I AMsterdam

Come da promessa alla Badmichael e alla Of Muzio scrivo le nostre avventure ad Amsterdam per memoria ai posteri  Protagoniste: Valeria: la donna che fece capitolare più uomini che la peste bubbonica nel 1300 Francesca: La donna dall’accento inglese ...

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  • di deschgirls
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Come da promessa alla Badmichael e alla Of Muzio scrivo le nostre avventure ad Amsterdam per memoria ai posteri  Protagoniste: Valeria: la donna che fece capitolare più uomini che la peste bubbonica nel 1300 Francesca: La donna dall’accento inglese più fluente di quello della regina madre Carmen: la puerpera che si accinge a convolare a nozze Io: pronta a sacrificare la vita per dovere di cronaca Partiamo alla conquista di Amsterdam, piene di grandi velleità e aperte a nuovi orizzonti. Già all’aeroporto di Schiphol, ci rendiamo conto, però, di essere circondati da autoctoni alti quanto me con Carmen sopra le spalle, biondi come il sole, e dagli occhi azzurri come il mare. Qualche tempo dopo Valeria commenterà “chissà ci vedranno come quattro piccole cozzette nere italiane?!”. Quella sensazione ci ha accompagnato per tutto il viaggio.

Fortunatamente abbiamo sempre trovato gente molto cordiale e socievole: il brutto non fa paura ma anzi tenerezza. La nostra cozzaggine ci ha aperto la strada.

Come orientarsi ad Amsterdam: comprare una cartina e portarsi Valeria in viaggio. Lei è difficile che la compri, ma si orienta bene su quella delle altre. L’unico inconveniente è che soprattutto i primi giorni investita dal suo ruolo cammina una spanna davanti a tutti, immersa con il viso nella cartina e senza rivolgere una parola ad alcuno. Il metodo Valeria-cartina il primo giorno non sempre risulta vincente: la ragazza vi porterà al luogo di destinazione ma non è detto che abbia scelto la via più breve. E così anche in questo viaggio, quando la strada su cui camminavamo non coincideva con quella sulla cartina, Valeria guardandosi bene dal farsi sentire da Francesca (la più sensibile ai morsi del freddo e della stanchezza), si avvicinava a me a cercare sostegno. Nemmeno il tempo di aprir bocca e da un cespuglio o da sopra un muretto in cui Francesca si inerpicava per scattare le sue foto da desktop si sentiva una voce – Abbiamo sbagliato strada? Ci siamo perse? – La risata era d’obbligo. Francesca, allora un po’ risentita aggiungeva – Ho detto abbiamo sbagliato strada mica avete sbagliato strada!?! – Cosa mangiare ad Amsterdam: non possiamo esservi d’aiuto noi non lo abbiamo scoperto. Non siamo riusciti a trovare un solo ristorante ad Amsterdam che preparasse cucina olandese. In compenso abbiamo mangiato in ottimi ristoranti Tailandesi ed Indiani. Sul Tailandese ci siamo lasciati andare su ordinazioni a base di curry, noncuranti del fatto che al lato della pietanza ci fosse scritto “spicy”, forti della nostra meridionalità. Sono arrivati dei piatti che dire piccanti era poco, avevamo tutte la bocca in fiamme! Francesca era un’invasata, continuava a ripetere - Sto impazzendo, questa cosa mi da alla testa, sto impazzendo, sto impazzendo. – e più diceva così, più ingurgitava cibo e riso, cibo e riso, con la testa affondata nel piatto e la forchetta che si muoveva così velocemente da perderne i contorni. – Ragazzo, altro riso di qua, grazie – Il curry ha dato alla testa un po’ anche a Carmen che si è trovata a chiamare il cameriere per chiedere in italiano – Q U A T T R O A N A N A S – e oltre a scandire bene le sue parole ha indicato 4 con la mano. La faccia del cameriere è improvvisamente virata a punto interrogativo, Carmen capisce di aver detto qualcosa di sbagliato – Four Ananas – Nessun mutamento nel cameriere. E finalmente un’illuminazione – Four pineapple!!!! – Ok, la pronuncia non è stata una delle migliori, ma noi le vogliamo bene lo stesso

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