Normandia e Bretagna: why not?

Normandia e Bretagna attraverso verdi colline e lungo coste frastagliate, con il cuore colmo di emozioni e lo sguardo rivolto alle guglie superbe delle cattedrali.

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  • di Monica29
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Quest’anno per il nostro abituale viaggio di primavera io e mio marito non sapevamo proprio quale destinazione scegliere e non perchè non avessimo idee, ma perchè ne avevamo troppe. Scartate le mete lontane che mal si concigliavano con i pochi giorni a disposizione restava comunque tanto mondo da vedere.

Non ricordo precisamente quando, ma un bel giorno ho pensato: “perchè non visitare la Normandia e la Bretagna?” Una settimana non è molto, ma sufficiente per prenderci un assaggio di panorami, cattedrali, formaggi, ostriche e calvados.

Partiamo giovedì 25 aprile dall’aereoporto di Pisa con il volo Rayanair delle ore 6:15 ( che levataccia partendo da La Spezia!) con arrivo a Parigi Beauvais alle ore 8:15, ma almeno abbiamo tutta la giornata a disposizione. Come sempre avevo prenotato il parcheggio P4, lunga sosta, che oltre ad essere economico - € 36 per una settimana- mette a disposizione una navetta gratuita da e per l’aereoporto fin dalle 4,30 del mattino e la sera fino all’arrivo dell’ultimo volo. (Ho visto che è stato costruito un parcheggio comunale molto più vicino all’aereostazione e, mi dicono , con prezzi ancora migliori: notizia da verificare.)

Arrivati a Beauvais piove, ma, si sa, il turista fa parte di quella categoria di persone che non si scoraggiano facilmente, infatti ritiriamo l’auto, prenotata con largo anticipo dall’Italia presso Sixt, e partiamo. Nonostante avessimo chiesto di impostarci il navigatore in lingua italiana ci rendiamo subito conto che dall’apparecchio esce un idioma a noi totalmente sconosciuto: il nostro navigatore parla magiaro! Ci fermiamo, lo rimpostiamo in italiano e ripartiamo, ma, ahimè perde la connessione, non una volta , ma due, tre, un’infinità di volte! In qualche modo imbocchiamo l’autostrada per Rouen. Intanto ha smesso di piovere e un sole un po’ incerto occhieggia tra le nuvole, ci rilassiamo e proprio per scrupolo consultiamo la cartina Michelin. A forza di perdere la connessione e ricalcolare il percorso, non so come sia potuto succedere, ma stiamo andando in direzione opposta, verso Parigi. Invertiamo la marcia, sostituiamo il dispositivo con i nostri telefoni cellulari collegati a google map e finalmente con un po di ritardo sui tempi previsti arriviamo a Rouen.

Lasciamo la macchina nel parcheggio sotterraneo di Place Saint Marc e incominciamo il nostro percorso a piedi per le vie della città. Percorrendo Rue Martanville, su cui si affacciano le coloratissime case a graticcio in legno tipiche di queste zone, arriviamo alla chiesa di Saint Maclau. Questa chiesa è un bellissimo esempio di gotico fiammeggiante con la facciata non lineare, ma curiosamente convessa prospicente una piccola piazza contornata di case a graticcio. Purtroppo non abbiamo potuto visitarla, nonostante ci siamo ritornati per ben due volte, rispettando gli orari affissi sul portale principale: non so dire il motivo ma era sempre chiusa. Proseguendo per Rue Saint Romain si arriva alla cattedrale di Notre Dame di Rouen. Ritratta più volte da Monet questa chiesa è un vero capolavoro. Qui il gotico fiammeggiante raggiunge il suo apice, la facciata ha la delicatezza di un pizzo fatto al tombolo e all’interno le navate slanciate, sostenute da imponenti pilastri, sono soffuse di una luce opalescente. Tutta questa bellezza però non ha il suo giusto risalto in quanto sarebbero necessari importanti lavori di manutenzione per limitare i danni del tempo e delle intemperie. Dopo molte foto, lasciandoci alle spalle la cattedrale e percorrendo Rue du Gros Horologe arriviamo al grande orologio da cui la strada prende il nome. Si tratta di un orologio astronomico, la cui costruzione risale alla fine del 1300 con figure allegoriche che rappresentano sia i giorni che le fasi lunari. E’ possibile visitarne l’interno, ma noi abbiamo preferito proseguire per Place du Vieux Marche’: la storica piazza dove fu bruciata Giovanna D’Arco nel 1431. Il suo sacrificio è celebrato da una moderna chiesa e da un’altissima croce che indica il punto esatto in cui fu eretta la pira. Come spesso accade sacro e profano si fondono ed ecco che il tetto della chiesa si allunga a diventare tetto del vicino mercato. Consiglio assolutamente di visitarlo e di lasciarsi sedurre dalla vista dei banchi stracolmi di frutti di mare, dai sapori delle infinite varietà di formaggi, dall’odore dei croissant appena sfornati. Purtroppo noi siamo arrivati intorno alle 15:00 e il mercato stava chiudendo per cui abbiamo “ripiegato”, si fa per dire, in una delle innumerevoli pasticcerie della città dove abbiamo gustato la nostra prima deliziosa crepe

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