Oslo- Bergen- Ålesund: il Vestlandet in auto

NORVEGIA, 17-27 AGOSTO 2004 DIARIO DI VIAGGIO Martedì 17 agosto Alle 17,30 il treno arriva alla stazione di Roma Ciampino. L’aeroporto è distante in linea d’aria sì e no un chilometro, eppure ci tocca attendere 45 minuti per veder arrivare ...

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  • di Mauro Corezzi
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

NORVEGIA, 17-27 AGOSTO 2004

DIARIO DI VIAGGIO

Martedì 17 agosto

Alle 17,30 il treno arriva alla stazione di Roma Ciampino. L’aeroporto è distante in linea d’aria sì e no un chilometro, eppure ci tocca attendere 45 minuti per veder arrivare l’autobus, il quale poi impiega 20 minuti per compiere il tragitto, uno strano girovagare che ci porta per strade e stradine e fin sull’Appia e poi chissà dove… Se non ci fossero i bagagli e soprattutto non ci fosse da attraversare le piste di decollo, converrebbe raggiungere il terminal a piedi!

Alle 19,35 parte puntualmente il volo Sterling da Roma Ciampino per Oslo Gardermoen (107 €). Il Radisson SAS Hotel, prenotato via Internet, ci attende a 100 m. Dall’aeroporto, così senza impazzire troppo possiamo rapidamente passare dal sedile al letto. La località, comunque, a circa 50 Km. Da Oslo, pullula di alberghi.

Prima di dormire esploriamo un po’ il moderno aeroporto dove abbiamo il primo incontro con i celebri prezzi norvegesi, argomento prediletto da ogni italiano che abbia visitato il paese scandinavo. La bottiglietta d’acqua da mezzo litro a circa 3 € ci indurrà in tentazione più per curiosità che per sete, visto che siamo dotati della economicissima e plebea acqua italiana. In seguito impareremo ad apprezzare anche la non disprezzabile acqua che esce dai rubinetti e che viene tranquillamente servita a tavola in alberghi e ristoranti.

Mercoledì 18 agosto

Dopo la pantagruelica prima colazione a buffet nella quale ci abbuffiamo di salmone affumicato come orsi, accompagnandolo con prosciutto cotto, salame, succo d’arancia, brioches, caffè (il famigerato “brodolone” comune a tutto il centro e nord d’Europa), formaggio, pane, aringhe, cocomero, pere e ananas (ottima la frutta!) ingurgitati alla rinfusa, torniamo al terminal dell’aeroporto per prendere il treno-navetta, destinazione Oslo. All’esterno troviamo un cielo plumbeo e uggioso che promette, ai nostri mediterranei occhi, pioggia e grigiume. Impareremo presto che in Norvegia il buon giorno NON si vede dal mattino.

Difatti, la città ci accoglie con un bel sole e una temperatura estiva, rendendo del tutto inutili i nostri ombrelli e i nostri spolverini impermeabili. A Oslo è impossibile perdersi per il turista: dalla stazione parte il Karl Johans Gate, viale che ha come capolinea il Palazzo Reale. A circa metà strada una folla giovanile si assiepa lungo il marciapiede: sono gli studenti che davanti all’Università vendono i loro libri usati. Si affollano nella mente i ricordi degli anni accademici “di galera” pisana, dove senz’altro mancava un’atmosfera così domestica e quasi “paesana”. Sgattaioliamo via.

A due passi dal Karl Johans Gate si trova la Nasjonalgalleriet (buffo: il norvegese pare l’inglese scritto come si pronuncia…) che visitiamo alla ricerca del celebre “urlo” di Munch. La ricerca ha successo…ma solo per una fortunata evenienza: infatti, appena tre giorni dopo la nostra visita, sabato 21 agosto 2004, il dipinto verrà trafugato in pieno giorno dai soliti ignoti! In effetti, in tutto il museo contiamo la presenza di 3 custodi 3. In genere, a differenza di noi mediterranei, il norvegese non tende quasi mai a pensare che lo si voglia fregare: abbiamo trovato in giro molta fiducia nel prossimo che, per quanto ci riguarda, abbiamo sempre ben ripagato. Coi loro (pochi) capolavori, però, farebbero meglio a dimostrar meno fiducia: in questo caso, il ricco collezionista committente ringrazia…

Acquistate le cartoline e i poster “munchiani” di prammatica ci dirigiamo verso lo Slottet, l’insipido e assai poco imponente palazzo reale norvegese. Sarà che in Italia abbiamo ville patrizie molto più monumentali e regali di questa “casona” giallognola, sarà che i secoli di storia, architettura e arte alle nostre spalle ci hanno abituati male… Sarà come sarà, sta di fatto che la dimora del re vichingo è una delusione. Comunque, il sovrano si dimostra abbastanza in linea con il carattere dei sudditi, visto che in Norvegia consumismo e ostentazione sembrano avere scarsa cittadinanza: si percepisce una generale e diffusa aria di benessere, certo, ed anche uniformemente distribuito, ma privo della frenetica corsa al consumismo che impazza da noi. Due esempi tra tutti: il parco-macchine dei norvegesi è semplicemente sorprendente, sembra di trovarsi nell’Italia dei primi anni ’90. La maggior parte delle auto sono vecchi carrozzoni Volvo da noi circolavano oltre 10 anni fa, oppure altre marche ed altri modelli, ma sempre di quell’epoca. Le rare auto nuove sono con targa straniera (tedesca e olandese soprattutto) oppure sono veicoli degli autonoleggi, come la nostra Nissan Almeira di cui abbiamo visto in giro un’unica gemella. Del secondo esempio scriverò tra breve

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