Nuova Zelanda

Il nostro viaggio itinerante in nuova Zelanda, da nord a sud, il posto piú lontano da casa che potevamo raggiungere. Un paese bellissimo, molto verde, ordinato, e con attrattive un po' per tutti i gusti se non si cerca la ...

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  • di babisa
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro

Km percorsi: 3640

Tragitto: ISOLA NORD (1715 km): Auckland - Bay of Island – Matamata – Waiomangu – Rotorua (parchi geotermali) – Wellington

ISOLA SUD (1925 km): Blenheim (regione vitivinicola) – Kaikoura – Greymouth – Franz Joseph Glacier – Wanaka – Queenstown – Te Anau – Milford Sound – Queenstown

Ritorno da Queenstown a Auckland con volo interno.

24.12.2019 - Auckland

Atterriamo alle 10 del mattino ad Auckland dopo una serie di voli interminabili (noi non lo abbiamo fatto, ma è assolutamente consigliato uno stop-over, 30 ore di viaggio sono tantissime…). Passiamo rapidamente l’immigration, e con un taxi cumulativo preso subito fuori dall’aeroporto, raggiungiamo in una quarantina di minuti il nostro albergo, lo Star Park Service Apartment proprio sotto la Sky Tower. E’ bello e pulito, e in una posizione perfetta, la strada è tranquilla e silenziosa, ma siamo a pochi passi da Queen Street e dalla marina. La stanza è già disponibile anche se sono solo le 12:00, così lasciamo i bagagli e andiamo a far scorta di provviste in un supermercato poco lontano: il receptionist ci ha avvisato che sia il 25 che il 26 sarà quasi tutto chiuso. Siamo svegli da quasi 48 ore e siamo decisamente esausti. Tornati in stanza, ci riposiamo un paio d’ore e poi usciamo per la cena. Sarà che è la vigilia di Natale, ma alle 18:00 è già tutto chiuso.

Passeggiamo fino al Ferry Terminal destreggiandoci tra i lavori in corso: la città è una specie di cantiere, stanno facendo nuove linee della rete metropolitana, e in generale ammodernamenti un po’ dappertutto, ma il traffico è comunque abbastanza scorrevole e la passeggiata sul lungomare è piacevole. Fa piuttosto freddo e tira vento, e questa sarà una costante per tutto il viaggio.

Raggiungiamo a piedi il Viaduct, una piccola baia lungo la quale ci sono molti ristoranti e locali, fermandoci lungo il percorso per ammirare un enorme catamarano e altre barche: sicuramente Auckland è il paradiso dei velisti, passeggiando lungo la Marina si respira proprio questa atmosfera.

Ceniamo al Fish Market, che più che altro è un food market dove c’è una sola pescheria e il resto sono take away che però servono ottime pietanze a prezzi tutto sommato convenienti. La vigilia di Natale purtroppo la maggior parte dei chioschi è chiusa ma mangiamo comunque bene con ostriche e un buon curry thailandese con gamberi.

Sulla via del ritorno verso l’hotel ci fermiamo all’Occidental Belgian Beer Cafè, uno dei pochi pub aperti, dove ci beviamo una delle tante birre che hanno disponibili alla spina. In Nuova Zelanda abbiamo scoperto oltre all’ottimo cibo, anche una notevole varietà di birre locali davvero particolari e molto buone.

25.12.2019 - Auckland

Facciamo colazione in camera visto che non esiste una lobby con bar e ristorante. In stanza c’è un frigorifero, il tostapane, il microonde, bollitore per fare il caffè: a parte rare eccezioni, tutti gli hotel dove abbiamo soggiornato erano arredati così, cosa che ci ha permesso di fare sempre una buona colazione in stanza comprando il necessario al supermercato, e risparmiando così un sacco di tempo rispetto a quello che avremmo impiegato facendo colazione nei diners. Usciamo verso le 10, la città è deserta ma ci avevano avvisato. Decidiamo quindi di impiegare la giornata visitando le isole di fronte a Auckland, che dovrebbero essere tutte raggiungibili facilmente in traghetto. Vorremmo iniziare con Rangitoto, ma al desk dove cerchiamo di comprare i biglietti, l’addetto ci dice che siccome è Natale, le corse sono molto ridotte e i viaggi da e per questa isola vulcanica disabitata sono sospesi. Peccato, non ci facciamo comunque scoraggiare e prendiamo un biglietto per Devonport, con ritorno via Waiheke Island. Devonport si raggiunge in pochi minuti di navigazione, è un bellissimo villaggio con belle case e giardini pieni di fiori; anche qui è tutto chiuso ma non importa, passeggiamo fino alla cima della collina (il vulcano?), da dove si gode di una bellissima vista sulla baia e sullo skyline di Auckland. In altri 40 minuti di navigazione raggiungiamo Weiheke Island, anche qui bellissime case e giardini fioriti al centro del paese. Prendiamo al volo un autobus all’uscita del terminal dei traghetti, l’autista è vestito come uno Schutzen e parla con un accento incomprensibile ma riusciamo a fargli capire che vogliamo andare a South Beach, e a farci dire l’orario di ritorno del bus – a quanto pare, anche le corse degli autobus oggi sono alquanto ridotte. Passiamo il pomeriggio in spiaggia, prendendo il sole e facendo brevissimi bagni nell’oceano gelido. Altra parentesi, la Nuova Zelanda offre di tutto, ma di sicuro non acque calde dove programmare vacanze da spiaggia, diciamo che l’acqua va bene per chi è abituato a fare il bagno nel fiume a maggio / giugno. Alle 18:00 prendiamo l’autobus per rientrare, e dopo il tragitto in traghetto fino a Auckland, andiamo alla ricerca di un posto dove cenare. Impresa piuttosto difficile perché è tutto chiuso, alla fine troviamo una specie di takeaway cinese, il BBQ Duck Cafè vicino al nostro albergo, dove mangiamo due piatti insapore a base di pollo e manzo con riso, in un ambiente tristissimo con tavoli di plastica e servizio sbrigativo. Va detto che l’alternativa sarebbe stata un panino dalle macchinette automatiche perché la notte di Natale è davvero tutto assolutamente chiuso

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