hotel con cucina greca nei pressi di Seesen e passiamo una piacevolissima serata. A nanna alle 10, lottiamo con una classico cuscino inconsistente, ma io mi addormento subito e mi sveglio poco prima delle otto.

26/4/2009

Riprendiamo la rotta per Hannover e facciamo colazione per strada. Arriviamo all’una e mezza al porto di Harliesel dove faticosamente riusciamo a capire dove imbarcare i bagagli e fare il biglietto per la prima delle isole Frisone che vogliamo visitare. Dopo un’oretta di traversata arriviamo al capolinea di un trenino che ci porta alla fiabesca stazione di Wangerooge dove, all’ufficio informazioni, troviamo qualcuno che parla un po’ di italiano e ci aiuta a trovare una stanza. Dopo un’attesa di un’ora in un “Roof Garden” prenotiamo una stanza carina con vista mare e mansarda indipendente che sembra finta. Usciamo per cena e un po’ per caso mangiamo due piatti squisiti.. Domani Dino vuole tornarci… Passeggiamo per le strade ventose dell’isola che pare deserta. C’è un’atmosfera strana, per noi, ma incantevole, che racconta leggende di incursioni e di pirati…

27/4/2009

Passeggiata di quattro/cinque ore: dalla spiaggia ai sentieri in mezzo alle dune e al bosco. Molto gradevole anche il vento e la pioggia e poi il sole e poi.. Tutti i cambiamenti climatici di una settimana nella pianura padana, qui ci sono in poche ore. Uccelli strani, mucche e vegetazione meravigliosa. Mare grigio e potente: un altro mare, ma molto, molto romantico.

28/4/2009

Partenza alle 13 dalla piccola isola di Wangerooge e dal nostro grazioso hotel che ha issato per noi il tricolore. Arriviamo ad Harliesel alle 14,30 e prendiamo la via per le altre isole della Frisia. Alle quattro e un quarto arriviamo a Norddeich, dopo aver attraversato una cinquantina di chilometri di graziose cittadine piene di verde e di fiori, di mulini a vento e biciclette. Dopo mezz’ora prendiamo una nave per Nordermey, dove arriviamo verso le cinque e mezza. La città è poco frequentata data la bassa stagione, ma il centro è gradevole. Ceniamo in un locale di pesce e assaggio dei gamberi con una salsa fantastica. Passeggiamo a lungo per il paese, compresa la spiaggia, battuta dal vento. Assistiamo ad un tramonto bellissimo con una gamma di sfumature che vanno dal rosa all’arancio, poi rientriamo che ancora c’è la luce di stamattina. Sono le nove.

29/4/2009

Dopo una colazione robustissima già olandese anche se l’isola è ancora tedesca, partiamo per esplorare l’isola. Ci dirigiamo verso il faro, in mezzo a sentieri per pedoni e per ciclisti. Arriviamo alla spiaggia, dove letteralmente ci imbattiamo in un uomo, completamente nudo, che esce dall’acqua gelata e si dirige verso uno stabilimento che scopriamo essere una sauna. La spiaggia è splendida, piena di dune di sabbia, decorata con pittoresche “ceste” che possono contenere due persone e permettono di prendere luce e sole stando riparati dal vento freddo. Torniamo verso il paese e ci fermiamo ad un vecchio mulino: 1862. E’ ricoperto di paglia tradizionale imbiancato. Si trova nei pressi di un parco con lago e cigni. Poi rientrando in camera ci ferma la polizia: a stento capiamo che ci manca una prenotazione e non dovrremmo circolare con l’auto. Torniamo in albergo e cerchiamo di farci prenotare un taxi, senza riuscirci. Andiamo verso il centro e ce lo troviamo da soli. Ci fermiamo in una panetteria e Dino si fa un trancio di torta più bella che buona e torniamo in albergo. Facciamo i bagagli, paghiamo il conto e ci prepariamo ad un’altra cena di gamberetti

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