Normandia e Bretagna

Le piccole case a graticcio di Rouen, le impressionanti falesie bianche e i panorami mozzafiato di Fecamp ed Etretat, il brutalismo di Le Havre, la piccola Honfleur soffocata dai turisti, l’eleganza un po’ decadente di Deauville, le enormi e tragiche ...

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  • di Elle67
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Le piccole case a graticcio di Rouen, le impressionanti falesie bianche e i panorami mozzafiato di Fecamp ed Etretat, il brutalismo di Le Havre, la piccola Honfleur soffocata dai turisti, l’eleganza un po’ decadente di Deauville, le enormi e tragiche spiagge dello sbarco in Normandia, tutti i fari della Bretagna, tutto il sentiero dei doganieri, le scogliere verdi di Landemer, le maree di Le Mont-Saint Michel, le montagne di ostriche di Cancale (che non ho osato provare), le mura e i gabbiani feroci di Saint Malò, le rocce rosse di Men Ruz, il fascino selvaggio di Ouessant…e poi oceano, ortensie, sidro, formaggi e crêpe al caramello e burro salato. Ci si potrebbe vivere. Sicuramente bisognerà tornarci.

diario di viaggio

La Francia è un paese che non mi ha mail attirato molto, e invece in 10 giorni in cui ho avuto l’occasione di attraversarla tutta ho scoperto dei paesaggi bellissimi, cibi buonissimi, e un paese che sicuramente merita più di qualche viaggio. Temevo prezzi esagerati ma Normandia e Bretagna sono molto alla mano.

Vedere Normandia e Bretagna in 10 giorni, tutti in macchina, partendo dall’Emilia-Romagna, è una pazzia. Ma dopo 3 mesi di lockdown ci voleva. In principio doveva essere solo Normandia, ma qualche faro lo volevo vedere, e così siamo arrivati appena prima di Brest. Abbiamo dato solo un’occhiata superficiale, e infatti c’è rimasta la voglia di tornarci. Magari la prossima volta arriviamo a Parigi e noleggiamo un’auto, così guadagniamo un paio di giorni di viaggio.

Non abbiamo mai fatto tappe lunghissime, per arrivare in Normandia e tornare dalla Bretagna ci abbiamo messo due giorni, facendo sempre tappa a Lione. Dieci notti e dieci hotel diversi, tutti prenotati prima di partire, per non perdere tempo a cercare in viaggio.

L’autostrada è cara, sia in Italia che in Francia, e la benzina pure. In Francia i prezzi sono variabili, la paghi un po’ meno che in Italia ma non ovunque.

Il Frejus è un furto: 47 euro solo andata. Al ritorno ci siamo rifiutati di farlo e io consiglio a tutti di evitarlo, salvo che ci passiate di notte, d’inverno o con condizioni climatiche particolarmente brutte. Il panorama è meraviglioso, la strada alternativa è una strada di montagna ma non ha particolari difficoltà ed è in buone condizioni. Si passa da un lago stupendo e si vedono le montagne innevate, anche a metà luglio.

Lione non mi ha colpito particolarmente, forse anche perché c’erano oltre 35 gradi e non si respirava. Bella la zona Confluence, a sud, dove si incrociano i due fiumi. Bellissimo il Confluence Museum, e gli edifici attorno come quello Euro News, la Sucrière. Il centro lo localizzerei tra l’Opera e la piazza Bellecour, poi c’è la parte alta e il quartiere sotto alla parte alta appena oltre il fiume. Mi è sembrata piena di vita notturna anche la zona attorno all’Opera. Sicuramente è una bella città ma non mi ha colpito particolarmente, anche se dovrò tornarci per vederla meglio e soprattutto scoprire la sua street art. D’altra parte in due mezze giornate non si poteva fare di più.

Ma Lione è stata solo una tappa obbligata per spezzare il viaggio, la prima vera meta è stata Rouen. Poco prima di Rouen abbiamo lasciato Giverny e la casa di Monet per il prossimo viaggio e ci siamo fermati per una foto veloce al Vecchio Mulino, nelle vicinanze.

Rouen è stupenda, un gioiellino. Città famosa per Giovanna d’Arco, piccolina, con le sue bellissime case a graticcio, le sue chiese gotiche, i vecchi negozi dei liutai, i fiori (da qui in poi una parte essenziale del paesaggio), un po’ di street art qua e là, l’impressionante palazzo di giustizia, i suoi strani giardini incasinatissimi, il torrione dove la leggenda vuole che fosse rinchiusa la Pulzella, la stranissima e modernissima chiesa dedicata a lei, ma anche la parte nuova, lungo la Senna, con edifici di design e tanti posti dove bere e mangiare all’aperto godendosi le giornate lunghissime. A Rouen si nota il cambio di clima, siamo a metà luglio ma felpa e giacca ci stanno bene appena usciti al mattino. Vale la pena fare una tappa e dedicarle un giorno. Dormito all’hotel IBIS, al limite del centro

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