Pagine africane di un diario italiano

In questo pomeriggio d’un inverno che sembra non voglia andare a morire mai, mi ritrovo seduta su una vecchia poltrona di pelle, la stessa che un tempo ospitava mio nonno. Aldo si chiamava e ricordo che, puntualmente, ogni mattina dopo ...

Diario letto 943 volte

  • di Mariarita81
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

In questo pomeriggio d’un inverno che sembra non voglia andare a morire mai, mi ritrovo seduta su una vecchia poltrona di pelle, la stessa che un tempo ospitava mio nonno. Aldo si chiamava e ricordo che, puntualmente, ogni mattina dopo essersi accomodato sulla poltrona e aver letto il quotidiano indossava quei simpatici occhiali gialli e volgendo lo sguardo fuori dalla finestra restava lì ore ad osservare uno squallido scenario squarciato da un ponte autostradale.

Forse quegli occhiali gialli erano magici? Forse indossandoli si riusciva a vedere un mondo diverso? Un mondo fatto di colori, di profumi, d’amori... Non seppi mai cosa mio nonno vide oltre quella finestra ma il suo sguardo limpido e vivo resta stampato nella mia memoria.

Sono qui seduta a sfogliare il mio diario; lo faccio spesso e mi accorgo ogni volta che, rileggendo i miei scritti, è come rivivere quegli attimi perduti, quelle stesse emozioni, quelle stesse vibrazioni e mi sento ri-vivere. La mia attenzione cade sulla pagina del 22 febbraio dove è scritto: «... Terra rossa e polverosa e piatta si estende infinita all’orizzonte. Immensa è questa valle. Sembra quasi impossibile distinguere la linea che separa terra e cielo. Il grande sole è cullato dalle forti braccia di questo cielo bianco e azzurro. Gli alberi, grigi di sete, sembrano statue di marmo. Non c’è il vento che li accarezza, né l’acqua che li bagna; c’è solo terra, c’è solo sole. La gente vive ai bordi di una grande strada asfaltata, l’unica, che attraversa la città di Niamey. Sono persone che cercano di guadagnarsi da vivere vendendo quello che hanno e così una brava cuoca vende le sue frittelle, un calzolaio vende le sue scarpe, un bambino vende il suo sorriso, una ragazza vende il suo corpo.

Concentrano tutta la loro vita su pochissimi centimetri quadri di terra e lì dormono, e lì lavorano, e lì mangiano, e lì pisciano. E quello che vedo e definisco squallore è la loro vita, è la loro condizione che amano e rispettano più di qualsiasi altra cosa. Mentre attraverso la città, la gente mi sorride e mi saluta. Che strano sentirsi a casa in un posto sconosciuto.

Il mercato è considerato il luogo per eccellenza di incontri e scambi di merce. Un puzzo terrificante mi ubriaca. La mia vista è accecata dai colori smaglianti di stoffe, spezie e frutta. Le mosche svolazzano sulla cruda e rossa carne lasciata riposare al sole. La merce è accomodata disordinatamente a terra. Un bambino mi insegue e tendendomi le mani colme di papaia grida: “Madame, Madame”. Il suo viso, magro e sporco, è dipinto di luce; neri come le more sono i suoi occhi; indossa una camicia di polvere strappata; non ha le scarpe. Compro la sua papaia e mi regala un sorriso. La gente mi strattona ora da un lato ora dall’altro. Gocce di sudore scendono lente dietro la mia schiena; non è facile sopportare questo caldo. Mi sento soffocare in questo mare di gente nuova. Abbandono il mercato e torno sulla strada maestra.

Mi accorgo che tutti hanno delle strane teiere colorate, alcune sono di plastica, altre sono di latta. Non capisco quale sia la loro utilità. Da un megafono giunge una voce sonora che sembra intonare una cantilena araba. È l’Izan (AZAN) , il richiamo alla preghiera islamica. E, così come prevede l’Islam, la religione più diffusa nell’Africa settentrionale, la preghiera verrà recitata 5 volte al giorno e il musulmano dovrà, ogni volta, lavarsi mani, piedi, denti, orecchie prima di presentarsi davanti ad Allah, davanti al “Dio che è”. È in questo momento della purificazione che inizia la danza delle teière ritmata dallo scroscio dell’acqua lasciata cadere a terra. La città si ferma è tempo di parlare con Dio

  • 943 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Parole chiave
Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social