Sri Lanka, un Paese che non ti aspetti...

... natura, cultura, tradizioni, spiagge e molto altro ancora

  • di Fruzio
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Sono passati vent'anni da quando abbiamo scoperto l'esistenza di quest'isola meravigliosa grazie alle foto di due amici scattate durante il classico tour Sri Lanka – Maldive. In quest' intervallo di tempo spesso abbiamo pensato a questo paese come possibile meta per nostri viaggi, ma l'instabile situazione politica ci ha sempre fatto desistere. Anche quest'anno, pur sapendo che il conflitto si era concluso nel 2009, nutrivamo qualche dubbio sulla reale sicurezza del paese ma, alla fine, ci siamo fatti convincere dalle testimonianze positive degli altri viaggiatori.

E, dopo la nostra esperienza, anche noi possiamo confermare che lo Sri Lanka oggi è una destinazione assolutamente sicura e tranquilla; solo il nord del Paese è ancora chiuso al turismo, come si apprende dal sito viaggiaresicuri, per la presenza di mine inesplose.

Dopo aver trovato un volo ad un prezzo più che accettabile (430€) con la Emirates, una delle migliori compagnie con cui abbiamo volato, compriamo l'immancabile lonely planet (che si rivelerà poco aggiornata e poco affidabile) e iniziamo a leggere i diari di viaggio (per la verità non ne troviamo molti sullo Sri Lanka) per capire come organizzare il nostro viaggio. Ci appare subito chiaro che, questa volta non è consigliabile noleggiare una macchina, come siamo soliti fare noi, ma è meglio affidarsi ad un autista/guida. L'idea non ci entusiasma molto ma l'alternativa sarebbe spostarsi con i mezzi pubblici, un'esperienza sicuramente interessante ma più adatta a chi ha molto tempo e viaggia con zaino in spalla.

Quindi iniziamo a contattare alcuni operatori locali suggeriti nei vari forum finché non incappiamo nel nome di Upa, una guida parlante italiano che gode di ottimi giudizi, e che, dalle foto, sembra molto simpatico. Dopo i primi scambi di messaggi via mail, ci sentiamo su skype dove Upa si dimostra una persona molto gentile e disponibile, e combinando le nostre richieste con i suoi indispensabili consigli definiamo un itinerario di massima, con spazio per l'improvvisazione durante il tour. Scelti anche gli hotel, non ci resta che pensare alla valigie, che quest'anno saranno al limite del peso consentito. Infatti, i nostri amici hanno risposto con entusiasmo alla nostra richiesta di “disfarsi” di vestitini e giocattoli usati per portarli ai bambini dello Sri Lanka e ci hanno regalato di tutto e di più.

Tra un preparativo e l'altro arriva il 30 novembre, il giorno della partenza. Lasciamo l'Italia avvolta da un fitto nebbione per atterrare, 10 ore dopo (con scalo a Dubai) e con 1 ora di ritardo, in una soleggiata Colombo, dove Upa ci accoglie con il suo irresistibile sorriso. La nostra prima tappa è Negombo (20 minuti di auto), scelta ideale per fermarsi una notte prima di cominciare il tour, soprattutto se si arriva nel pomeriggio. Dopo una breve sosta in hotel (Paradise Holiday Village), ci rimane giusto il tempo di assistere a un meraviglioso tramonto dalla caratteristica spiaggia dei pescatori, fare un giro della movimentata città e visitare una delle tante chiesa cattolica, in cui, combinazione, si sta concludendo un matrimonio. Durante la cena in hotel assaggiamo il piatto di cui non potremo più fare a meno per il resto del viaggio, il nasi goreng di origine indonesiana ma sempre presente nei ristoranti dello Sri Lanka.

Il mattino dopo iniziamo il tour vero e proprio e, salendo lungo la costa est, andiamo in direzione di Yapahuwa che raggiungiamo solo nel pomeriggio perché durante il tragitto Upa ci propone due “fuori programma” che noi, ovviamente, accettiamo. Il primo è un'improvvisata a casa di un suo amico che abita lì vicino, in una bella casetta circondata da risaie, e che, con la proverbiale accoglienza cingalese, ci riceve offrendoci da bere cocchi freschi, raccolti appositamente per noi dalla palma; nel giardino i due ci fanno un “mini corso” di botanica, illustrandoci alcune piante tipiche tra cui le foglie di betel che loro sono soliti masticare per disinfettare la bocca (causa di quel colorito rosso che spesso si può osservare sui denti dei locali)

  • 10903 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social