Estate in bassa Normandia

Un breve viaggio in Bassa Normandia, alla scoperta di abbazie, spiagge e porticcioli.

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  • di gp.elena
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Martedì 29 giugno 2010

Abbiamo così tanto desiderato ed immaginato questo viaggio che ora, alla partenza, ci sembra quasi incredibile essere già in movimento. Eppure il volo su Parigi è prenotato, l’auto a noleggio pure così come la gite in mezzo al verde. Accendiamo i motori per poi spegnerli al Planet Parking di Tornavento, vicino a Malpensa. I ragazzi del parking ci accompagnano al terminal 2 e l’avventura comincia. Il volo di Easyjet per Parigi è in leggero ritardo, ma non ci facciamo scoraggiare per così poco. La piccola Caterina, al suo battesimo dell’aria, si dimostra entusiasta del nuovo mezzo di locomozione, tanto che vorrebbe subito ritornare indietro… Alla Hertz l’auto prenotata (OPEL CORSA) non c’è ancora: visto che i ritardi si accumulano decidiamo di “accontentarci” di una FORD KA (il “Macinino”) e la scelta sarà ottima.

Ora via, verso la Normandia. Ci aspettano 300 chilometri di strada per arrivare nei pressi di Bayeux, dove trascorreremo le cinque prossime notti. In viaggio rinunciamo alla sosta a Rouen, perché è già tardi e vogliamo arrivare al nostro alloggio prima di cena.

Caen, Bayeux: poco prima di Saint-Lo deviazione in mezzo alle campagne e siamo alla ferme Saint Quentin, la nostra gite de france!

L’accoglienza di Madeleine e dei suoi due cani è calorosissima, così come la simpatica stanza a nostra disposizione (peccato solo per il letto matrimoniale “come una volta”, cioè ad una piazza e mezza).

In un attimo è ora di cena: Madeleine ci consiglia un posto molto vicino (Le relais de la forete), sulla strada tra Bayeux e Saint-Lo, ai confini con la foresta di Cerisy. Menù a prezzo fisso, dosi da boscaiolo o camionista: dopo un intero giorno di viaggio – e aver saltato il pranzo – non c’è male. Ci addormentiamo circondati dal silenzio e dalla frescura delle campagne normanne.

Mercoledì 30 giugno 2010

Ritemprati dal sonno al fresco e dalla sontuosa colazione, ci dirigiamo verso Mont Saint Michel. Poco più di un’ora di strada e lo scorgiamo svettare maestoso sulle acque della baia, a distanza di chilometri. Parcheggiamo l’auto tenendo d’occhio i cartelli che indicano gli orari delle maree, perché alcuni parcheggi ad una certa ora saranno”sommersi”.

La stradina che porta all’abbazia è costellata da negozi di souvenir, ristoranti tipici e paninerie, ma basta girare l’angolo per svettare sulle acque della baia arabescate dalle correnti di marea. Infine entriamo nell’abbazia, la “Merveille”. E' incredibile constatare come in uno spazio così ridotto ci possano stare chiostri, chiese, cappelle, saloni immensi e passaggi misteriosi. Ci affacciamo sulla terrazza della chiesa da dove si contemplano le acque basse della baia, in attesa di avanzare spinte dalla marea. Vale la pena spendere 8,5 euro per una simile emozione. Scendiamo nuovamente a livelli terrestri e ci accorgiamo che è ora di pranzo. Consumiamo il nostro spuntino lungo la strada di ritorno, in una piazzola con vista sul Monte. Dopo pranzo ci rechiamo a Granville, austera cittadina portuale arroccata su uno sperone roccioso. C’è bassa marea, e nei bacini del porto le barche sono adagiate sulla sabbia in mille pose scomposte. La differenza tra i livelli delle maree è di circa 11 metri, come descritto nelle immancabili tabelle lungo il mare: ecco spiegato il motivo delle banchine galleggianti e ormeggiate a lunghissimi pali verticali. Dal porto risaliamo alla città vecchia. Attorno case in pietra grigia ed una chiesa zeppa di ex-voto di marinai e mercanti scampati a naufragi e tempeste. Tutto attorno sole, vento e mare

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